Mission Impossible Fallout: una nuova avventura per Ethan Hunt

scritto da: Gabriele Landrini

Una serie cult di sette stagioni prodotta tra gli anni Sessanta e Settanta, un franchise di sei lungometraggi distribuiti a partire dagli anni Novanta, un protagonista con un volto iconico come quello di Tom Cruise e un mix di adrenalina e azione capace di tenere con il fiato sospeso lo spettatore fino alla fine. Questi sono gli ingredienti di Mission Impossible, celebre serie televisiva e cinematografica giunta al suo sesto capitolo: Mission Impossible Fallout.

Il famoso Ethan Hunt è pronto a invadere nuovamente le sale di mezzo mondo, tentando di replicare il successo che da sempre lo ha contraddistinto. Nonostante qualche alto e basso, i primi cinque capitoli che lo hanno visto protagonista hanno infatti consolidato l’ascesa di un filone capace di conquistare sempre più fan, trasformando il franchise – non senza qualche scivolone – in uno dei più riusciti del nuovo millennio.

Dal 29 agosto l’instancabile Ethan Hunt torna protagonista di una nuova adrenalinica avventura in Mission Impossible Fallout

Alla luce di un passato ricco di soddisfazioni, una domanda sorge tuttavia spontanea: cosa ci si deve aspettare da questo sesto capitolo? Sebbene sia banale dirlo, la risposta più ovvia riguarda sicuramente lui: Tom Cruise. Da oltre vent’anni unico volto della saga, il celebre divo americano è infatti l’assoluto mattatore, che di volta in volta combatte i cattivi con destrezza e agilità senza ricorrere ad una controfigura.

Proprio come Harrison Ford in Indiana Jones, Cruise non è mai stato sostituito e il suo legame affettivo con il ruolo di Hunt è indubbio, tanto che l’attore si è già proposto anche per un ipotetico settimo capitolo. Accanto a lui, a non mancare deve poi essere la story-line orizzontale: nonostante tutte le avventure siano auto-conclusive, una storia ricorrente scandisce la vita di Hunt a partire dal terzo capitolo.

Momenti da mozzare il fiato

In Mission Impossible III di J.J. Abrams – per chi scrive, il migliore capitolo della saga –, l’eroe non è infatti più un solitario playboy dedito al lavoro e all’amore fugace con affascinanti Hunt girls, ma è un marito amorevole innamorato della bella Julia (Michelle Monaghan). Proprio quest’ultima, il cui ruolo è diventato molto più liminale nel quarto capitolo per poi scomparire (almeno fisicamente) nel quinto episodio, sembra pronta a tornare in quest’ultima disavventura.

Un altro elemento fondamentale è poi lo stile. Come ogni riuscito film di genere, anche il franchise targato Paramount si contraddistingue per l’intreccio di momenti da mozzare il fiato con altri dove i risvolti mistery si uniscono ad una messa in scena ricca di suspense. Proprio per questo, sono entrate nell’immaginario comunque alcune sequenze ormai iconiche, come la scalata del Grand Canyon all’inizio del secondo film o la caduta dall’aereo del quinto.

Una nuova missione impossibile

Ad ogni modo, il nuovo lungometraggio necessiterebbe anche di quel pizzico di autorialità che, in modo sicuramente inaspettato, ha contraddistinto i primi tre capitoli, diretti rispettivamente da Brian De Palma, da John Woo e dal già nominato J.J. Abrams. Nonostante le logiche dell’enterteinment hollywoodiano siano ugualmente rispettate, è indubbio che i cineasti siano riusciti a far trasparire la propria firma in queste tre particolari avventure.

Con cinque film alle spalle, Mission Impossible Fallout (qui la nostra recensione) è quindi finalmente pronto ad esordire sugli schermi italiani. Se in America il responso è stato estremamente positivo sia dalla critica sia dal pubblico, lo stesso forse potrà succedere anche in Italia, dove la saga è stata spesso apprezzata. Per averne la certezza, bisogna tuttavia aspettare il 29 agosto, giorno in cui Ethan Hunt porterà a termine una nuova missione impossibile.

Gabriele Landrini

Redattore | Perché il cinema non è solo un'arte, è uno stile di vita | Film del cuore: Gli Uccelli | Il più grande regista: Alfred Hitchcock | Attore preferito: Marcello Mastroianni | La citazione più bella: "Vorrei non amarti o amarti molto meglio." (L'Eclisse)


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