Amiche di Sangue recensione della black comedy con Anya Taylor-Joy

scritto da: Gabriele Landrini

Le cosiddette mean girls – ovvero le ragazze cattive – sono state protagoniste di svariate black comedy tra gli anni Ottanta e Duemila, alcune guadagnatesi con il tempo lo statuto di cult. Ultima in ordine di tempo è Amiche di Sangue (qui il trailer ufficiale italiano), lungometraggio dai tratti grotteschi diretto da Cory Finley ed interpretato da due astri nascenti del cinema americano: Anya Taylor-Joy, vista in Split, e Olivia Cooke, protagonista femminile di Ready Player One.

La storia segue Amanda (Cook) e Lily (Taylor-Joy), due ricche e problematiche adolescenti: la prima, ex campionessa d’equitazione, è tristemente nota per aver massacrato a mani nude il proprio cavallo; la seconda è invece stata segretamente espulsa dalla rinomata scuola che frequentava e, su ordine della madre, sarà costretta ad iscriversi ad un istituto per ragazze difficili. Le cose precipitano quando Lily, con l’aiuto dell’amica, decide di uccidere il patrigno…

amiche di sangue

Presentato più di un anno fa al Sundance Film Festival, Amiche di Sangue raccoglie il testimone di pellicole come la celebre Schegge di Follia e l’interessante Spring Breakers, perdendone l’intrinseco valore iconico ma non rifuggendo una certa scintilla autoriale. Sebbene difficilmente diverrà un cult come le pellicole appena citate, l’opera di Cory Finley si avvale quindi di uno stile consolidato e ottimamente gestito dal suo regista.

Finley, al suo lungometraggio d’esordio, dimostra infatti una forte coscienza tecnica, che si palesa nei brevi piani-sequenza che strizzano l’occhio a Gus Van Sant, oltre che nei campi medi e nei primi piani in carrellata, i quali rispettivamente riecheggiano sia i tableaux vivants di Peter Greenaway sia l’estetica dei personaggi di Wes Anderson.

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Amiche di Sangue dal 2 agosto al cinema

Ottima è poi la controparte sonora che si pone come equilibrato contrappunto dell’ensemble visivo: soprattutto in alcune sequenze, la musica interagisce perfettamente con l’immagine, regalando momenti di grande effetto. Uno tra tutti è sicuramente quello in cui lo spacciatore Tim (il compianto Anton Yelchin, morto poco dopo la fine delle riprese) entra nella villa di Lily.

In questo passaggio antecedente all’ipotetico omicidio del patrigno, lo sfarzo estremo della casa e i toni mortiferi degli eventi si accompagnano alla celeberrima Ave Maria di Schubert, offrendo nel complesso un affresco che intreccia il paradisiaco all’infernale, risultando di conseguenza volutamente grottesco ed onirico.

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Naturalmente, la curatissima resa estetica non salva il film in certi frangenti che, forse anche a causa della sua storia estremamente minimale, pecca nel ritmo, non riuscendo a mantenere una tensione costante. Anche i momenti meno cadenzati sono tuttavia allietati dalla buona presenza scenica delle due protagoniste, che si dividono in modo abbastanza equilibrato il palcoscenico.

Soprattutto la Taylor-Joy, con il suo sguardo enigmatico e i lineamenti dolci ma atipici, riesce a tratteggiare una figura duplice, fredda e posata all’apparenza ma spietata e vendicativa nella sua essenza. Lontano dai cult del passato, Amiche di Sangue è dunque un buon film, interessante soprattutto nella messa in scena e nello stile del regista, ma piacevole anche nella mera narrazione e nel cast di attrici in ascesa.

Gabriele Landrini

Redattore | Perché il cinema non è solo un'arte, è uno stile di vita | Film del cuore: Gli Uccelli | Il più grande regista: Alfred Hitchcock | Attore preferito: Marcello Mastroianni | La citazione più bella: "Vorrei non amarti o amarti molto meglio." (L'Eclisse)


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