Cinema americano e anni ’90: le 5 migliori commedie del decennio

scritto da: Gabriele Landrini

Gli anni Novanta hanno regalato al cinema americano alcune pellicole indimenticabili: soprattutto il genere dalla commedia, puntellato abitualmente da un umorismo travolgente e da una freschezza tipica del decennio, ha favorito la nascita di lungometraggi ad oggi ancora molto ricordati, che si sono ritagliati uno spazio privilegiato all’interno dell’immaginario comune.

Cinema americano e anni ’90: le 5 migliori commedie del decennio

Non mirando ad alcuna (forse impossibile) completezza e non proponendo nemmeno una vera e propria classifica, in questo breve articolo proveremo quindi a rispondere ad un’annosa e difficile domanda: quali sono le migliori e più iconiche commedie che hanno segnato l’ultimo decennio del secolo scorso? Cinque sono – almeno secondo noi – le pellicole davvero intramontabili, che per motivi spesso differenti vengono ancora oggi viste assiduamente.

1. Mamma Ho Perso l’Aereo (Chris Columbus, 1990)

Ad aprire il decennio è una delle pellicole natalizie per eccellenza: Mamma Ho Perso l’Aereo. Seguito da un secondo capitolo narrativamente connesso e ad altri tre stand-alone destinati principalmente ai circuiti home video, il lungometraggio di Chris Columbus (celebre per molteplici film, tra cui i primi due Harry Potter) ha conquistato negli anni lo statuto di cult, grazie principalmente ai passaggi televisioni a cadenza annuale o perfino semestrale. Indimenticabile è inoltre anche il giovane protagonista Macaulay Culkin che, sebbene in pochi anni si sarebbe trasformato in uno degli attori più eccentrici di Hollywood, ha reso il suo Kevin McCallister una figura chiave del cinema a stelle e strisce.

2. Scemo e Più Scemo (Peter Farrelly, 1994)

scemo e più scemo

Se Chris Columbus ha inagurato il decennio con una commedia per famiglie, Peter Farrelly – con l’aiuto non irrilevante del fratello sceneggiatore Bobby Farrelly – ha poi raccolto il testimone, rovesciando i caratteri edulcorati delle disavventure del dolce Kevin e regalando al cinema uno dei lungometraggi più irriverenti del decennio: Scemo e Più Scemo. Seguito da una serie animata, da un prequel con nuovi attori e da un sequel dal sapore nostalgico, il lungometraggio che ha lanciato la travolgente comicità di Jim Carrey è infatti oggi ricordato per l’umorismo spigliato e anti-tradizionale, abile a giocare con diversi registri e a sovvertire i canoni a cui ci aveva abituato nei decenni precedenti proprio la commedia americana.

3. Austin Powers – Il Controspione (Jay Roach, 1997)

Capitolo inaugurale di un franchise ampiamente conosciuto (tanto da far presagire un possibile rilancio nell’immediato futuro), Austin Powers – Il Controspione non si è invece limitato a riprendere le logiche della commedia precedente, ma ha al contrario fuso le caratteristiche che gli sono proprie con quelle del cinema di spionaggio. Tra un mix di umorismo ed azione, questo primo capitolo è stato il meno fortunato al box office internazionale, ma ha dato vita a due sequel di grande successo. Valicando il mero cinema americano, un personaggio indimenticabile come Austin Powers è apparso inoltre su altre piattaforme, come ad esempio in varie pubblicità della Pepsi o in video musicali di dive del pop quali Madonna (Beautiful Stranger) e Britney Spears (Boys).

4. Tutti Pazzi per Mary (Peter e Bobby Farrelly, 1998)

In una decade che ha già visto i fratelli Farrelly dirigere un lungometraggio ormai iconico, impossibile non citare un secondo loro film, anch’esso considerato dagli amanti del genere un vero e proprio cult del cinema americano di quegli anni: si sta ovviamente parlando di Tutti Pazzi per Mary, pittoresca storia d’amore interpretata da una frizzantissima Cameron Diaz (vista pochi anni prima anche nell’altrettanto celebre The Mask) e dal sempre brillante Ben Stiller. La pellicola, più politicamente corretta della precedente, è oggi ricordata per il ritmo e per le esilaranti battute comiche, oltre che per la leggendaria sequenza del ciuffo verticale della giovane diva.

5. Il Grande Lebowski (Joel Coen, 1998)

A concludere la cinquina, non poteva mancare una delle commedie d’autore più conosciute ed apprezzate: Il Grande Lebowski. Scritta e diretta da Joel Coen con l’aiuto indispensabile del fratello Ethan, la pellicola interpretata Jeff Bridges e John Goodman ha infatti segnato la definitiva ascesa all’Olimpo di Hollywood dei due cineasti statunitensi, già reduci dal successo della black comedy Fargo. Giocando con l’immaginario iconografico e popolare degli Stati Uniti, Il Grande Lebowski si è quindi distaccato da qualsiasi incanalamento prettamente umoristico o di genere, diventando un’opera complessa e intrisa dall’estetica tipica dei fratelli Coen.

Gabriele Landrini

Redattore | Perché il cinema non è solo un'arte, è uno stile di vita | Film del cuore: Gli Uccelli | Il più grande regista: Alfred Hitchcock | Attore preferito: Marcello Mastroianni | La citazione più bella: "Vorrei non amarti o amarti molto meglio." (L'Eclisse)


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