Fate/Stay Night: Heaven’s Feel I. Presage Flower recensione

scritto da: Riccardo Tanco

Fate/Stay Night: Heaven’s Feel I. Presage Flower è il primo film di una trilogia di opere che racconteranno le vicende dedicate alla terza route della visual novel di base.

Shirou Emiya è un giovane liceale che abita nella città di Fuyuki, conducendo un’esistenza tranquilla assieme all’amica di famiglia Fujimura e con la compagnia dell’amica di scuola Sakura. Un giorno, mentre strani avvenimenti e visioni turbano Shirou, il ragazzo ben presto scoprirà di essere un Mago e di far parte di una millenaria guerra tra sette Maghi in lotta da millenni per la conquista del Santo Graal, oggetto leggendario capace di far esaudire qualunque desiderio.

Assieme alla sua Servant (un guerriero del passato agli ordini del mago) Saber, Shirou decide di partecipare alla guerra per impedire che il Graal finisca in mani sbagliate e per scoprire di più sul suo misterioso passato.

Basata sulla visual novel giapponese Fate/StayNight creata da Kinoko Nasu e illustrata da Takashi Takeuchi nel 2004, che ha prodotto negli anni vari seguiti, prequel (come la serie Fate/Zero) e opere collaterali tra cui l’adattamento in un manga e in una serie animata omonima (inedita in Italia) nel 2006  tratta dalla prima route della  visual novel,  nel 2014 con un lungometraggio e un’altra serie intitolata Fate/StayNight:  Unlimited Blade Works basata sulla seconda route della storia originale (uscita in Italia sulla piattaforma VVID), Fate/StayNight: Heaven’s Feel I. Presage Flower è uscito ad ottobre 2017 nelle sale giapponesi con un grande successo di pubblico. Il film arriva nei cinema italiani nei giorni del 13 e 14 febbraio 2018.

Fate/Stay Night: Heaven’s Feel I. Presage Flower recensione

Diretto da Tomonori Sudou e sceneggiato da Akira Hiyama, Fate/Stay/Night: Heavens’ Feel I. Presage Flower (qui il trailer ufficiale) si pone come un suggestivo adventure fantasy realizzato tramite un mix riuscito di animazione tradizionale e animazione digitale. Messo in scena con un disegno pulito e elaborato e cromaticamente vario che spazia da tonalità visive più chiare a estetiche più scure, l’immaginario visivo dell’opera risulta affascinante e complesso, andando a pescare influenze dall’immaginario fantasy di origine nipponica tra mostri, creature e magie e chiari riferimenti e influenze ad anime come Naruto o Dragon Ball.

Supportato da atmosfere malinconiche e oscure e tematiche archetipiche, il film risulta abbondante per quantità di eventi e personaggi, e di difficile accesso a spettatori neofiti a un microcosmo narrativo che appare ampissimo e intricato, e che la sceneggiatura complicata e piena di elementi di questo primo film della trilogia conclusiva della novel prova non semplicemente a districare.

Non disdegnando momenti dark e di tristezza lontani dal target più giovanile e un sentire quasi funereo delle cose, Fate/Stay Night: Heaven’s Feel I. Presage Flower prova a esplorare con forte ambizione il sentimento e il dovere della giustizia, il senso di colpa per il passato e l’eterna lotta tra bene e male, attraverso il racconto di formazione malinconico del protagonista, che ovviamente lascia in sospeso parecchie questioni in questo primo film ben poco autoconclusivo e che lascia spazio ai già annunciati seguiti.

Riccardo Tanco

Redattore | Comincia ad appassionarsi seriamente al cinema dopo una mistica visione di Pulp Fiction, anche se consapevole che il cinema non è iniziato nel 1994 | Film del cuore: Apocalypse Now | Attore preferito: Al Pacino | La citazione più bella: "Accusare un uomo di omicidio quaggiù era come fare contravvenzioni per eccesso di velocità alla 500 miglia di Indianapolis." (Apocalypse Now)


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