Dark Night recensione del film di Tim Sutton sulla strage di Aurora

scritto da: Carlotta Guido

Dark Night è un lungometraggio di Tim Sutton, che ne firma anche la sceneggiatura, presentato nella selezione ufficiale del Sundance Film Festival del 2016 e vincitore del Premio Lanterna Magica della sezione Orizzonti durante la 73° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Fulcro del film è il tragico massacro di Aurora, in Colorado, avvenuto la sera del 20 Luglio 2012 quando il giovane James Eagan Holmes decise di sparare in una sala cinematografica piena di spettatori durante la visione del film di Christopher Nolan, Il Cavaliere Oscuro – Il Ritorno.

dark night

La macchina da presa mostra le vicende della giornata precedente al delitto seguendo la vita di sei giovani: quella di Aaron che gioca continuamente ai videogiochi; di Rosie di origine Sudamericana e commessa in un centro commerciale; di Jumper rampollo di una ricca famiglia abbandonato a se stesso; di Eddie veterano di guerra lacerato dall’esperienza; di Summer alla ricerca del successo e sempre alla ricerca del fisico perfetto;  di Bryce un giovane skater e dello stesso attentatore impegnato nella pianificazione del suo gesto.

Dark Night raggiunge lo spettatore ferendolo letteralmente con lo straniamento provocato dalla visione della vita di questi ragazzi, capaci di impersonare – ognuno con le proprie idiosincrasie – lo stato d’essere americano che si allontana sempre di più dalla definizione di “benessere” cui di solito si è abituati a pensare.

Dark Night recensione del film di Tim Sutton sulla strage di Aurora

Questa sensazione perturbante è resa perfettamente dal punto di vista stilistico per tutta la durata del film: Dark Night è un’opera che si regge sui piani d’ascolto, sui rumori, sul rapporto tra la musica – firmate da Maica Armata – e il silenzio. I gesti quotidiani dei ragazzi sono seguiti minuziosamente in modo tale da ricostruirne i profili, le psicologie, mettendo lo spettatore sempre in guardia e facendolo vacillare sulla focalizzazione del personaggio “che andrà a compiere il massacro”.

Di certo la costituzione di Dark Night deve molto a un’opera come Elephant (2003) di Gus Van Sant ma riesce comunque a sviluppare una propria visione, facendo emergere il gusto e la tecnica narrativa di Tim Sutton che firma il suo terzo lungometraggio dopo Pavillion (2012) e Memphis (2013).

Dark Night (qui il trailer italiano) ha la capacità di instaurarsi come un tarlo nella mente dello spettatore ponendolo al confronto diretto con il senso di inadeguatezza che pervade, al giorno d’oggi, le giovani generazioni. Il film sarà nelle sale italiane dal 1 marzo per la distribuzione di Mariposa Cinematografica e 30Holding.

Carlotta Guido

Redattrice | Dopo la visione de Il Padrino Parte II capisce che i suoi film preferiti saranno solo quelli pari o superiori alle tre ore | Film del cuore: Il Padrino | Il più grande regista: Aleksandr Sokurov | Attore preferito: Marlon Brando | La citazione più bella: "Il destino è quel che è, non c’è scampo più per me" (Frankenstein Junior)


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