Chiamami Col Tuo Nome: giovani e omosessualità in 5 film (più uno)

scritto da: Gabriele Landrini

Dopo una lunga attesa, Chiamami Col Tuo Nome, nuovo e attesissimo lungometraggio di Luca Guadagnino, è pronto ad arrivare nelle sale italiane il prossimo 25 gennaio. La storia d’amore interpretata da Armie Hammer e Timothée Chalamet è tuttavia solo un ultimo esempio di come il dramma romantico a tinte LGBT si possa intrecciare con le logiche del coming-of-age movie, ovvero quel particolare filone che tenta di raccontare il cruciale passaggio dall’adolescenza all’età adulta.

Non molto diffuso nei decenni precedenti a quello attuale – se non per piccoli cult come il britannico Get Real di Simon Shore, il francese C.R.A.Z.Y di Jean-Marc Vallée o l’americano Dream Boy di James Bolton -, questo particolare sotto-genere sembra aver raggiunto l’apice del successo negli anni Dieci, con l’uscita prima de La vita di Adele e poi proprio dell’imminente Chiamatemi Col Tuo Nome.

Chiamami Col Tuo Nome: giovani e omosessualità in 5 film (più uno)

Questo breve elenco, ordinato in modo cronologico ma non esente da alcune valutazioni, mira pertanto a (ri)scoprire cinque film minori (più uno) che hanno segnato nel corso di questa decade il connubio tra adolescenza e omosessualità, anticipando o accompagnando le scelte stilistiche e narrative dei due più celebri lungometraggi appena nominati.

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1. Noordzee, Texas (Bavo Defurne, 2011)

Conosciuto anche con il titolo internazionale di North Sea, Texas, il lungometraggio belga di Bavo Defurne segue l’infanzia e l’adolescenza di Pim (Jelle Florizoone), ragazzo nato da una madre turbolenta e innamorato del vicino di casa Gino (Mathias Vergels), il quale sembra in un primo momento ricambiare i suoi sentimenti. La loro storia d’amore, altalenante e sofferta, non si intreccia però con le logiche di accettazione e di presa di coscienza tipiche del filone, ma tenta di appropriarsi dei canoni del melodramma famigliare, riuscendoci egregiamente. Così come per Chiamami Col Tuo Nome, importanti sono inoltre le ambientazioni che, giocando con l’immaginario americano di Hopper, rendono ancora più godibile il prodotto finale.

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2. Hoje Eu Quero Voltar Sozinho (Daniel Ribeiro, 2014)

Distribuito nei paesi anglofoni anche con il titolo di The Way He Looks, il lungometraggio brasiliano di Daniel Ribeiro è per chi scrive uno dei migliori film tra quelli proposti. Con una dolcezza narrativa che ripensa le vicende in modo quasi favolistico, la pellicola segue la storia di Leonardo (Ghilherme Lobo), un ragazzo non vedente che scopre con non poche difficoltà il suo amore per Gabriel (Fabio Audi), nuovo compagno di classe con cui stringe subito una forte amicizia. Nato da un cortometraggio di grande successo distribuito online, il film è stato insignito di numerosi premi LGBT, entrando anche in lista – ma non nella cinquina definitiva – per l’Oscar come miglior film straniero nel 2015.

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3. Closet Monster (Stephen Dunn, 2015)

Presentato in anteprima al Toronto International Film Festival del 2015 e arrivato in Italia grazie alla Festa del Cinema di Roma dello stesso anno, Closet Monster è un film canadese il cui protagonista, Oscar (Connor Jessup), è un adolescente sessualmente confuso e in perenne conflitto con il padre. Nonostante il plot faccia presagire dinamiche tipiche da romanzo di formazione, il lungometraggio di Stephen Dunn si carica anche di risvolti onirici, che aggiungono agli escamotages tradizionali delle sorprendenti soluzioni visive e narrative. Tra cultura pop (Buffy l’Ammazzavampiri in primis) e ricercatezza formale, Closet Monster potrebbe pertanto diventare un piccolo cult di genere.

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4. Un bacio (Ivan Cotroneo, 2016)

Anche il cinema italiano ha voluto confrontarsi con l’amore omosessuale prima di Chiamami Col Tuo Nome, dando vita da un piccolo gioiello intitolato Un bacio. Omaggiando le caratteristiche dei teen movies d’oltreoceano ma ripensandone l’estetica in chiave nazionale, il film di Ivan Controneo è un esperimento sui generis, che passa con coraggio dalla commedia al dramma, riuscendo ad appassionare e sorprendere. Gli eventi, ambientati tra le strade di Udine, ruotano attorno a Lorenzo (Rimau Grillo Ritzberger), giovane appena adottato e apertamente gay. Tra realtà e sogno, la pellicola si dipana con ritmi incalzanti ed espedienti narrativi molto godibili, giungendo poi ad un inaspettato finale.

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5. Handsome Devil (John Butler, 2016)

Di origina irlandese, il film scritto e diretto da John Butler racconta con intelligenza la storia di Ned (Fion O’Shera), sedicenne maturo e un po’ nerd spesso bullizzato dai suoi compagni di classe dediti esclusivamente al rugby. Da sempre un solitario, la sua vita sembra però pronta a cambiare quando stringe una forte amicizia con il misterioso compagno di stanza Conor (Nicholas Galitzine). Più particolare rispetto ai precedenti, Handsome Devil sembra rinunciare ai toni drammatici e romantici tipici della maggioranza dei coming-of-age movies, ricorrendo alla commedia – genere innegabilmente a doppio taglio – per raccontare la storia di un’amicizia e di un’accettazione personale.

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+1. Jongens (Mischa Kamp, 2014)

Escluso dalla cinquina principale perché nato come un prodotto esclusivamente televisivo, Jongens è un film olandese che, a seguito dell’ottimo riscontro di critica e pubblico, ha avuto una limitata distribuzione in alcune sale europee e americane con il titolo internazionale Boys. Superiore o quasi ai cinque lungometraggi precedenti, la pellicola di Mischa Kamp è una storia di suggestioni e non-detti, dove il minimale ma ben gestito intreccio romantico si raccorda con una messinscena impeccabile: fotografia e estetica delle inquadrature fanno infatti dimenticare qualsiasi logica televisiva, dando vita ad un interessante declinazione di stile cinematografico.

Gabriele Landrini

Redattore | Perché il cinema non è solo un'arte, è uno stile di vita | Film del cuore: Gli Uccelli | Il più grande regista: Alfred Hitchcock | Attore preferito: Marcello Mastroianni | La citazione più bella: "Vorrei non amarti o amarti molto meglio." (L'Eclisse)

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