Giacomo Gianniotti: un italiano alla corte di Shonda Rhimes

scritto da: Redazione

Articolo a cura di Silvia Preziosi

Lo scorso 12 luglio abbiamo incontrato Giacomo Gianniotti, il bel dottor Andrew DeLuca di Grey’s Anatomy, una delle serie tv più longeve di tutti i tempi. Raggiante, elegante, spigliato e simpatico, in un italiano assolutamente perfetto Gianniotti ha parlato alla stampa italiana del suo personaggio, delle sue aspettative e del futuro. 

Come è stato inserirsi in un cast già così forte, che lavora insieme da tanti anni? Puoi raccontarci qualche aneddoto dal set?

Giacomo Gianniotti: “Ovviamente all’inizio ero molto nervoso. Quello di Grey’s Anatomy è un grande cast, che va avanti da molti anni ed è numeroso: ci sono tantissimi personaggi molto diversi, attori più grandi di me che avevano avuto ruoli anche prima di Grey’s, quindi per me era un onore unirmi a loro e conoscerli. Però mi sono sentito subito a mio agio, gli attori erano molto gentili con me; mi ricordo uno dei primi giorni sul set che eravamo in quella che era la sala operatoria ed io ho avuto un po’ di difficoltà con i termini medici e tecnici… andavano detti così velocemente! Gli altri attori mi dicevano di non preoccuparmi perché anche se ridevano per questa cosa, mi raccontavano che era capitato anche a loro e che continuava a capitare a tutti, anche dopo tanti anni. Ho un bellissimo ricordo di quel momento.

Per quanto riguarda gli aneddoti dal set, mi viene in mente quello con James Pickens Jr. (il dottor Webber), che è il capo dell’ospedale nella serie, ed è stato il primo che veramente mi ha messo a mio agio. Noi ogni volta prima di girare leggiamo con tutto il cast e con Shonda Rhimes l’episodio ed i dialoghi, era la mia prima volta ed io ero lì seduto che non conoscevo nessuno, tipo il primo giorno di scuola; lui con grande classe si è alzato al tavolo, ha attraversato la stanza, è venuto da me, si è presentato e mi ha dato il benvenuto dicendomi che erano molto contenti di avermi con loro. Questo per me è stato molto importante, perché lui è comunque l’attore più anziano del cast, quasi come il padrone del set. Mi ha colpito molto!

La mia prima scena che ho girato è stata pazzesca: uscivo da un’ambulanza e dovevo dire tremila cose tutte insieme: ‘Sta morendo! Il sangue, la pressione ecc!’ (ride) ed era un’unica sequenza, quindi se avessi fatto qualche sbaglio avremmo dovuto rifarla tutta dall’inizio. Ovviamente ero un po’ nervoso, per fortuna avevo accanto Kevin McKidd (il dottor Owen Hunt della serie) che era il regista dell’episodio, ma essendo anche attore ha capito quale fosse la mia sensazione ed è stato bravissimo. Tra l’altro lui ha diretto molti episodi, è davvero molto bravo.”

Grey’s Anatomy è l’unico medical drama che ha avuto lo stesso, anzi probabilmente maggior successo, di E.R. pur essendoci stati tantissimi medical drama anche di buon livello che però, ad un certo punto, si sono arenati. Secondo te che qual è il segreto di questo successo dopo tanti anni?

Giacomo Gianniotti: “Penso che quando Grey’s è iniziato, essendo Shonda una delle prime showrunner donna di colore all’interno dell’industria americana, ha creato molti personaggi femminili forti, indipendenti, che fanno carriera con ruoli importanti all’interno della serie… tutte cose che non avevamo mai visto in tv all’epoca. Secondo me questo per tantissime donne è stato anche una fonte d’ispirazione: spesso incontro dottori o infermieri che si sono avvicinati al settore dopo aver visto Grey’s Anatomy. Inoltre, penso che un altro aspetto importante sia il fatto che Shonda e gli sceneggiatori usino gli episodi per parlare anche di politica, malattie rare o sconosciute… insomma, per dire qualcosa e non solo per parlare di amori. In qualche modo per aiutare ad unire l’America ed il mondo in generale, visto che la serie è amata in tutto il mondo.”

Hai mai ascoltato la tua voce doppiata? Hai mai pensato di doppiare tu stesso il personaggio?

Giacomo Gianniotti: “Lo avevo chiesto, ma mi hanno detto che c’è una sorta di protezione sindacale in Italia, nel senso che non si può togliere lavoro ai doppiatori italiani giustamente. Ovviamente mi piacerebbe doppiare il mio personaggio. Ogni volta mia nonna mi dice ‘Non la posso vedere questa cosa, è troppo strana! Un’altra voce che esce dalla tua bocca!’, quindi se lo vede in inglese con i sottotitoli! Ad ogni modo non ho mai conosciuto i miei due doppiatori, ma ho sentito la mia voce perché ero curioso.

Poi c’è stato un episodio in cui finalmente DeLuca parla in italiano con la sorella (Stefania Spampinato) e ci hanno fatto siciliani!!! Siamo rimasti molto sorpresi di questa scelta, ma capisco che è un ostacolo grande quando in una serie inglese inizi a parlare un’altra lingua e gli altri membri del cast devono accorgersi che tu stai parlando in italiano; per rendere l’idea, quando la lingua è la stessa, diventa più difficile e quindi hanno scelto il siciliano per cercare di renderla al meglio.” 

Giacomo Gianniotti, il bel dottor Andrew DeLuca di Grey’s Anatomy, si racconta

Hai trovato molta differenza tra l’Italia e l’America in quanto a meritocrazia e raccomandazioni? Hai mai provato a recitare qui in Italia?

Giacomo Gianniotti: “Quando avevo 18 anni ho lasciato il liceo a Toronto e mi sono trasferito qui per 2 anni. Di giorno facevo i provini e di sera il barman a Campo de’ fiori, però volevo recitare in italiano, volevo stare qui e mi stava bene. Purtroppo però ho trovato tantissime difficoltà: per due anni non ho lavorato e così mi sono arreso, ho fatto il biglietto per tornare a Toronto a studiare teatro, ma appena ho comprato il biglietto ho ottenuto una piccola parte in Medicina Generale. Sì, fanno sempre tutti battute sul fatto che ho avuto a che fare con i medici da subito! Comunque, mi guardavo attorno e tutti gli attori erano lì sempre perché erano un parente, un amico, un vicino di qualcun’altro. Era sempre tutto così ed io mi dicevo ‘Ad un certo punto questi nipoti dovranmo pure finire!’. Certamente questo c’è anche in America, come in qualsiasi settore purtroppo, però in maniera diversa… alla fine se ti metti a studiare, a lavorare, se ti impegni e sei bravo, e non molli, in qualche modo il merito arriva!”

Come straniero hai un trattamento economico diverso?

Giacomo Gianniotti“Un pochino! Io sono visto come canadese più che italiano, e sicuramente sanno che il loro dollaro è più forte, o che in Canada veniamo pagati meno… quindi se ne approfittano un po’! D’altronde devono cercare di salvare i loro soldi e il loro lavoro!”

Qual è stata la parola più difficile da imparare e come è stato lavorare con Stefania Spampinato?

Giacomo Gianniotti: “Adesso non me ne viene una in mente, ma ogni volta che dici ‘Ok, questa è la più difficile!’, subito dopo ne viene fuori un’altra. Noi comunque studiamo veramente le malattie, le operazioni, guardiamo tantissimi video per cercare di essere più vicini alla realtà. Per quanto riguarda Stefania, è fantastica! Ero preoccupatissimo all’inizio quando mi hanno detto che mi avrebbero trovato una sorella , pensavo ‘Oddio, da dove la prendono? Sarà davvero italiana?’. Sono molto felice perché lei è bravissima ed è bello avere un’altra attrice italiana vicina con cui parlare. Anche lei quando ha iniziato era molto preoccupata: penso sia stato bello avermi vicino, avere anche il mio supporto… potevamo parlare davanti a tutti e nessuno ci capiva!”

Come ti vedi in futuro? Un progetto a lungo termine come una serie tv oppure il grande schermo?

Giacomo Gianniotti: “Ho iniziato a lavorare a teatro e non avrei pensato di arrivare alla televisione. Sicuramente mi piace moltissimo, ma quando finirò con Grey’s Anatomy vorrei tornare a lavorare a teatro, con un testo particolare, di cui mi fido, con persone di cui mi fido. Poi ho sempre avuto un occhio verso il cinema, verso quello italiano in particolare, che negli ultimi anni sta finalmente tornando ad essere importante… diciamo da quando La Grande Bellezza ha vinto l’Oscar. Ovviamente abbiamo una ricchissima storia di cinema, ma negli anni recenti le cose sono state diverse: ra il mondo sta di nuovo guardando all’Italia, dobbiamo continuare su questa strada e sfruttarla.  E credo che lo stiamo facendo: penso a Luca Guadagnino, al fenomeno Suburra, a The Young Pope; sono molto contento di questa strada che stiamo percorrendo.”

Visto che in Grey’s Anatomy ci sono molti episodi che riprendono tematiche politiche importanti, ti senti più o meno vicino a qualcuna di esse? Cosa ne pensi del governo Trump?

Giacomo Gianniotti: “Beh, in America questi ultimi anni c’è purtroppo una forte violenza da parte delle forze dell’ordine… soprattutto verso le persone di colore. C’è sempre stata, ma ultimamente ancora di più. Abbiamo anche girato un episodio dove un giovane ragazzo nero sta andando a casa, ma ha dimenticato le chiavi e così scavalca; la polizia vedendo soltanto il ragazzo nero che scavalca un cancello spara uccidendolo, senza accertarsi minimamente della situazione; abbiamo realizzato questo episodio perché ultimamente c’è una forte discriminazione razziale che sta attraversando l’America. Questa cosa accade sempre ed è il bello di Grey’s Anatomy: ogni volta che succede qualcosa di importante su cui riflettere, subito gli sceneggiatori scrivono un episodio per metterlo in luce.

Il prossimo anno probabilmente sarà ancora peggio da questo punto di vista, considerando quello che sta facendo Trump: è una vera depressione leggere il giornale ogni giorno, ogni giorno pensi ‘Ok peggio di questo non potrà fare!’ e invece no, il giorno dopo esce fuori qualche altra cosa. A Los Angeles, dove vivo in questo periodo, si sente una forte tensione nell’aria. Faccio spesso una scommessa quando incontro qualcuno: mi domando quanti minuti passeranno prima che inizieremo a parlare di Trump… normalmente sono un paio. È cosi ridicolo quello che stanno proponendo lui ed il suo staff. Come tutte le cose, il tempo ci aiuterà!”

In questo momento della tua vita dove ti collochi? Ti piacerebbe tornare in Italia? Che tipo di ruoli ti vengono proposti?

Giacomo Gianniotti: Quelli che arrivano e quelli che vorrei fare sono molti diversi. Mi propongono quelli da protagonista, da uomo dolce e bello , ma non sono quelli che mi piacciono. Fisicamente non sembro molto italiano, mia madre è canadese/irlandese, ma ai casting quando vedono che sono italiano restano sempre affascinati. Il motivo per cui ho scelto il mio primo agente è perché è stato il primo a non chiedermi di cambiare nome. Mi piacerebbe moltissimo tornare a lavorare in Italia: ho preso un agente qui lo scorso anno e vedremo come andrà, ma purtroppo Grey’s Anatomy mi impegna moltissimo. Si gira da luglio a fine aprile, quindi sono legato a Los Angeles, ho soltanto tre mesi “liberi”. Non è facile incastrare le altre cose.

Tornando ai ruoli che mi propongono, mi offrono tanto quello del bravo ragazzo, dolce e gentile,tanto quello da ‘Non si preoccupi signora, gliela riporta alle 10 stasera!’. Invece mi piacerebbe essere uno cattivissimo, un malato, un pazzo, un tipo strano… tutte cose che quando studiavo teatro all’università mi capitavano spesso. Mi piacerebbe tornare a tirare fuori un po’ i muscoli! Mi piacerebbe magari tornare in Italia per un ruolo del genere. Anche un ruolo più piccolo, ma complesso.”

Redazione

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