Amityville Il Risveglio recensione dell’horror con Bella Thorne

scritto da: Gabriele Landrini

Ambientato quarant’anni dopo gli eventi del film originale, Amityville Il Risveglio vuole introdurre un nuova schiera di ignari spettatori agli eventi che, tra gli anni Cinquanta e Settanta, hanno sconvolto una piccola comunità della provincia newyorkese. Presentando un sequel stand-alone dai tratti adolescenziali, il nuovo episodio dedicato alla celebre casa infestata di Amityville non vuole però riproporre le storie vere dei Lutz o dei DeFeo, ma si prefigge il compito di mettere in scena un racconto di fantasia aggiornato ai tempi che corrono.

Belle (Bella Thorne) è una ragazza problematica con una difficile situazione famigliare, dovuta al fratello gemello James (Cameron Monaghan), da anni in coma a causa di un misterioso incidente. Decisa a trasferirsi più vicino ai propri cari, la madre Joan (Jennifer Jason Leigh) trascina la ribelle Belle, il catatonico James e la figlia minore Juliet (Mckenna Grace) nella casa accanto a quella della sorella Candace (Jennifer Morrison), nascondendo però alla primogenita i tragici omicidi che vi sono precedentemente avvenuti.

Amityville Il Risveglio vuole introdurre un nuova schiera di ignari spettatori agli eventi che, tra gli anni Cinquanta e Settanta, hanno sconvolto una piccola comunità della provincia newyorkese

In produzione dal lontano 2012, Amityville Il Risveglio è solo l’ultimo lungometraggio della prolifica saga dedicata alla terribile villetta infestata. Rispetto alle pellicole più celebri del filone e agli innumerevoli b-movies indipendenti low-budget, l’opera di Franck Khalfoun tenta però di differenziarsi nella storia, intrecciando elementi teen a escamotage narrativi che rievocano l’immaginario horror contemporaneo. Richiami a Insidious o a Sinister non bastano tuttavia a salvare la narrazione, che sfocia troppo spesso nella banalità e nel pressapochismo.

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Amityville Il Risveglio: trailer italiano dell’horror con Bella Thorne

Riallineandosi con la tradizione ma non riuscendo a ritagliarne alcun principio di novità, Amityville Il Risveglio propone dunque dinamiche già viste, ulteriormente banalizzate dallo sfruttamento di un modello adolescenziale che, se non coerentemente dosato, si riduce a semplice manovra commerciale. Anche rispetto agli standard delle produzioni di puro intrattenimento, il film è innegabilmente sotto la media, spesso inverosimile ed inefficace nel portare a termine il suo scopo primario: fare paura.

Amityville Il Risveglio propone dinamiche già viste, ulteriormente banalizzate dallo sfruttamento di un modello adolescenziale che si riduce a semplice manovra commerciale

Come fin troppo spesso succede in certi lavori, il cast artistico e tecnico appare altrettanto monocorde: se la regia di Franck Khalfoun e la fotografia di David Lazan rinunciano non solo all’autorialità ma perfino alla personalità, l’anonima performance di Bella Thorne sembra perfino riuscita se confrontata a quella terribile di Jennifer Jason Leigh, sempre più incapace di trasmettere qualsiasi espressione o emozione. Al contrario, il giovane Cameron Monaghan e la piccola Mckenna Grace offrono un’interpretazione convincente, incarnando piuttosto bene il giovane posseduto e la sorellina indifesa.

In un contesto tristemente poco riuscito, un piccolo lampo di genialità è infine dato dalle battute meta-cinematografiche poste al centro del film. Consci della tradizione con la quale si sono dovuti confrontare, gli sceneggiatori hanno infatti condito i momenti narrativamente più distesi con richiami ai titoli precedenti, scherzando anche sui sequel e sul remake.

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Gabriele Landrini

Redattore | Perché il cinema non è solo un'arte, è uno stile di vita | Film del cuore: Gli Uccelli | Il più grande regista: Alfred Hitchcock | Attore preferito: Marcello Mastroianni | La citazione più bella: "Vorrei non amarti o amarti molto meglio." (L'Eclisse)

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