Black Panther recensione del film Marvel con Chadwick Boseman

scritto da: Joseph Crisafulli

Black Panther (qui il trailer italiano ufficiale) è il diciottesimo film che compone il Marvel Cinematic Universe, ed è il primo film della serie che ha come protagonista un supereroe di colore. A dirigere un cast per la maggior parte composto da attori di colore, c’è il regista afro-americano Ryan Coogler.

Ci teniamo a sottolineare il “colore” del film, non tanto perché, a distanza di due anni, quel movimento che ebbe una grande eco con lo slogan Oscar so White è approdato verso qualcosa di concreto, quanto perché tematicamente assistiamo all’inserimento di un reale problema sociale all’interno di un film di supereroi.

Black Panther

“Da grandi poteri derivano grandi responsabilità”: così recitava zio Ben a Peter Paker poco dopo che quest’ultimo aveva ottenuto i poteri che lo avrebbero reso Spider-Man. Così a catena, tutti i cinecomics e tutti i supereroi devono fare i conti che è quello che possiamo definire l’assioma di zio Ben. Se una persona ha il potere di cambiare e migliorare le cose e non sfrutta quel potere, compie un errore e diventa un malvagio. Bene, prendendo per assodato questo, provate ad allargare il concetto ad un’intera nazione: questo è il dilemma di Wakanda!

Ryan Coogler, regista dell’acclamato Creed – Nato per combattere, raduna un cast davvero eccezionale per costruire uno dei film Marvel sicuramente più compiuti e riusciti di questi primi 10 anni. Con Black Panther, infatti, il regista non solo sfrutta l’occasione per portare il primo supereroe di colore creato da Stan Lee sul grande schermo, ma riesce a costruire una storia con un tema profondo.

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Insomma, Black Panther è uno di quei pochi film del MCU ad avere qualcosa di concreto da raccontare, senza dover per forza essere un ingranaggio di questa mega saga seriale cinematografica che sfocerà con i prossimi due film sugli Avengers.

Dopo la morte del re T’Chaka, il figlio T’Challa viene incoronato re del Wakanda, una nazione che vive in un sottile equilibrio tra i quattro popoli che lo compongono. L’arrivo di Killmonger rischia però di spezzare l’armonia del paese più sviluppato della Terra.

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Black Panther recensione del film Marvel con Chadwick Boseman

Black Panther non è un film imprescindibile, non è uno di quei film rivoluzionari, ma per gli standard dei cinecomics è un film di svolta, perché rispetto alla maggior parte della produzione di questo genere, ha dalla sua una sceneggiatura e una regia sufficientemente solide, capaci di reggere per intero le due ore, senza che lo spettatore attenda con ansia le famigerate scene post-credits.

Black Panther ha degli effetti speciali piuttosto altalenanti, in compenso però c’è una buona cura delle immagini e dei movimenti di macchina, cosa rara in un cinecomic. Tra i punti di forza del film ci sono senza dubbio le interpretazioni degli attori, a partire da Chadwick Boseman, passando per Michael B. Jordan, continuando con la talentuosa Lupita Nyong’o (una spanna sopra a tutti), concludendo con Danai Gurira, Martin Freeman ed un incredibile Andy Serkis, che interpreta un Ulysses Klaue che ricorda tanto lo Scar de Il Re Leone.

Black Panther

Black Panther è una storia epica, con tutti quegli elementi mitologici e rituali che non possono non far risuonare nello spettatore qualche emozione ancestrale. Ua storia che fino ai titoli di coda è conclusa ed appagante. Poi arrivano le post-credits, e solo lì ci rendiamo conto che abbiamo visto un film del MCU e che c’è altro; almeno in questo caso, l’inserimento di queste scene – cinematograficamente parlando – risulta superfluo, se non controproducente.

Joseph Crisafulli

Redattore | Parcheggiato davanti alla tv, ancora sto lì | Film del cuore: C'Eravamo Tanto Amati | Il più grande regista: Alfred Hitchcock | Attore preferito: Jim Carrey | La citazione più bella: "A Baseball? Ecco, quello si che è uno sport. E dopo aver provato anche quello che altro vuoi fare... volare???" (Space Jam)


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