Smetto Quando Voglio Ad Honorem: presentato alla stampa il film

scritto da: Ludovica Ottaviani

Smetto Quando Voglio Ad Honorem (qui il trailer ufficiale), il terzo e ultimo capitolo conclusivo della famosa saga sui “ricercatori ricercati” più amati d’Italia, è pronta ad approdare in sala il prossimo 30 novembre.

Una nuova avventura, quella conclusiva, dove finalmente si scioglieranno i dubbi lasciati in sospeso con il precedente capitolo: chi è il professor Walter Mercurio, qual è il suo piano e che ruolo ha il gas nervino nei suoi progetti? Alla banda capitana da Pietro spetta l’arduo compito di svelare questi misteri, ma prima dovranno compiere il loro colpo più grande: evadere dal carcere di Rebibbia senza dare nell’occhio e con l’aiuto del Murena, il loro (ex) acerrimo rivale.

Smetto Quando Voglio Ad Honorem: presentato alla stampa il film

Con alle spalle la stessa squadra di partenza del primo capitolo, unita per promuovere anche questo nuovo tassello nello avventure di Pietro Zinni e soci (a delinquere), il regista Sydney Sibilia insieme agli interpreti Edoardo Leo, Libero De Rienzo, Stefano Fresi, Marco Bonini, Rosario Lisma, Greta Scarano, Valeria Solarino, Pietro Sermonti, Paolo Calabresi, Lorenzo Lavia, Valerio Aprea, Neri Marcorè, Luigi Lo Cascio e la new entry “di lusso” Peppe Barra, hanno presentato a Roma l’ultima fatica, rispondendo alle domande sempre in bilico tra umorismo e malinconia.

Sydney, con quest’ultimo capitolo si chiude la trilogia e una parte di vita: un bilancio di questi anni nei quali siete stati impegnati, tutti insieme, per realizzare la trilogia di Smetto Quando Voglio?

Sydney Sibilia: «Beh, per gli spettatori tutto è durato per la precisione quattro anni, per noi sei; è un pezzo di vita, è vero, ed è proprio questo il bello delle saghe, che racchiudono un preciso momento storico come pure un pezzo di vita. Adesso che è finita lascia addosso una sensazione di profonda nostalgia, la stessa che provavo da spettatore quando vedevo quelle saghe che ho amato.»

Sydney, puoi raccontarci come nascono le musiche del film?

Sydney Sibilia: «Le musiche sono state composte da Michele Braga; di solito lavoriamo anche molto con musiche di repertorio ma nel caso specifico di Smetto Quando Voglio Ad Honorem, oltre a giocare con le citazioni, per la prima volta abbiamo anche composto delle musiche a tema per i singoli personaggi – soprattutto per i “cattivi” – e poi, ovviamente, abbiamo reso protagonista l’opera scomponendola e ricomponendola ad arte

Beppe Barra è una new entry di lusso del cast di questo terzo capitolo: come si è inserito nel gruppo?

Peppe Barra: «Confesso di essere comparso poche volte al cinema, perché ho dedicato tutta la mia vita al teatro. Sydney, dopo avermi visto a teatro a Salerno, mi ha voluto nel film che io avevo comunque già visto. Per quanto riguarda il mio personaggio, il direttore naif e sognatore del carcere di Rebibbia con uno spiccato senso artistico, mi sono ispirato ad alcuni episodi della mia infanzia: ho infatti conosciuto realmente il contesto del carcere perché ho vissuto a Procida da bambino, e anche se mi sono ispirato alla realtà il risultato che vedete sullo schermo è totalmente diverso.»

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Sydney, cos’è cambiato a livello storico-sociale dall’uscita del primo film di Smetto Quando Voglio a oggi? E poi una domanda ai due “cattivi” del film, ovvero Neri Marcorè e Luigi Lo Cascio a proposito dei vostri personaggi?

Sydney Sibilia: «Allora, per quanto riguarda il discorso della ricerca, il momento storico è cambiato dal primo capitolo ad oggi ma non la condizione dei ricercatori, e tutto ciò rende il film ancora molto attuale. Certi film hanno una dimensione più eterna di altri perché certi problemi sono effettivamente difficili da risolvere. Il mio intento era mettere, in Smetto Quando Voglio Ad Honorem, tre personaggi diversi tras loro uno di fronte all’altro: c’è il bianco (Pietro Zinni), il nero (il Prof. Mercurio) e infine il grigio (Murena): tre personaggi con una genesi analoga, storie diverse che prendono strade non affini con conseguenze differenti. Per esempio, costruire il personaggio di Luigi non è stato affatto facile: è un cattivo inedito per una commedia, ha un taglio netto e specifico. In scrittura ci siamo sforzati di creare delle motivazioni, di “umanizzarlo” scoprendo le origini dei suoi perché, in un percorso votato al realismo. E ci siamo ispirati a un modello specifico per costruirlo, il “cattivo” di una delle saghe più celebri del cinema italiano: il geometra Calboni di Fantozzi, l’eterna nemesi del ragioniere.»

Luigi Lo Cascio: «Confesso che, quando si interpretano personaggi così “negativi”, l’importante è non concentrarsi solo sulla cattiveria concentrandosi esclusivamente su questo aspetto; per fortuna il cinema è frammentario, ha il dono del montaggio. Il piano, il progetto di Mercurio è folle, cattivo e pazzo ma dagli importantissimi flashback presenti nel film emerge la sua stoffa morale, giustificando quindi in parte quel delirio d’onnipotenza che lo affligge grazie all’orribile trauma che ha subito. In base a tutto questo, ho quindi cercato di concentrarmi proprio sulle sfumature del personaggio stesso.»

Neri Marcorè: «Un attore legge una sceneggiatura e, se la trova convincente, si lancia interpretando un ruolo magari atipico che viene affidato – con coraggio – da un regista, come in questo caso. Non finirò mai di ringraziare abbastanza Sydney per avermi affidato il personaggio del Murena, e dopo aver visto Smetto Quando Voglio Ad Honorem rinnovo la mia gratitudine. Ogni personaggio emerge alla perfezione nel corso dei terzo film, qui capiamo per esempio la genesi del Murena e le scelte che ha intrapreso, che si delineano chiaramente nell’atto finale. Il percorso sul mio personaggio è iniziato quattro anni fa, ma solo adesso abbiamo avuto l’occasione di umanizzarlo scavando nel suo passato, nel profondo e nel vissuto del suo personaggio. Murena inizia “fingendo” di essere cattivo, ma poi si convince da solo di esserlo e lo diventa a tutti gli effetti.»

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Sydney, nell’aria c’è qualche spin off o trasposizione televisiva della saga di Smetto Quando Voglio?

Sydney Sibilia: «Assolutamente no, non c’è nessuno spin off o serie in cantiere; la saga si differenzia da una serie TV per l’impianto produttivo – non so, basta pensare alla scena del treno nel precedente capitolo Masterclass – e poi perché la nostra ambizione era creare una saga cinematografica a tutti gli effetti, quindi tre film legati tra loro ma con un respiro, appunto, cinematografico e non televisivo che sarebbe stato determinato da budget diversi e possibilità economiche diverse. Anche se all’inizio ci hanno comunque rivolto delle proposte su questa linea

Qual è stata la fortuna del film all’estero, nell’ambito della distribuzione?

Matteo Rovere: «In quanto produttore del film con la mia casa di produzione Groenlandia, posso dire che la trilogia di Smetto Quando Voglio è stata venduta in Cina, Germania, Russia, Giappone, Australia, Spagna, Stati Uniti: alcuni hanno acquistato i dritti per i remake – come negli USA e in Spagna, dove hanno già iniziato le riprese – per altri invece si parla semplicemente dell’uscita in sala.»

Paolo Calabresi: «Tornando al discorso sui personaggi, devo ammettere che ciò che contraddistingue incredibilmente questo gruppo è l’amore che provano nei confronti del loro mestiere e la loro bontà: sono delle brave persona alle prese con un compito che non gli si addice e li avvicina, quindi, a caratteri immortali del cinema come I Soliti Ignoti. Queste sono le premesse che si manifestano fin dal primo capitolo, e andava tenuto conto di questo e del fatto che il blocco è un personaggio unico. Noi ci siamo semplicemente dovuti adeguare al fatto di recitare in un film corale, senza mai sgomitare per cercare singolarmente più spazio: lo abbiamo pensato come un corpo unico, con dei tentacoli e delle singole personalità distinte.»

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E adesso, una volta finito tutto con questo capitolo Smetto Quando Voglio Ad Honorem, cosa succederà?

Sydney Sibilia: «Bella domanda… credo di non saperlo nemmeno io troppo bene! (ride, NdA) Adesso bisogna lasciare a tutti gli effetti il mondo di Smetto Quando Voglio archiviandolo e ripartendo, magari, a partire da un titolo nuovo; vorrei parlare della forza di un singolo e non più di una banda, per esempio

Il film uscirà al cinema, dal 30 Novembre, in 350 copie: è un vantaggio o uno svantaggio, considerando anche il periodo di uscita in sala? E che tipo di operazione marketing avete applicato in questo caso al film?

Domenico Procacci: «Allora, in quest’ambito dobbiamo necessariamente parlare di strategia distributiva: ritengo si tratti di un’uscita giusta in un numero esatto di copie, visto che non ci sono i tempi giusti per far crescere un film. Ci incontriamo con i film di natale ed è una scelta della 01 distribuirlo a fine Novembre, visto che comunque anche loro sono con noi fin dal primo film. Inizialmente abbiamo trattato Smetto Quando Voglio, anni fa, come un’opera prima; dopo il pareggio degli incassi del secondo capitolo – al contrario della media delle trilogie che perdono il 20-25% di incassi al botteghino – sappiamo comunque che è molto atteso, e che quindi possiamo rischiare. Abbiamo scelto un periodo alto performante ma allo stesso tempo questo rappresenta per noi una vera e propria sfida. Per quanto riguarda il discorso marketing, visto che ci siamo ritrovati ad uscire in contemporanea con Gomorra abbiamo deciso di cavalcare l’onda con Smetto Quando Voglio Ad Honorem, differenziando quindi la campagna marketing e rendendola più mirata per gli appassionati della trilogia.»

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foto di Emanuela Scarpa

Ludovica Ottaviani

Redattrice | Imbrattatrice di sudate carte a tempo perso, irrimediabilmente innamorata della settima arte da sempre | Film del cuore: Lo Chiamavano Jeeg Robot | Il più grande regista: Quentin Tarantino | Attore preferito: Gary Oldman | La citazione più bella: "Le parole più belle al mondo non sono Ti Amo, ma È Benigno." (Il Dormiglione)

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