Annabelle 2 Creation recensione del film di David F. Sandberg

scritto da: Carlotta Guido

Annabelle 2 Creation riporta sullo schermo l’ipnotico ghigno della bambola Annabelle e ne descrive il dramma originario. I coniugi Mullins, Samuel (Anthony LaPaglia) e Esther (Miranda Otto), perdono in un terribile incidente la loro figlioletta e ne rimangono terribilmente scossi. Qualche anno più tardi i due decidono di prestare la loro abitazione a un gruppo di ragazze proveniente da un orfanotrofio e accompagnate da Suor Charlotte (Stephanie Sigman). In questa cornice la bambola Annabelle decide di fare nuove amicizie e di rubare l’anima delle povere ragazze.

In Annabelle 2 Creation ci sono tutti gli ingredienti necessari per un buon horror: una grande casa con tante stanze, una porta che non deve essere mai aperta, un gruppo di ragazzine curiose e una bambola impossessata dal Maligno. L’elemento che rende il film interessante è da ricondurre alle caratteristiche comportamentali della bambola che riesce ad esprimere un sadico cinismo nella ricerca delle proprie vittime, come un vero e proprio villain da manuale che spiega il suo piano al nemico prima di finirlo.

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Annabelle 2 Creation: il nuovo trailer italiano ufficiale

La bambola Annabelle sviluppa così su due fronti il proprio potere visivo sullo spettatore: da una parte va a soffermarsi sul lato prettamente gotico della possessione demoniaca, mostrando chiaramente il volto o le fattezze Luciferine in un ben modulato “visto – non visto” o addentrandosi in piccoli momenti più sanguinolenti; dall’altro sviluppa un interessante lato perturbante che ben si sposa alla sensazione di spavento che possono creare oggetti o persone da lungo tempo conosciute e familiari quando dimostrano comportamenti insoliti e pericolosi.

La regia di David F. Sandberg riesce bene nel ricreare sullo schermo questa sensazione perturbante e destabilizzante giocando con gli opposti, sfruttando la vulnerabilità delle ragazzine orfane e contrapponendola al lato tutt’altro che benefico della bambola Annabelle che, travalicando le sue fattezze familiari, diventa un feticcio del Male.

L’elemento che rende il film interessante è da ricondurre alle caratteristiche comportamentali della bambola che riesce ad esprimere un sadico cinismo nella ricerca delle proprie vittime

Annabelle 2 Creation presenta, quindi, un abile capovolgimento di fronti: ciò che di solito è considerato privo di anima – una bambola – non solo prende vita ma cerca con tutte le sue forze di cibarsi degli spiriti di quelle persone cui è stata pensata d’essere il passatempo, quasi come la banalità del male volesse farsi beffe dall’ordine naturale delle cose. Un gioco che si diverte prendendo in prestito i corpi degli altri in un continuo nascondino con la morte.

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Carlotta Guido

Redattrice | Dopo la visione de Il Padrino Parte II capisce che i suoi film preferiti saranno solo quelli pari o superiori alle tre ore | Film del cuore: Il Padrino | Il più grande regista: Aleksandr Sokurov | Attore preferito: Marlon Brando | La citazione più bella: "Il destino è quel che è, non c’è scampo più per me" (Frankenstein Junior)

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