Sono Tornato: Luca Miniero e il cast presentano la commedia satirica

scritto da: Ludovica Ottaviani

Sono Tornato è l’atteso titolo della nuova commedia firmata da Luca Minieroregia e sceneggiatura – e Nicola Guaglianone – sceneggiatura – che rielabora l’originale tedesco Lui è Tornato, film con incursioni documentariste che immaginava il ritorno di Hitler sulla terra. Nel caso strettamente italiano, a tornare a Roma in modo misterioso è Mussolini, convinto di essere stato mandato dalla Provvidenza stessa per riconquistare il proprio impero e l’Italia.

Il film (qui il trailer) uscirà nelle sale il prossimo 1 febbraio in 400 copie, e proprio per l’occasione nella splendida cornice del teatro di Villa Torlonia regista, sceneggiatore e interpreti – tra i quali spiccano i protagonisti Massimo Popolizio, Frank Matano e Stefania Rocca – hanno presentato alla stampa il film, inquadrato come un “prodotto più ampio, legato alle pulsioni più recondite degli italiani sui quali è incentrata la commedia, oltre che sul modo attraverso il quale lavorano i media, rielaborando passato e presente”.

sono tornato

Sono Tornato: Luca Miniero e il cast presentano la commedia satirica

Ad iniziare è stato proprio Luca Miniero, che ha affermato: «Già è difficile sintetizzare un film in generale, e con questo nello specifico è anche peggio (ride)! La figura di Mussolini fa paura, non perché sia tornato per portare di nuovo il fascismo, ma perché approda in un paese già populista, dominato dal potere dei media. Infatti le questioni sollevate da quest’ultimo nel corso del film sono di buon senso, quindi parla alla “pancia” di tutti noi».

Alle dichiarazioni del regista ha replicato il co-sceneggiatore Nicola Guaglianone: «Sono Tornato è un film che parla di noi: quando abbiamo iniziato a scrivere abbiamo tenuto in mente una frase di David Mamet “Non esiste una seconda chance, ma solo la possibilità di commettere lo stesso errore due volte”. Di solito non vado mai sul set di un film al quale ho partecipato in fase di scrittura, ma in questo caso è capitato: quando la gente – ignara – vedeva Mussolini, in un primo momento reagiva rimanendo basita e raggelata. Poi però si scioglievano – soprattutto quando capivano di essersi ritrovati in un film – e si finiva nella totale anarchia: la figura di Mussolini fa ancora paura perché ci mette davanti alle nostre mostruosità, facendoci riflettere sul fatto che, in fin dei conti, siamo noi i mostri».

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Nicola e Luca, cosa avete ripreso dall’originale tedesco Lui è Tornato?

Miniero: «Anche noi, come nell’originale tedesco, abbiamo fatto girare una persona vestita da Mussolini – un figurante, non Massimo in costume – mandandolo in giro per la città senza autorizzazione: senza macchine da presa intorno, la reazione della gente è stata talvolta anche violenta, siamo stati perfino cacciati ma la reazione in media, da parte delle persone, è stata conciliante. Quando uno fa un film del genere deve trapiantare le emozioni e le nostre sono state diverse rispetto al modello originale: noi non volevamo giudicare il personaggio di Mussolini, volevamo semplicemente vedere la reazione degli italiani…

…Se avessimo ricordato sempre e solo le sue nefandezze ci saremmo posti su un terreno ideologico, mentre invece nel nostro caso Sono Tornato ha il potere di tirarti dentro la sua stessa dinamica. Ci siamo ispirati al celebre film di Lizzani incentrato su Mussolini in effetti, e per quanto la figura di quest’ultimo sia trattata in un certo modo, non abbiamo avuto paura del populismo affermando che è uno di noi, e che ci fa confrontare con le nostre paura»

Nicola Guaglianone: «Voi mi odiate perché mi amate ancora” è una frase pronunciata da Mussolini, e proprio da questa siamo partiti in fase di scrittura: è stato un uomo politico che ha sfruttato l’ondata dell’anti politica cavalcando le motivazioni popolari a difesa dell’italianità, e di conseguenza basando il suo potere sul consenso popolare, fondamento di ogni dittatore».

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In un clima di elezioni politiche come quello italiano, come si colloca il film in un dibattito elettorale?

Luca Miniero: «Il fantasma di Mussolini gira spesso nelle campagne elettorali: populismo, sfruttamento dei media… ritorna molte volte nelle campagne elettorali, ed è stato giudicato con indulgenza dagli italiani rispetto all’approccio che hanno i tedeschi nei confronti di Hitler. Il nostro intento, mio e di Nicola, e sempre stato quello di evitare fin dall’inizio qualunque tipo di giudizio ideologico o morale, cercando una via alternativa al dibattito politico: è quasi più importante focalizzare l’attenzione, ad esempio, sul ruolo svolto dai media tradizionali e non. Anche quando coglievamo di nascosto le impressioni della gente, era interessante leggere prima il loro disappunto, e lentamente quelle confessioni che si insinuavano “a tu per tu” con il personaggio di Mussolini.»

Affermare Sono Tornato su Mussolini sconvolge più o meno di Hitler?

Massimo Popolizio: «Mussolini è stato imitato e parodiato mentre Hitler no, decisamente molto meno. Il rischio era quello di fare una parodia, una macchietta, qualcosa di poco credibile visto pure che non ci sono arrivate troppe informazioni su di lui nella sfera privata.  Mi sono ispirato a Rod Steiger nel film di Lizzani per il personaggio e per l’approccio da tenere: qui avevamo a che fare con un personaggio vero coinvolto in una situazione paradossale. In Germania, ad esempio, quando passa il figurante/attore travestito da Hitler la gente prova disgusto; al contrario, qui da noi in Italia si scattano dei selfie».

Massimo, qual è stato il tuo approccio con la figura di Mussolini e che tipo di lavoro hai svolto sul personaggio? E come ti poni nei confronti di questa interpretazione significativa che potrebbe segnare la tua carriera?

Massimo Popolizio: «Abbiamo cercato di non svolgere un lavoro strettamente camaleontico: siamo partiti da un trucco molto pesante, marcato e televisivo, per poi togliere tutto, dopo aver capito la via non era questa ma il cinema, senza considerare nessuna imitazione. Spesso confesso di non sapere cosa fare ma di sapere perfettamente cosa NON fare: e nell’incertezza cosa devo fare si mette in mezzo e rende tutto possibile. Spesso mi sono interrogato sul perché, Miniero o la produzione, a maggior ragione il casting, non hanno scelto un altro attore al posto mio; ma confesso che la grande possibilità di non essere legato alla mia faccia, nello specifico, per lavorare è un valore aggiunto…

…Devo ammettere che non ho provato nessuna sensazione specifica mentre mi approcciavo al personaggio: se uno è un attore, ritengo che questo sia l’unico approccio possibile. Per renderlo divertente avremmo dovuto farlo sul serio. Avevo molta paura – come sempre – considerando inoltre che si tratta di una parte rischiosa, pur pensando che, comunque vada, per me il teatro rimane la mia casa…

…E proprio a proposito del concetto di giudizio e del teatro, se interpreti sul palcoscenico Riccardo III, da attore, non lo giudichi per le sue azioni: lo fai all’interno delle necessità del personaggio nel contesto dello spettacolo o del film. La propaganda è stata inventata da Mussolini e pensare che lo share possa determinare o meno il perdono delle azioni… è davvero una bella riflessione che regala Sono Tornato».

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La prima parte di Sono Tornato ha un tono sospeso tra la satira e un tocco più surreale: come avete fatto a trovare il giusto equilibrio?

Nicola Guaglianone: «Per rendere popolare se stesso il Mussolini sbarcato nel 2017 ha pensato ai social e, di conseguenza, anche noi ci siamo informati a fondo, dando così voce a chiunque – che è poi la stessa funzione che ricopre internet, in grado di dar voce a tutti in modo indiscriminato – e generando un’altra riflessione: personalmente, faccio parte di una generazione post ideologica; per tale motivo abbiamo trattato il personaggio di Mussolini all’interno del film come un personaggio qualunque, un personaggio protagonista di un racconto drammaturgico pronto a coprire un determinato arco narrativo: per questo Sono Tornato non è assolutamente un film ideologico…

…La lezione della commedia all’italiana è stata preziosa in quest’ottica, perché anche se si scrivono personaggi negativi, non bisogna mai giudicarli: le loro azioni sono spesso determinate da noi. I vizi e la cattiveria di Mussolini le abbiamo create noi, una considerazione che ricorda le grandi lezioni degli sceneggiatori del passato come, che so, Age e Scarpelli

Luca Miniero: «Il personaggio di Mussolini in Sono Tornato è definitivamente diverso dai politici populisti di oggi, perché non propone mai una soluzione ai problemi: è, piuttosto, la loro quintessenza, è simile a noi e di conseguenza populista, perché accetta la situazione e semplicemente cavalca l’onda. Ci interessava creare non solo un contenuto ma soprattutto una forma attraverso questo film, raccontando soprattutto come la gente abbia dimenticato Mussolini, che all’interno del film viene riconosciuto infatti da un’unica persona: una signora malata d’Alzheimer».

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Ludovica Ottaviani

Redattrice | Imbrattatrice di sudate carte a tempo perso, irrimediabilmente innamorata della settima arte da sempre | Film del cuore: Lo Chiamavano Jeeg Robot | Il più grande regista: Quentin Tarantino | Attore preferito: Gary Oldman | La citazione più bella: "Le parole più belle al mondo non sono Ti Amo, ma È Benigno." (Il Dormiglione)

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