Final Portrait: il regista Stanley Tucci presenta il film a Roma

scritto da: Joseph Crisafulli

Al cinema Quattro Fontane di Roma, il regista americano Stanley Tucci ha presentato alla stampa italiana il suo nuovo film The Final Portrait – L’arte di essere amici (qui il trailer italiano ufficiale).

Il film narra le vicende legate all’incontro tra lo studioso e amante d’arte James Lord con il grande artista Alberto Giacometti, avvenuto negli ultimi anni di vita di quest’ultimo.

Con protagonisti Geoffrey Rush e Armie Hammer (attualmente nelle nostre sale con Chiamami Col Tuo Nome), Final Portrait arriverà nelle nostre sale l’8 febbraio.

final portrait

Riguardo allo stile del film e alla scelta di questo specifico periodo della vita di Giacometti, Stanley Tucci ha raccontato: “Non credo nei biopic e nella loro resa cinematografica. Molto spesso, questi tipi di film risultano essere una serie infinita di fatti e un’esposizione lineare e cronologica di eventi intorno alla vita di un personaggio, tutti concentrati in due ore. Preferisco di gran lunga quei film che si concentrano su un episodio o su un lasso di tempo ristretto di un personaggio. In questo modo, si riesce ad andare fino in fondo e si riesce, anche solo attraverso un breve avvenimento, a scoprire l’essenza stessa di una persona. Spesso è proprio attraverso il dettaglio che riusciamo ad avere un quadro completo di un personaggio.

Stanley Tucci ha spiegato perché ha deciso di vestire i panni di solo regista, senza interpretare alcun ruolo attoriale: “Ho pensato di interpretare Giacometti (parte che invece è andata a Geoffrey Rush), ma ho escluso la possibilità quasi subito, poiché sono convinto che il film ne avrebbe sofferto. Dirigere se stessi è un onere grosso e se l’avessi fatto, in questo film, avrei sicuramente perso la visione registica d’insieme.

Riguardo al suo rapporto con l’arte, Stanley Tucci rivela: “La mia è una famiglia di artisti. Abbiamo viaggiamo molto e il soggiorno a Firenze ci ha fatto scoprire l’arte italiana. Nella vita famigliare abbiamo respirato molta arte e questo interesse mi accompagna fin da piccolo. Giacometti è uno degli artisti più interessanti che abbia studiato ed è per questo che ho voluto fare un film su di lui.

Riguardo al rapporto sul set con Geoffrey Rush, che nel film  interpreta un personaggio sopra le righe, il regista dichiara: “Geoffrey Rush ha avuto due anni per prepararsi. Poi prima di girare abbiamo provato il copione come se fosse una pièce teatrale. Per Geoffrey la parte più difficile è stata la gestione dei momenti di rabbia che caratterizzavano Giacometti e il dover tenere in mano i pennelli in modo simile all’artista. Geoffrey Rush ha fatto un ottimo lavoro ed è stato molto naturale.

Sempre parlando del personaggio di Giacometti e delle fonti usate, Tucci rivela: “Oltre agli scritti di James Lord, abbiamo avuto l’occasione di parlare con tre modelli che posarono da giovani per Giacometti, e tutti e tre concordavano con quanto James Lord ha riportato nei suoi libri. Quindi parlavano della sua affabilità e di come nelle fasi iniziali di un dipinto fosse molto entusiasta, e di come mano a mano che andava avanti questa mitezza lasciasse il posto ad una depressione che ogni tanto sfociava nei suoi caratteristici eccessi di rabbia.

Riguardo alla tematica del film ovvero l’arte alla ricerca della perfezione, Stanley Tucci sottolinea: “Appartiene ad ogni artista, ed anche a me, quell’ansia e frustrazione che è propria di quel costante movimento non tanto verso la perfezione, ma verso la creazione di qualcosa che sia veritiero e che corrisponda ad una realtà e ad un’emozione oggettiva. Mi affascina il processo artistico e come l’artista si rapporta con l’oggetto della propria arte. Per molti sembra che l’artista sia un folle, ma per me è una persona che riesce a guardare al futuro.

Per quanto riguarda la scelta della colonna sonora, il regista commenta: “Non amo molto le colonne sonore che sovrastano le immagini, preferisco quegli accompagnamenti che si fondono molto bene con il film. Per questo motivo ho scelto Evan Lurie che ha scritto alcune delle colonne sonore dei film di Roberto Benigni.

Final Portrait

Per concludere, il regista ha rivelato: “Per la regia ho usato due camere da spalla. Dato che il film ritrae due figure in posizione statica, abbiamo scelto di dare dei movimenti alla macchina da presa, in modo tale che lo spettatore abbia l’effetto di ritrovarsi lui stesso nello studio di Giacometti.

Joseph Crisafulli

Redattore | Parcheggiato davanti alla tv, ancora sto lì | Film del cuore: C'Eravamo Tanto Amati | Il più grande regista: Alfred Hitchcock | Attore preferito: Jim Carrey | La citazione più bella: "A Baseball? Ecco, quello si che è uno sport. E dopo aver provato anche quello che altro vuoi fare... volare???" (Space Jam)


Creazione Siti WebSiti Web Roma