L’uomo che uccise Don Chisciotte: l’epopea di Terry Gilliam ha avuto il suo lieto fine

scritto da: Lucia Lorenzini

Finalmente L’uomo che uccise Don Chisciotte arriva al cinema. All’ultimo Festival di Cannes Terry Gilliam ha presentato la sua versione cinematografica del Don Chisciotte di Miguel de Cervantes.

Più che un film, un’epopea: la pellicola ha avuto bisogno di quasi trent’anni e otto tentativi per vedere la luce. Sarà ricordato come uno dei film i più problematici di sempre, tra ritardi, finanziamenti falliti e malattie, senza contare il finale da brivido che ha fatto tremare il red carpet di Cannes: Paulo Branco, l’ex produttore della pellicola, ha cercato di annullare la proiezione nella serata di chiusura del Festival. Un tribunale francese è riuscito a bloccare Branco, ma la visione è stata preceduta da una solenne dichiarazione dell’avvocato del produttore.

Dal 27 settembre arriva finalmente nelle sale italiane L’uomo che uccise Don Chisciotte di Terry Gilliam

L’uomo che uccise Don Chisciotte (qui la nostra recensione) racconta la storia di Toby (Adam Driver), un giovane regista pubblicitario cinico e disilluso, che si ritrova intrappolato nelle folle illusioni di un vecchio calzolaio, Javier (Jonathan Pryce), convinto di essere il leggendario Don Chisciotte. Imbarcatosi in una folle avventura sempre più surreale, Toby è costretto a confrontarsi con le tragiche conseguenze di un film che ha realizzato quando era ancora un giovane idealista: quel film da studente, adattato da Cervantes, ha cambiato per sempre i sogni e le speranze di un piccolissimo villaggio spagnolo.

Terry Gilliam e Tony Grisoni riadattano la storia narrata da Cervantes e la rendono un film allegro e interessante, con una grande prova di Jonathan Pryce nei panni del leggendario Don Chisciotte e Adam Driver in quelli di Toby. La prima pre-produzione del film risale al 1998, in cui i protagonisti sarebbero dovuti essere Jean Rochefort nel ruolo di Don Chisciotte e Johnny Depp nel ruolo del co-protagonista Toby Grisoni. Le riprese cominciarono nel 2000 in Spagna, ma a causa di vari contrattempi e problemi finanziari, il film venne cancellato in fase di riprese.

Le scene girate furono riutilizzate per il documentario sul fallimento del film Lost in La Mancha, diretto da Keith Fulton e Louis Pepe. Nel 2006 Gilliam riuscì a riprendere i diritti del film e da quell’anno fino al 2016 la pre-produzione ripartì a più riprese con continui cambiamenti del cast e variazioni nella sceneggiatura. Per il ruolo di Don Chisciotte si sono susseguiti negli anni Robert Duvall, Michael Palin e John Hurt, mentre per quello di Toby Ewan McGregor e Jack O’Connell, fino ad arrivare al 2017 con la scelta definitiva di Pryce e Driver.

L’uomo che uccise Don Chisciotte ha un enorme rispetto sentimentale per l’idea di partenza, ma Gilliam condisce il tutto con idee nuove e vigorose. È come se stesse educatamente sventolando la nostra idea di Don Chisciotte come figura che si inclina instancabilmente ai mulini a vento dell’industria cinematografica. Ma la vera chiave di volta è il moderno Sancho Panza: il servitore, l’attivatore, lo scettico razionale il cui distacco vacilla, che non si rende conto di essere ormai indotto in un’arte misteriosa di auto-illusione creativa.

Non sarà il capolavoro di Gilliam, ma è un film spensierato, innocente e di grande fascino. Ed è soprattutto una grande spinta morale per chiunque abbia a cuore la creatività. La tenacia e lo stoicismo di Gilliam devono essere un esempio per tutti noi, per come il regista – nonostante tutte le difficoltà – sia riuscito a realizzare il film più complesso della sua carriera. La sua intelligenza e la sua gioia nel suo lavoro brillano e la sua individualità è un piacere per gli occhi. Che posto noioso sarebbe il mondo senza Terry Gilliam!

Lucia Lorenzini

Redattrice | Dipendente da cinema e serie tv fin da quando ha iniziato a usare il telecomando | Film del cuore: Casablanca | Il più grande regista: Martin Scorsese | Attore preferito: Leonardo DiCaprio | La citazione più bella: "Luke, sono tuo padre" (Star Wars Episodio V - L'Impero Colpisce Ancora)


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