Nome di Donna: Marco Tullio Giordana e il cast presentano il film

scritto da: Gabriele Landrini

Prodotto da Lumière & Co. e Rai Cinema e distribuito da Videa, Nome di Donna (qui il trailer) è stato proiettato oggi in anteprima al Cinema Barberini di Roma, alla presenza del regista Marco Tullio Giordana, della sceneggiatrice Cristiana Mainardi e di alcuni membri del cast, tra cui ha spiccato naturalmente la celebre protagonista Cristiana Capotondi,

Da sempre attento alla realtà italiana a lui contemporanea, il cineasta milanese ha immediatamente preso la parola, raccontando la genesi del progetto e motivando la decisione di concentrarsi su un argomento delicato come le molestie sessuali: “Sono stato coinvolto nella produzione un paio di anni fa, quando Cristiana Mainardi mi ha proposto la sceneggiatura. Era un testo molto bello e mi piacque fin da subito per vari motivi.”

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Anzitutto trattava del problema della violenza femminile, che in quegli anni non era un argomento discusso come oggi. Poi la storia non si focalizzava esclusivamente su un unico personaggio coraggioso e temerario, ma mirava a raccontare anche di tutte le altre donne che ruotavano attorno alla figura principale.”

Non bisogna tuttavia pensare che il film sia esclusivamente una difesa al mondo femminile. Sempre riportando le parole del noto regista, Nome di Donna vuole infatti segnare un cambiamento, che deve essere comune ad entrambi i sessi: “Credo che il velo di omertà che incombe costantemente sull’Italia prima o poi cadrà, proprio grazie alle testimonianze di persone pronte a rischiare. Questo cambiamento deve però coinvolgere tutti indistintamente.”

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Nome di Donna: Marco Tullio Giordana e il cast presentano il film

Il problema non riguarda infatti solo le donne, ma anche gli uomini.” Ha continuato GiordanaOgni persona può essere il carnefice: uomini con donne, uomini con uomini, donne con donne, donne con uomini o perfino adulti con bambini. È tutto riconducibile al potere che può essere esercitato da un soggetto verso un altro.

Proprio su questo tema è ritornata più volte anche Cristiana Capotondi, qui volta ad interpretare il ruolo di una giovane donna vittima delle molestie del proprio capo: “Io non mi sono mai scontrata con una realtà come quella mostrata nel film, ma l’ho sentita più volte raccontare. Ho deciso di interpretato il ruolo di Nina, perché condivido il suo desiderio di voler depurare il mondo del lavoro, che dovrebbe essere estraneo a qualsiasi tipo di abuso psicologico.”

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Allo stesso modo, la sceneggiatrice Cristiana Mainardi ha ricordato di come la sua idea abbia avuto origine da tante storie realmente accadute: “Nina è naturalmente un personaggio di fantasia, ma nasce grazie ai confronti avuti con persone che hanno vissuto queste realtà e che mi hanno raccontato le emozioni e il dolore che hanno provato. Il mio intento è stato quindi dare una speranza, attraverso il racconto di una donna e della sua battaglia.”

L’anteprima romana è solo la prima di una lunga serie di proiezioni che avverranno in tutta la penisola italiana nel corso della prossima settimana. Distribuito in oltre 200 copie il prossimo 8 marzo, Nome di Donna sarà infatti promosso in modo itinerante, al fine di favorire il dialogo e il dibatti attorno al tema della violenza sulle donne.

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Gabriele Landrini

Redattore | Perché il cinema non è solo un'arte, è uno stile di vita | Film del cuore: Gli Uccelli | Il più grande regista: Alfred Hitchcock | Attore preferito: Marcello Mastroianni | La citazione più bella: "Vorrei non amarti o amarti molto meglio." (L'Eclisse)


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