Benedetta Follia recensione del film di Carlo Verdone con Ilenia Pastorelli

scritto da: Ludovica Ottaviani

Benedetta Follia è la nuova commedia scritta da Carlo Verdone insieme agli sceneggiatori Nicola Guaglianone e Menotti, già artefici del successo cult di Lo Chiamavano Jeeg Robot. E sempre da quest’ultimo arriva anche la co-protagonista di Verdone – qui unico protagonista maschile – ovvero Ilenia Pastorelli, che affianca il nutrito cast composto da Maria Pia Calzone, Lucrezia Lante della Rovere e Paola Minaccioni.

Guglielmo (Verdone), uomo di specchiata virtù e fedina cristiana immacolata, è proprietario di un negozio di articoli religiosi: è uno di quelli che “una moglie è per sempre”. Se non fosse che la sua Lidia (Lante della Rovere), devota consorte per 25 anni, decide di mollarlo proprio nel giorno del loro anniversario, stravolgendo il suo mondo e tutte le sue certezze.

Ma poi nel suo negozio arriva un’imprevedibile candidata commessa: Luna (Pastorelli), ragazza sfrontata e travolgente, volenterosa ma incapace, assolutamente fuori luogo. Non solo Luna lo iscrive a un’app di incontri che porterà Guglielmo ad incontrare una surreale galleria di donne, fino ad arrivare all’incontro del tutto casuale con l’infermiera Ornella (Calzone), la ragazza trascinerà l’uomo nel proprio caotico mondo stravolgendogli completamente la vita.

benedetta follia

Benedetta Follia è una ventata d’aria fresca nel mondo della filmografia verdoniana più recente: pur rimanendo sempre affine alle tematiche care al regista-attore, questo film porta il marchio “trasgressivo” e sornione della coppia Guaglianone-Menotti, capaci di sovvertire l’abituale punto di vista sulla realtà.

Grazie a questo nuovo incontro, la commedia acquista ritmo e carattere: Verdone torna a celebrare lo sfaccettato universo femminile come aveva già fatto in Sono Pazzo di Iris Blond, Stasera a Casa di Alice, Maledetto il Giorno che t’ho Incontrato e Perdiamoci di Vista, solo per citarne alcuni; le donne diventano il motore immobile non solo dell’azione ma anche delle vita stessa e dei suoi, incalcolabili, cambiamenti.

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Benedetta Follia recensione del film di Carlo Verdone con Ilenia Pastorelli

Un Verdone più sobrio, crepuscolare e lontano dalla classica maschera comica con la quale si è mostrato al pubblico fino a oggi duetta con attrici diverse tra loro per età, estrazione sociale, aspetto fisico; ognuna di loro regala un frammento di donna, una scheggia infinitesimale per provare a comprendere il complesso universo dell’eterno (mistero) femminino.

Guglielmo – il personaggio di Verdone – si lascia trascinare in una sana follia prendendo la mano tesa da Luna – interpretata dalla Pastorelli – degna erede “nazional popolare” delle eccentriche protagoniste di cult anni ’80 americani come Cercasi Susan Disperatamente o Qualcosa di Travolgente; pur non allontanandosi troppo dalla romanità genuina che l’ha trasformata in un modello di spontaneità, riesce a essere una spalla funzionale per Verdone, consacrandosi come ideale sparring partner del comico in questi anni 2000.

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Brillante e tradizionale, eccentrico quanto rassicurante con tanto di prevedibile happy ending dal sapore malinconico e leggero: Benedetta Follia (qui il resoconto della conferenza stampa) si colloca con una certa continuità nel solco della filmografia verdoniana e della produzione Filmauro rappresentando però, allo stesso tempo, un nuovo punto d’inizio, una svolta lungo un percorso comico capace di rinnovare quelli che sono stati i linguaggi, le maschere, le battute, le situazioni e le risate che hanno costruito l’universo di Carlo Verdone fino a oggi.

Ludovica Ottaviani

Redattrice | Imbrattatrice di sudate carte a tempo perso, irrimediabilmente innamorata della settima arte da sempre | Film del cuore: Lo Chiamavano Jeeg Robot | Il più grande regista: Quentin Tarantino | Attore preferito: Gary Oldman | La citazione più bella: "Le parole più belle al mondo non sono Ti Amo, ma È Benigno." (Il Dormiglione)


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