Collaborazioni: 5 film con registi italiani e interpreti stranieri

scritto da: Carlotta Guido

Negli ultimi anni andando al cinema ci siamo accorti di quanti registi italiani si siano avvalsi di collaborazioni internazionali, dando quasi vita a un binomio ricorrente “regista italiano/attori stranieri”.

Collaborazioni: 5 film con registi italiani e interpreti stranieri

Sono stati molti i successi cinematografici contemporanei che hanno schierato questa formazione e può essere interessante, anche in occasione dell’uscita nelle sale di Ella & John di Paolo Virzì, puntare i riflettori su 5 titoli in particolare.

5) THIS MUST BE THE PLACE (2011)

Primo film in lingua inglese dello strapremiato Paolo Sorrentino – questo titolo conta ben 6 David di Donatello – il cui manifesto visivo è il volto ceruleo e impiastrato di matita nera e rossetto rosso di Sean Penn che interpreta il divo rock decaduto Cheyenne.

Omaggio alla musica, il titolo è un chiaro riferimento alla canzone omonima dell’album “Speaking Tongues” dei Talking Heads. Sorrentino comincia la sua avventura nei mari anglofoni, grazie a una produzione internazionale e a un significativo budget di 28 milioni di dollari.

Penn regala al suo pubblico ancora una volta un’interpretazione ammirevole che però non ricorda i fasti raggiunti dalla sua precedente interpretazione in Milk che gli valse anche un Oscar come miglior attore protagonista.

4) YOUTH (2015)

Dopo il successo del film che lo ha condotto agli Oscar La Grande Bellezza, Paolo Sorrentino continua a schierare nei suoi film attori internazionali di grande fama: Rachel Weisz, Paul Dano, Jane Fonda e i giganteschi protagonisti Michael Caine e Harvey Keitel.

Un altro film “Felliniano” per Sorrentino che gioca sulle note di 8 e 1/2 per delineare la giovinezza scomparsa e riavuta dei due protagonisti, impegnati a discutere sulla caducità dell’esistenza come fossero Platone e Aristotele.

Caine e Keitel sono inarrivabili nella loro statura interpretativa e il film, seppur con una languida lentezza che gira meno rapida dei pensieri esternati dai protagonisti, si fregia di una fotografia preziosa firmata – ancora una volta – dall’indiscusso talento italiano di Luca Bigazzi già strenuo collaboratore di Sorrentino.

3) ELLA & JOHN (2017)

Superando il caso Sorrentino è la volta anche di Paolo Virzì sulla rotta dell’internazionalizzazione con Ella & John, che vede protagonisti altri due mostri sacri dell’interpretazione cinematografica: Helen Mirren e Donald Sutherland.

Anche in questo caso si discute sull’esistenza, sul significato di vivere insieme ciò che è “rimasto da vivere” e per far ciò Virzì adatta il romanzo di Michael Zadoorian, “The Leisure Seeker”.

Un road movie sullo scorrere del tempo, interpretato da chi sullo schermo c’è vissuto e che il pubblico ha visto “crescere” nell’inanellarsi dei loro personaggi più conosciuti. Torna la firma italiana nella fotografia con Bigazzi, ormai una garanzia per la completa riuscita di un buon film “internazionale”.

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2) LA MIGLIORE OFFERTA (2013)

Giuseppe Tornatore si cimenta con un grande dilemma artistico e personale, un mistero irrisolto tra le mura di un’immensa villa adattata a galleria d’arte: Geoffrey Rush è Virgili Oldman, un “vecchio uomo” come fa intuire il suo cognome, ossessionato dalla figura femminile che colleziona in ogni sua espressione artistica.

Condotto in un amore senza via d’uscita, gabbato nel suo spirito e nella sua professione, Virgil cade in uno stato catatonico, colpito dalla violenza dei sentimenti cui la sua vita sembrava averlo sollevato.

Tornatore dirige un film sull’arte e per l’arte, usando Rush come una pedina che non riesce a confrontarsi con la vita reale e quella da lui idealizzata in un continuo alternarsi dei piani. In questo film appaiono anche come co-star il giovane Jim Sturgess e Donald Sutherland.

1) IL RACCONTO DEI RACCONTI (2015)

Matteo Garrone con Il Racconto dei Racconti si cimenta in un’impresa degna di nota nel panorama cinematografico italiano: non solo si tuffa nel suo primo film in lingua inglese ma mette sullo schermo la raccolta di fiabe “Lo cunto de li cunti” di Giambattista Basile, intraprendendo una vera avventura nel mondo del genere fantastico.

Gli interpreti stranieri sono molti e conosciuti: Salma Hayek, Vincent Cassel, Toby Jones, John C. Reilly con qualche incursione italiana di Alba Rohrwacher e Massimo Ceccherini, il cast variegato permette a Garrone di esplorare le complesse fiabe raccolte da Basile, nello specifico soffermandosi sugli episodi tratti da “La vecchia scorticata”, “La pulce” e “La cera”.

La macchina del fantastico sembra muoversi agilmente con la regia di Garrone che inscrive la fiaba nel territorio italiano creando un’opera – aldilà della sua riuscita più o meno conclamata – particolare nel suo svolgimento e nel suo stile, quasi come se inaugurasse un filone fantasy di foggia italiana.

Carlotta Guido

Redattrice | Dopo la visione de Il Padrino Parte II capisce che i suoi film preferiti saranno solo quelli pari o superiori alle tre ore | Film del cuore: Il Padrino | Il più grande regista: Aleksandr Sokurov | Attore preferito: Marlon Brando | La citazione più bella: "Il destino è quel che è, non c’è scampo più per me" (Frankenstein Junior)


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