The War Il Pianeta delle Scimmie: oltre 50 anni tra libri e cinema

scritto da: Luca Buricchi

Come sappiamo il 13 luglio si concluderà con The War Il Pianeta delle Scimmie (War for the Planet of the Apes il titolo originale) la nuova trilogia prequel legata alla fortunata serie de Il Pianeta delle Scimmie.

Sarebbe quasi più corretto parlare di un vero e proprio reboot che tenta di allargare la mitologia dell’originale del 1968, partito nel 2011 con L’Alba del Pianeta delle Scimmie (diretto da Rupert Wyatt) e proseguito nel 2014 con Apes Revolution Il Pianeta delle Scimmie diretto, come per questo ultimo capitolo, da Matt Reeves.

Una saga che inizia nel 1963 quando lo scrittore francese Pierre Boulle, famoso per “Il Ponte sul Fiume Kwai“, approda occasionalmente nei territori della fantascienza scrivendo il romanzo “Il Pianeta delle Scimmie” con lo scopo di veicolare una feroce satira al conformismo. Il romanzo di Boulle sarà il seme dal quale germoglierà nell’arco di oltre cinquant’anni una lunga serie di media franchise composta da ben nove film, due serie tv, libri, fumetti, videogiochi ed un’infinità di gadget.

Il 13 luglio si concluderà con The War Il Pianeta delle Scimmie la nuova trilogia prequel legata alla fortunata serie de Il Pianeta delle Scimmie

Il film omonimo che seguirà l’opera cartacea diretto nel 1968 da Franklin James Schaffner e co sceneggiato da Rod Serling (creatore della serie tv Ai Confini della Realtà), narra le spaventose vicende dell’astronauta superstite George Taylor (il grande Charlton Heston) sperduto in un mondo comandato da scimmie intelligenti in cui l’uomo è una bestia abbrutita, cacciata e schiavizzata. La pellicola cambierà in parte le carte in tavola del romanzo esaltandone l’aspetto drammatico e spostando la storia nella Terra del futuro invece che in un altro pianeta.

Il finale potentissimo – uno dei twist più incredibili e drammatici della storia del cinema – e il grandissimo successo al botteghino, saranno fondamentali per un drastico cambiamento nelle future produzioni di questo genere (insieme ad un’altra pellicola dello stesso anno, 2001 Odissea nello Spazio di Stanley Kubrick)

Negli anni Settanta infatti il cinema di fantascienza darà il meglio di sé con opere, spesso tratte da romanzi già famosi tra gli appassionati, mature e dal notevole sforzo produttivo. Il cinema di fantascienza smetterà di essere snobbato o etichettato solo come di “serie B”; l’idea stessa di associare a certe pellicole i nomi di grandi star (come appunto Charlton Heston per Il Pianeta delle Scimmie) ne eleveranno l’interesse da parte del pubblico e soprattutto i contenuti.

il pianeta delle scimmie

La spinta al cambiamento di cui il film di Schaffner ne è generatore porterà all’inevitabile sequel di Ted Post, L’Altra Faccia del Pianeta delle Scimmie (1970) che, escluso il capolavoro originale, resta assolutamente uno dei migliori della vecchia saga.

All’astronauta Taylor si unirà Brent (schiantatosi nella Terra del futuro con una navetta di soccorso) che oltre a vedersela con le scimmie, scopriranno una società di uomini mutanti con poteri telepatici che venerano una bomba atomica come divinità. La seconda parte con l’idea della bomba e di uno strano e fanatico culto religioso, è quella più riuscita ed originale.

Nel 1971 sarà la volta del terzo capitolo, Fuga dal Ppianeta delle Scimmie diretto da Don Taylor. Abbandonato Charlton Heston, i protagonisti della vicenda saranno le due figure più iconiche tra la popolazione di scimmie: Zira (Kim Hunter) e Cornelius (Roddy McDowall).

Tornati indietro nel tempo con l’astronave dell’amico Taylor nell’America degli anni Settanta, verranno in un primo momento accolti benevolmente e venerati come celebrità ricevendo l’attenzione dei mass media per poi essere spietatamente perseguitati quando sarà chiaro che il futuro della Terra apparterrà alle scimmie.

The War Il Pianeta delle Scimmie: l’eredità della saga – featurette dal film

Il finale drammatico e l’espediente del viaggio nel tempo che chiude il cerchio di causa ed effetto, risulterà così interessante tanto da lanciare il canovaccio per il seguito con il figlio dei due scimpanzé intelligenti, il giovane Cesare. 1999 Conquista della Terra di Lee Thompson (1972) inizia però a dare i primi evidenti segni di stanca della serie originale. Cesare guida le scimmie evolute (adottate dall’uomo come cani domestici dopo che un virus ha ucciso cani e gatti) alla ribellione contro la prepotenza degli umani.

Nel 1973, anno in cui i diritti della serie, originariamente in mano a Arthur P. Jacobs, passano definitivamente alla 20th Century Fox, uscirà il quinto ed ultimo capitolo (nonché il più debole) della serie originale: Anno 2670 Ultimo atto, sempre per la regia di Lee Thompson.

Il film si colloca narrativamente dieci anni dopo 1999 Conquista della Terra e circa duemila anni prima degli eventi del primo film della saga e, come il precedente capitolo, il titolo italiano non rispecchia la linea temporale effettiva in cui viene narrata l’intera vicenda. Cesare ed alcuni compagni umani lottano contro i mutanti ed un gruppo di gorilla ribelli mettendo definitivamente fine alla guerra e dando vita ad una nuova società in cui le due razze proveranno a convivere.

Sono due i nomi che collegheranno quasi completamente l’intera saga originale: Paul Dehn, autore di tutte le sceneggiature fatta esclusione per quella del primo capitolo, e l’attore Roddy McDowall (sostituito da David Watson solo in L’altra faccia del pianeta delle scimmie) nel ruolo della scimmia Cornelius, poi Cesare ed infine Galen nella serie tv, irriconoscibile sotto il pesante trucco di John Chambers e Dan Striepeke.

planet of the apes

Dopo quasi trent’anni dall’ultimo film della serie originale, arriverà nel 2001 il debole remake Planet of the Apes diretto da Tim Burton e con protagonista Mark Wahlberg. Lo sceneggiatore William Broyles Jr. tenta di riproporre un finale d’impatto cambiando alcune cose ma il paragone con l’originale è impietoso. Si salvano alcune sequenze d’azione ben dirette ma in definitiva il remake ne uscirà con le ossa rotte.

Dieci anni dopo 20th Century Fox deciderà per un definitivo reboot dando vita di fatto alla nuova trilogia (che tutti conosciamo) che accontenterà tanto la critica quanto il pubblico. Il primo capitolo, L’Alba del Pianeta delle Scimmie del 2011 e diretto da Rupert Wyatt, vede James Franco nel ruolo dello scienziato Will Rodman alle prese con uno scimpanzé di nome Cesare così intelligente tanto da imparare a parlare. Con il passare del tempo Cesare comprenderà la condizione di sfruttamento che l’uomo va perpetrando nei confronti della sua razza fomentando una vera e propria rivolta.

La guerra è appena iniziata e continuerà nel secondo sorprendente capitolo Apes Revolution Il Pianeta delle Scimmie (2014) per trovare finalmente conclusione con l’attesissimo The War Il Pianeta delle Scimmie, entrambi diretti da Matt Reeves ed entrambi accompagnati dalle musiche di Michael Giacchino.

Dieci anni dopo il film di Tim Burton, la 20th Century Fox deciderà per un definitivo reboot dando vita ad una nuova trilogia che accontenterà tanto la critica quanto il pubblico

Dopo gli eventi dei due precedenti capitoli, le scimmie sono organizzate intorno al loro leader, Cesare (Andy Serkis), per affrontare la guerra contro gli umani ormai in via d’estinzione. Dopo perdite pesantissime Cesare deve fare i conti con i suoi lati più oscuri e con la sete di vendetta che lo porteranno a compiere un viaggio a cavallo nel tentativo di stanare dal suo fortino, alla maniera del Kurtz di Apocalypse Now, un sadico Colonnello (Woody Harrelson); la sua morte potrebbe mettere fine alla guerra.

Trova così conclusione con questo terzo capitolo la nuova fortunata trilogia dedicata alle scimmie ribelli (che, insieme al primo del 1968, si collocano di diritto tra i migliori dell’intero franchise) dimostrando di essere maturata film dopo film focalizzando la narrazione di ogni capitolo su di un genere cinematografico differente.

Il primo  strizza chiaramente l’occhio alle pellicole carcerarie, il secondo, invece, debitore ai numerosi film di guerra, per arrivare adesso con il terzo ed atteso capitolo che, oltre agli espliciti riferimenti ad Apocalypse Now (con tanto di murales che recita Ape-pocalypse Now) pare muoversi tra i territori del cinema western. L’attesa è senza dubbio tanta: non resta quindi che prepararsi per il grande scontro il 13 luglio nelle sale del nostro paese con The War Il Pianeta delle Scimmie.

Luca Buricchi

Redattore | A sette anni l'incontro con Star Wars gli cambia la vita | Film del cuore: Star Wars | Il più grande regista: David Cronenberg | Attore Preferito: Leonardo DiCaprio | La citazione più bella: "Have a drink, mate? Have a fight, mate? Have a taste of dust and sweat, mate? There's nothing else out here." (Wake in Fright)

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