The Greatest Showman: 5 musical da (ri)scoprire nell’attesa

scritto da: Gabriele Landrini

Considerato da molti come un genere fondamentale della cinematografia a stelle e strisce, il musical ha dato origine nel corso del Novecento a molteplici pellicole, sia autoriali sia commerciali. The Greatest Showman (qui il trailer), lungometraggio interpretato da Hugh Jackman in uscita a Natale, è quindi soltanto l’ultimo esempio di un filone capace di evolversi e rinnovarsi, sedimentandosi come pochi altri nell’immaginario comune.

Alla luce di questa imminente esperienza musicale sul grande schermo, sembra quindi interessare rintracciare cinque celebri pellicole antesignane – elencate in ordine tassativamente cronologico – da (ri)scoprire per meglio essere preparati alla visione dell’atteso lungometraggio di Michael Gracey.

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Il Mago di Oz (Victor Fleming, 1939)

Nato dalla penna di L. Frank Baum e trasportato al cinema dal regista Victor Fleming e dal noto produttore Mervyn LeRoy, Il Mago di Oz non è naturalmente il primo musical della storia del cinema, ma sicuramente quello di maggior successo. Ad oggi considerato come uno dei grandi capolavori della settima arte, il lungometraggio che racconta la magica storia di Dorothy è ricordato per innumerevoli ragioni, tra cui ovviamente le canzoni puntellate dalla splendida voce di una giovane Judy Garland. In tal senso, iconica è soprattutto la sua performance in Over the Rainbow, brano successivamente riproposto anche da cantanti del calibro di Patti LaBelle e Michael Bolton.

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Cantando sotto la pioggia (Donen e Kelly, 1952)

Se i decenni d’oro di Hollywood hanno sancito la prolifica collaborazione tra Fred Astaire e Ginger Rogers, uno dei musical più ricordati ed amati del periodo ha tuttavia altri protagonisti. Gene Kelly (qui anche regista insieme e Stanley Donen) e Debbie Reynolds (madre della compianta Carrie Fisher, ora nelle sale con Star Wars Gli Ultimi Jedi) sono infatti gli interpreti principali di Cantando sotto la pioggia, lungometraggio intelligentemente meta-cinematografico sui primi anni del sonoro. La colonna sonora, che era in realtà un insieme di tracce non originali di proprietà della MGM, è ricordata soprattutto per l’omonima Singin’ in the rain e per la divertente Good Morning.

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Grease (Randal Kleiser, 1978)

Abbandonato totalmente il patinato universo cinematografico degli anni Cinquanta e Sessanta, il musical si è presto adattato alle nuove forme di narrazione tipiche degli anni Settanta. Forse non un capolavoro ma sicuramente un cult senza precedenti, Grease e la sua brillantina ha infatti esordito nelle sale cinematografiche all’imbrunire del decennio, dopo una decade di successi teatrali sui palchi di Chicago, Broadway e West End. La vendutissima colonna sonora, cantata tra gli altri dai protagonisti John Travolta e Olivia Newton-John, vanta innumerevoli hits tra cui ad esempio l’intramontabile You Are The One That I Want, la dolce Summer Nights e la travolgente Greased Lightin’.

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Moulin Rouge! (Baz Luhrmann, 2001)

Modello di una rinascita del genere dopo un periodo di parziale offuscamento – i fan di Evita non me ne vogliano -, la frenetica e romantica carovana di Moulin Rouge! ha gettato le basi di un ripensamento del filone, votato contemporaneamente ad omaggiare e rovesciare i caratteri precedenti. Anticipando i fasti del più teatrale Chicago, la romantica storia d’amore tra Satine (Nicole Kidman) e Christian (Ewan McGregor) ha riattualizzato un tipo di cinema che sembrava estinto, regalando una colonna sonora riuscitissima e capace di intrecciare musica pop (Lady Marmalade), ballad melodiche (Come What May) e disparati generi esotici o tradizionali (Hindi Sad Diamonds).

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La La Land (Damien Chazelle, 2016)

E se gli anni Dieci devono ancora giungere al termine, già è possibile trovare il film probabilmente più rappresentativo del decennio. In linea con The Greatest ShowmanLa La Land (qui la nostra recensione) ha infatti ulteriormente giocato con i canoni del genere, promuovendo un neo-classicismo marcatamente hollywoodiano, debitore dei musical degli anni Cinquanta. Celebre per la storia romantica ma non obbligatoriamente destinata al happy ending, per gli interventi musicali divisi tra pop e jazz e per l’ottima interpretazione di Emma Stone, il lungometraggio di Chazelle è ricordato anche per la splendida ballad City of Stars, vincitrice di un premio Oscar per migliore canzone originale e, insieme ad Another Day of Sun, traccia più apprezzata anche dagli spettatori.

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The Greatest Showman: 5 musical da (ri)scoprire nell’attesa

Al cinema dal 25 dicembre, The Greatest Showman deve quindi riuscire ad eguagliare la lunga tradizione del musical cinematografico. Ponendosi in continuità con titoli come quelli sovra-elencati o con altri quali ad esempio West Side Story, Tutti insieme appassionatamente, The Rocky Horror Pictures Show e Les Misèrables, il lungometraggio con Hugh Jackman ha dunque un arduo compito da portare a termine, non deludendo le alte aspettative che il filone impone. Ci riuscirà?

Gabriele Landrini

Redattore | Perché il cinema non è solo un'arte, è uno stile di vita | Film del cuore: Gli Uccelli | Il più grande regista: Alfred Hitchcock | Attore preferito: Marcello Mastroianni | La citazione più bella: "Vorrei non amarti o amarti molto meglio." (L'Eclisse)

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