Claudio Santamaria presenta The Millionairs, il suo esordio alla regia

scritto da: Riccardo Tanco

Dopo la presentazione alla 74° Mostra del Cinema di Venezia, martedì 21 novembre presso la Fondazione Corriere della Sera di Milano, è stato presentato in anteprima The Millionairs, cortometraggio che vede l’esordio come regista dell’attore Claudio Santamaria.

Il cortometraggio (che andrà in onda in prima visione sul canale della pay tv Mediaset Premium Studio Universal il 27 novembre alle 20:40), parte con un incidente d’auto dove un uomo perde la vita e lascia incustodita una valigetta piena di soldi. Due uomini si impossessano dell’oggetto e da lì inizierà una spirale senza ritorno di violenza e avidità.

Completamente senza dialoghi e girato con atmosfere cupe che mescolano il noir e il thriller, The Millionairs risulta un interessante esordio da parte dell’attore Claudio Santamaria che guarda a riferimenti importanti come l’insensatezza della violenza di certo cinema firmato Fratelli Coen, numi tutelari citati dallo stesso Santamaria come fonte d’ispirazione.

A seguito della proiezione del cortometraggio, l’attore ha risposto alle domande della stampa in un incontro moderato dalla giornalista Stefania Carini.

the millionairs

Claudio, raccontaci di questa tua esperienza col cortometraggio…

Claudio Santamaria: “Prima della presentazione al Festival di Venezia, The Millionairs è stato selezionato per un festival a Los Angeles, il Cinema Italian Style. Anche lì il pubblico pare avere apprezzato perché era molto partecipe e divertito avendo colto anche la parte ironica del cortometraggio.”

Come è nato questo progetto?

C. Santamaria: “Il corto è tratto da un fumetto di Thomas Ott e acquistai il suo albo proprio a Los Angeles tempo prima. Mi ha subito incuriosito poter lavorare su questa vicenda perché era una storia che volevo mettere in scena, mi è sembrata subito molto cinematografica. E poi era una storia chiusa e senza dialoghi, molti corti sembrano l’inizio di un film ma non hanno una fine propria. Mi ha molto colpito il genere che mischia il noir con una storia quasi Kafkiana. Thomas Ott ha una tecnica di disegnare il fumetto molto particolare, quella dello sgraffito. In pratica ricopre la tavola di inchiostro nero e successivamente gratta via la superficie per far apparire i disegni.”

Anche dal punto di vista visivo, The Millionairs pare molto interessante. Si vede un bel lavoro su set e ambienti…

C. Santamaria: “Mi sono ispirato al fotografo Gregory Crewdson, le sue immagini richiedono un sacco di tempo, sembrano quasi dei set ricostruiti per la loro bellezza. Se devo dare un riferimento dire lui.”

Ha dovuto lavorare sulla sceneggiatura e l’adattamento del fumetto?

C. Santamaria: “Sì, però la sceneggiatura è più o meno uguale a quella del fumetto, ho voluto cambiare solo qualche piccolo dettaglio. Ad esempio nel fumetto, Ott non fa incontrare subito l’uomo della valigetta e il personaggio di Sabrina Impacciatore. Io ho voluto dare quella sfumatura in più.”

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Cosa l’ha colpita di più nel voler scegliere questa storia?

Claudio Santamaria: “Mi ha colpito molto il tema dell’avidità e soprattutto vedere questa umanità chiusa in questo circolo vizioso e senza speranza. E anche tutta l’atmosfera di freddezza, silenzio e vuoto che traspariva dal fumetto.”

Abbiamo già parlato dell’aspetto visivo del cortometraggio, può dirci qualcosa di più?

C. Santamaria: “Visivamente mi sono ispirato molto a un film come Profondo Rosso che è uno dei miei preferiti, m anche a tanti altri film interessanti della nostra filmografia come la Decima vittima di Elio Petri o Non si sevizia un paperino di Lucio Fulci. Ci sono così tanti film validi nel nostro passato che spesso ce ne dimentichiamo e guardiamo altrove.”

Come si è trovato a dirigere gli attori?

C. Santamaria: “Li ho trattati malissimo (scherza, ndr). No, è stata una bella esperienza perché li conoscevo già tutti, a parte Beppre Servillo ma sono stati tutti molto disponibili. Abbiamo girato in cinque giorni di riprese. Fare l’attore non è semplice e essendolo anche io potevo capire le esigenze dei colleghi. A volte mi chiedo perché non ho continuato la strada dell’architetto e ho iniziato quella d’attore.”

Come regista si è ispirato a qualcuno in particolare?

C. Santamaria: “Difficile dirlo alla prima esperienza, ma se proprio c’è un riferimento mi piace molto il lavoro sulle inquadrature e sulle immagini dei fratelli Coen. Loro riescono a narrare un personaggio o una situazione attraverso un luogo e non attraverso un dialogo. Il cinema deve essere così, non continui dialoghi didascalici che però non creano nulla nella sceneggiatura. Il cinema nasce soprattutto come immagine. Poi certo ci sono film scritti talmente bene che stai lì a sentirli perché dietro alla sceneggiatura c’è un qualcosa di più ma sto divagando.”

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Cosa l’ha spinta a fare un film così violento?

Claudio Santamaria: “Mi ha spinto il fatto che il mondo è così, è avido e violento. Ho cercato di dare uno specchio del mondo, dove si è senza scrupoli e si pensa solo ai soldi.”

Che ne pensa della poca produzione di genere del cinema italiano?

C. Santamaria: “Penso che si abbia un po’ di puzza sotto il naso e si abbia paura di raccontare qualcosa di nuovo. Vedi certi film di venticinquenni e ti sembra già cinema vecchio, mentre alcuni maestri fanno cose più innovative. Non capisco poi la paura nel voler usare le strutture narrative classiche, prima di tutto mi devi raccontare una storia, qui si pensa a a tutt’altro invece. Magari dopo se sei un genio puoi modellare le strutture narrative a tuo piacimento, ma non bisogna partire con già l’idea di volerle distruggere.”

Lei ha lavorato con Dario Argento ne Il Cartaio, cosa le ha insegnato lavorare con lui?

C. Santamaria: “Dario tecnicamente è bravissimo, mi ha aiutato molto lavorare con lui. Ma io ho rubato un po’ da tutti quelli che ho lavorato, di Bertolucci mi ha colpito l’umiltà verso le persone più giovani, chiedeva a me che avevo 23 anni a tempi de L’assedio come volevo fare la scena, è di un’ umanità pazzesca, così come Ermanno Olmi. Sono grandi maestri manche uomini che hanno molta poesia dentro di loro.”

Quale è stato il budget per The Millionairs?

C. Santamaria: “100.000 euro, che non sono pochi ma siamo stati aiutati dalla Regione Calabria, dalla Lucana Film Commission e dalla Lucky Red. Anche io ho messo una piccola parte. La scena più costosa è stata quella dell’incidente iniziale, poi per il secondo abbiamo riciclato la macchina già scassata del primo.”

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La girerebbe una commedia?

Claudio Santamaria: “Farei una commedia solo se qualcuno muore essendo appassionato di horror. E poi qualcuno la deve sempre pagare (ride, ndr).”

Come è stato lavorare con Mainetti (regista di Lo chiamavano Jeeg Robot) come produttore?

C. Santamaria: “Mi ha dato solo qualche piccolo consiglio ma mi ha lasciato molta libertà nelle scelte, mi ha lasciato fare e realizzare quella che era la mia visione fin dall’inizio. Ora lui sta lavorando a un nuovo progetto, ma non posso dirti se ne farò parte, Gabriele fa sempre i provini.”

È importante che registi e produttori si supportino a vicenda?

C. Santamaria: “Sì è importante, un po’ come succede in America, ma qui in Italia è più difficile perché essendoci poco lavoro ognuno resta un po’ nel suo mondo.”

Nel suo corto c’è un’idea d’immagine molto internazionale…

C. Santamaria: “Sì abbiamo cercato di renderlo appetibile ma è un fatto di temi non è questione di avvicinarsi al cinema americano. In passato abbiamo fatto dei gran successi, poi è venuto il buio e abbiamo fatto solo dei film che parlavano a noi ma non agli altri. Bisogna fare qualcosa che provochi un desiderio di essere guardata, un’immagine che deve essere bella e che provochi un’emozione. Qualcosa che lo spettatore possa gustarsi sul grande schermo.”

Claudio Santamaria presenta The Millionairs, il suo esordio alla regia

The Millionairs sono 14 intensi minuti in cui si intrecciano le vite di 5 personaggi magistralmente interpretati da Sabrina Impacciatore, Peppe Servillo, Massimo De Stantis, Giordano De Plano e Fabio Limongi.

Integralmente girato tra Lucania e Calabria, The Millionairs è stato prodotto dalla Goon Films di Gabriele Mainetti, che torna a collaborare con Claudio Santamaria – anche se in vesti diverse – dopo il grande successo di Lo Chiamavano Jeeg Robot.

Per rendere possibile questo progetto è stato determinante, inoltre, il sostegno della Calabria Film Commission, della Lucana Film Commission, l’interesse Culturale e il contributo economico del Mibact, oltre che il patrocinio della Regione Basilicata e della Regione Calabria.

The Millionairs di Claudio Santamaria è distribuito da Lucky Red e le vendite internazionali sono seguite da True Colours.

Riccardo Tanco

Redattore | Comincia ad appassionarsi seriamente al cinema dopo una mistica visione di Pulp Fiction, anche se consapevole che il cinema non è iniziato nel 1994 | Film del cuore: Apocalypse Now | Attore preferito: Al Pacino | La citazione più bella: "Accusare un uomo di omicidio quaggiù era come fare contravvenzioni per eccesso di velocità alla 500 miglia di Indianapolis." (Apocalypse Now)

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