Io Sono Tempesta: videointervista a Elio Germano e Daniele Luchetti

scritto da: Ludovica Ottaviani

Io Sono Tempesta è la nuova, amarissima, commedia diretta da Daniele Luchetti con protagonisti Marco Giallini, Elio Germano ed Eleonora Danco.

Il regista e i tre protagonisti, insieme a Marcello Fonte, il giovanissimo Francesco Gheghi, Simonetta Columbu, Klea Marku, Sara Deghdak, gli sceneggiatori Giulia Calenda e Sandro Petraglia, e il produttore Riccardo Tozzi, erano presenti alla presentazione romana del film, che si colloca appieno nella tradizione della commedia all’Italiana, una delle nostre eccellenze cinematografiche.

Prendendo spunto da vari episodi più che reali – Berlusconi ai servizi sociali, gli arresti di vari imprenditori e “furbetti del quartierino”, notizie di qualche anno fa – gli sceneggiatori hanno poi preso successivamente le distanze dagli episodi concentrandosi piuttosto su una farsa sociale dal tono fiabesco, attraverso la quale raccontare uno spaccato di un’Italia di solito immortalata solo nel cinema drammatico.

Io Sono Tempesta (qui il trailer ufficiale) narra le rocambolesche (dis)avventure di Numa Tempesta (Marco Giallini), un finanziere che gestisce un fondo da un miliardo e mezzo di euro, chiuso nella sua splendida “fortezza della solitudine” – un lussuoso albergo – circondato da soldi, donne e investitori. Tempesta ha soldi, carisma, fiuto per gli affari e pochi scrupoli, almeno finché la legge non bussa alla sua porta: a causa di una vecchia condanna per evasione fiscale dovrà scontare un anno di pena presso i servizi sociali.

E proprio in questo contesto atipico e lontano da se stesso, Numa incontra Bruno (Elio Germano), un giovane padre single che frequenta il centro di accoglienza insieme al figlio Nicola in seguito a un brusco tracolla economico. Riusciranno Numa e Bruno ad aiutarsi a vicenda, ma soprattutto, che prezzo avrà questa collaborazione?

Io Sono Tempesta: videointervista a Elio Germano e Daniele Luchetti

Il film di Luchetti rientra nel solco della filmografia del regista, costantemente in bilico tra realismo, cronaca e storia come già aveva dimostra in La Nostra Vita (sempre con protagonista Germano); ma in questo caso, Io Sono Tempesta, sembra piuttosto un film “di Zavattini diretto da Monicelli”, perché attraversato da un’amara cattiveria di fondo che anima i personaggi.

Personaggi che, per la prima volta, non appartengono solo al mondo della borghesia – che spesso anima il cinema italiano – quanto a uno spettro più ampio che oscilla da un eccesso all’altro, dall’estrema ricchezza all’estrema povertà degli ultimi, che vivono ai margini delle nostre città.

Una commedia che viene considerata a tutti gli effetti, da Luchetti, come “un’opera buffa”, pronta a virare dall’irreale al reale, nonostante già in fase di sceneggiatura Petraglia, Calenda e Luchetti stesso abbiano cercato di abbandonare qualunque forma di realismo, in virtù di un divertimento riletto attraverso un’ottica cinica tipica della nostra miglior Commedia all’italiana.

Abbiamo approfondito alcuni dei temi legati a Io Sono Tempesta insieme al regista Daniele Luchetti e a uno dei due interpreti, Elio Germano, qui nei panni di Bruno, giovane padre single alla ricerca della felicità (ad ogni costo) per sé e per suo figlio Nicola.

Di seguito le nostre video interviste:

Ludovica Ottaviani

Redattrice | Imbrattatrice di sudate carte a tempo perso, irrimediabilmente innamorata della settima arte da sempre | Film del cuore: Lo Chiamavano Jeeg Robot | Il più grande regista: Quentin Tarantino | Attore preferito: Gary Oldman | La citazione più bella: "Le parole più belle al mondo non sono Ti Amo, ma È Benigno." (Il Dormiglione)


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