Steven Spielberg, Meryl Streep e Tom Hanks a Milano per The Post

scritto da: Riccardo Tanco

Oggi, presso la sala conferenze dell’Hotel Four Seasons a Milano, sì è tenuta la conferenza stampa di The Post, il nuovo film diretto da Steven Spielberg distribuito da 01 Distribuiton e in uscita nei cinema italiani dal 1 febbraio.

Ambientato nel 1971, The Post (qui la nostra recensione) racconta la storia vera della pubblicazione dei Pentagon Papers da parte del The New York Times e del The Washington Post, documenti classificati come altamente riservati del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti d’America, dove si scoprì che per quattro amministrazioni consecutive il governo americano mentì riguardo le sorti e l’intervento militare riguardante la Guerra in Vietnam.

the post

Steven Spielberg, Meryl Streep e Tom Hanks a Milano per The Post

Presenti alla conferenza l’attore Tom Hanks (interprete di Ben Bradlee, direttore del Washington Post), l’attrice Meryl Streep (interprete di Katherine Graham capo editore del Post) e il regista Steven Spielberg.

the postPer cominciare, una domanda al signor Spielberg: intanto grazie per questa opera di grande nostalgia ma anche di grande attualità. Ha deciso di girare questo film per via dei recenti dibattiti sulla libertà di stampa?

Steven Spielberg: “Credo che i giornalisti e la libertà di stampa siano i guardiani della nostra democrazia. Ma nel 1971 la libertà di stampa venne messa in discussione quando venne cercato di impedire la pubblicazione dei Pentagon Papers. Sì arrivò anche alla Corte Suprema, per la prima volta dalla Guerra Civile a dei giornali venne proibita la libertà di stampa. Ma è anche una storia attuale, perché anche oggi questa libertà è sotto attacco.”

Che impatto ha avuto il film sulla stampa americana?

Steven Spielberg: “Da parte della stampa abbiamo avuto molto sostegno e supporto, perché oggi la stampa deve proteggersi da molta disinformazione e dalle cosiddette fake news. Ma il cuore del film credo risieda nel personaggio di Katherine Graham, una donna al comando in una società di soli uomini, che trova il coraggio di tirare fuori la propria voce e imporsi Poi è la prima volta che in un mio film riesco a realizzare un rapporto tra uomo e donna così riuscito, questo grazie anche a due straordinari attori come Tom Hanks e Meryl Streep.”

Come mai non avete mai lavorato assieme prima d’ora?

Meryl Streep: “Non abbiamo mai lavorato assieme perché in passato alla ragazze non veniva chiesto di ballare…”

Tom Hanks: “E io ho sempre fatto fatica a chiedere di ballare alla ragazze…Comunque ad ogni film con Steven ci chiedevamo sempre a fin riprese: come sarebbe stato più bello se in questo set ci fosse stata Meryl Streep!”

Meryl Streep: “La prima volta che abbiamo fatto qualcosa assieme è stata per un progetto con Nora Ephron, ci siamo conosciuti così perché io vivo a New York e Tom in California. Nora è stata di grande ispirazione e mi piacerebbe fosse ancora qui per sapere cosa ne penserebbe di questo film, e sono sicura che lei sarebbe stata capace di farne una versione certamente ironica ma anche pungente.”

the postUna domanda per Meryl Streep: cosa l’ha colpita del personaggio di Katherine Graham?

Meryl Streep: “La prima volta versione dello script è stata acquistata da Amy Pascal sei giorni prima l’esito delle elezioni politiche del novembre 2016. Pensavamo potesse essere un’opera un po’ nostalgica che guardava al passato ma riflettendo su un eventuale presidente donna. Ma l’esito delle elezioni è stato diverso, ed è cominciata l’ostilità verso la libertà di stampa e gli attacchi alle donne anche dal piano più alto del nostro governo. E tutto questo mi ha fatto riflettere su quanta poca strada si è fatta.”

Domanda per Tom Hanks: cosa ti ha colpito di Ben Bradlee, ti sei ritrovato nell’atmosfera di dirigere una redazione dell’epoca con tutte le sue difficoltà?

Tom Hanks: “Il grande Ben Bradlee era un uomo molto competitivo, una vera e propria bestia. Aveva una determinazione tale da non voler avere solo delle storie da pubblicare, ma voleva a vere LA storia, Dovete sapere che all’epoca, il Post era il secondo giornale, il Washington Star era il principale quotidiano della città, e l’idea di non avere una storia e di non prevalere lo faceva impazzire. Una delle scene più divertenti del film è quando Ben dice “Non riusciamo ad arrivare primi nemmeno a casa nostra”. Questo dà la percezione del senso di sfida che c’è nel film e nel personaggio.”

Il film insegna una cosa: che il coraggio non è per forza una cosa naturale ma che si può imparare. Lei cosa ne pensa?

Meryl Streep: “Questo film ha origine dal grande coraggio di Dan Ellsberg, che era un ex giornalista e attivista, impiegato della RAND Corporation, che decise di trafugare i segreti di stato dei Pentagon Papers, sfidando le legge sul controllo anti spionaggio. Ed è lo stesso coraggio che ebbe Neil Shehaan, che rischiò tutto pur di pubblicare quei documenti dove si venne a sapere che ben quattro presidenti (Truman, Eisenhower, Kennedy e Johnson) avevano mentito sull’intervento americano in Vietnam, e che Nixon voleva sopprimere tale verità. Ma è anche il coraggio di Katherine Graham, una donna che non doveva essere lì ma che ha combattuto…

…Nel 1971 le redazioni erano tutte composte da uomini bianchi, le donne c’erano ma erano le segretarie. Questa donna sfidò Nixon, pubblicando i Pentagon Papers, una cosa inconcepibile all’epoca. Quindi sì, per rispondere alla domanda credo che il coraggio si possa imparare, ma penso che non lo si è insegnato abbastanza alle nuove generazioni. E ovviamente è un coraggio che ha avuto Ben Bradlee, così ben interpretato da Tom Hanks.”

Steven Spielberg: “Il Washington Post nel 1971 era un giornale quasi locale, il più importante della città era il Washington Star, per non parlare che a livello nazionale dominava il New York Times. Ma l’ambizione e la voracità di Bradlee lo spinse a sfidare il Times, e questa sua voglia di emergere, questa sua ambizione, l’hanno spinto a creare un giornale così prestigioso come effettivamente il Post è diventato. Così come fu per lo Scandalo Watergate, fu Bradlee a dare libertà di agire a Woodward e Bernstein per l’indagine. Bradlee convinse Katherine Graham a pensare in grande.”

Tom Hanks: “Senza dimenticare che Katherine Graham rimaneva il suo capo…”

the postDomanda per Meryl Streep: Cosa ne pensa dei recenti avvenimenti ad Hollywood, dai vari scandali per molestie, al movimento Time’s Up  che ha spinto le donne finalmente a parlare.

Meryl Streep: “Non so bene perché è successo solo ora, è difficile spiegarlo. Certamente non è una battaglia nuova ma chiaramente l’aria è cambiata, ma non solo ad Hollywood in tutti gli ambienti di lavoro queste cose purtroppo succedevano spesso. Ma quando è nato lo scandalo nel cinema si è mosso qualcosa, le donne si sono sentite coraggiose nel dire quello che stava accadendo. Sono molto ottimista per il futuro, perché è un momento molto importante.”

Steven Spielberg: “Per rispondere a una domanda così dovrei essere uno psicologo o un sociologo, o uno di quei conduttori televisivi di talk show che hanno un consiglio per tutti e per tutto. Ma è un tema arcaico, su cui libri, fumetti, romanzi, film e serie tv hanno detto e scritto di tutto: è la battaglia dei sessi, è sempre stata una questione di potere. Più volte in passato le donne hanno dimostrato di poter spezzare il potere degli uomini, così come è stato nella Seconda guerra mondiale, dove erano le donne al comando di fattorie o industrie e a gestire le cose in assenza degli uomini impegnati in battaglia. Ma a guerra finita, le donne non hanno  potuto mettere a frutto tutto questo e sono tornate in cucina…

…Io non ho la risposta, ma so per certo che le donne hanno la forza interiore di ribellarsi, Il problema semmai è degli uomini, che non sanno controllarsi e che non sanno accettare un no come risposta. Spero che il film possa essere solo un piccolo passo per le donne, che possa permetterle di dire: ho il diritto di parlare e allo lo faccio!. Spero che ognuna possa trovare la propria voce e il proprio coraggio, così come è stato per Katherine Graham.”

Riccardo Tanco

Redattore | Comincia ad appassionarsi seriamente al cinema dopo una mistica visione di Pulp Fiction, anche se consapevole che il cinema non è iniziato nel 1994 | Film del cuore: Apocalypse Now | Attore preferito: Al Pacino | La citazione più bella: "Accusare un uomo di omicidio quaggiù era come fare contravvenzioni per eccesso di velocità alla 500 miglia di Indianapolis." (Apocalypse Now)


Siti Web Roma