Joaquin Phoenix e Lynne Ramsay presentano A Beautiful Day a Roma

scritto da: Gabriele Landrini

A Beautiful Day (qui il trailer ufficiale italiano), nuovo lungometraggio diretto da Lynne Ramsay e interpretato da Joaquin Phoenix, è stato presentato dalla regista e dal suo protagonista a Roma, in attesa dell’uscita italiana fissata per il 1 maggio da EuroPictures in associazione con Dragon Production.

Proiettato con un ottimo riscontro allo scorso Festival di Cannes, il lungometraggio originariamente intitolato You Were Never Really Here racconta la storia di Joe (Phoenix, appunto), un sicario noto per la violenza estrema con cui affronta i suoi casi. Ex marine dal passato difficile, l’uomo sembra tuttavia vivere una vita come le altre, accudendo la madre malata nella sua casa d’infanzia.

Tutto cambia quando un famoso politico newyorkese lo contatta offrendogli una missione estremamente pericolosa e difficile: ritrovare la figlia scomparsa, probabilmente rapita da un’organizzazione segretata votata al commercio di prostitute minorenni. Joe decide di accettare non sapendo che presto la sua quotidianità non sarà più la stessa.

Joaquin Phoenix e Lynne Ramsay presentano A Beautiful Day a Roma

Numerosi sono i temi toccati durante la conferenza stampa, che ha visto la cineasta Lynne Ramsay – nota ai più per il sorprendente lungometraggio E Ora Parliamo di Kevin – e il divo Joaquin Phoenix – nominato all’Oscar per pellicole come Il Gladiatore e Quando l’Amore Brucia l’Anima – esprimersi sul significato del film. La regista ha anzitutto parlato delle origini della pellicola e di come essa sia nata in modo inaspettato, tanto da essere difficile per lei ricostruire una vera e propria genesi.

A tal proposito, la Ramsay ha pertanto affermato: “In realtà non saprei dire come A Beautiful Day sia nato, penso fosse tutto nella mia testa. Oggi siamo abituati a vedere lungometraggi spettacolari, ma a me piace soprattutto vedere pellicole dove la musica si unisce alla recitazione e al montaggio, creando una perfetta simbiosi di tutti gli elementi.

Il libro è stato il punto di partenza” ha continuato “ma io mi sono distanziata moltissimo perché la sceneggiatura si è evoluta anche grazie ai confronti con gli attori, con il direttore della fotografia e con lo scenografo. Anche la partitura sonora è stata fondamentale: sebbene il lavoro musicale fosse fatto a posteriori rispetto alle riprese, i suoni di New York hanno guidato la mia visione e anche la recitazione di Joaquin.

Proprio Phoenix ha poi tentato di descrivere il suo personaggio, raccontando come anch’esso si sia delineato quasi per caso: “Joe è nato a seguito di moltissimi scambi di opinioni che ho intrattenuto con Lynne. Abbiamo chiacchierato per ore e molte delle cose di cui parlavamo non portavano a nulla, come in una sorta di labirinto, ma occasionalmente una scintilla mi permetteva di comprendere di più il mio personaggio.”

Da tutti questi incontri e anche dalle riprese” ha aggiunto sempre l’interprete “ha preso quindi corpo il Joe che vedete sullo schermo, un personaggio conflittuale che oscilla quotidianamente tra bene e male, provando a trovare un equilibrio. Il rapporto con la madre è in questo senso fondamentale, perché dimostra come, nonostante la frustrazione, lui voglia prendersi davvero cura di lei.”

Gabriele Landrini

Redattore | Perché il cinema non è solo un'arte, è uno stile di vita | Film del cuore: Gli Uccelli | Il più grande regista: Alfred Hitchcock | Attore preferito: Marcello Mastroianni | La citazione più bella: "Vorrei non amarti o amarti molto meglio." (L'Eclisse)


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