GIRL recensione del film rivelazione del Festival di Cannes 2018

scritto da: Carlotta Guido

Il giovane autore belga Lukas Dhont firma la sua opera prima Girl attirando su di sé l’attenzione di critica e pubblico: premiato al Festival di Cannes con l’ambita Caméra d’Or, ha conquistato anche la sezione un Certain Regard grazie all’interpretazione del protagonista Victor Polster.

Girl non narra di una vita facile, ma di un’esistenza divisa tra indecisioni, forza di volontà e scoperta del proprio essere. La protagonista Lara (Victor Polster) è una sedicenne intrappolata nel corpo di un ragazzo, pronta a dare tutta se stessa per il suo grande sogno, la danza, e la sua più grande necessità, l’operazione per il cambio di sesso.

La strada non è di certo facile: il suo corpo non è abituato al lavoro en pointe e per questo il suo fisico si dimostra, ben presto, incapace di reggere tutto lo stress accumulatosi tra accademia di danza e mantenimento dei rapporti con la sua famiglia.

GIRL dal 27 settembre al cinema

In Girl si assiste alla messa sullo schermo di un connubio indissolubile tra finzione ed esperienze di vita vissuta, poiché l’intreccio è liberamente ispirato ad una vicenda realmente accaduta e l’eccezionale interpretazione del giovane Victor Poster mette in moto il film nella sua interezza.

Il conflitto che Lukas Dhont decide di seguire con la sua macchina da presa si svolge tutto all’interno di Lara: nella sua mente e nel suo corpo, lasciando passare di tanto in tanto uno spiraglio verso il mondo esterno.

La relazione tra Lara e lo spazio circostante è centellinata da incursioni momentanee che servono ad innescare le diverse reazioni nel meccanismo fisico e psicologico della ragazza, così che lo spettatore non debba far altro che focalizzarsi su di lei e sulla sua “condizione”.

Dhont, il cui lavoro attesta un enorme potenziale espressivo, opta per una regia essenziale ma viva, adatta a ridare quel sentimento di intimità che ha intenzione di stringere con il personaggio di Lara.

Seppur utilizzando moduli visivi oramai rodati – macchina a mano che segue la protagonista nella sua quotidianità, obiettivo stretto su di lei, dialoghi calibrati ed essenziali – la “ragazza” dipinta da Lukas Dhonte lascia lo spettatore sconcertato da quanta determinatezza e maturità possa essere emanata da un corpo così fragile e in pieno mutamento.

Girl (qui il trailer italiano ufficiale) è un lungometraggio da scoprire e che fa scoprire, puntando l’obiettivo su un’anima giovane e incredibilmente forte, capace di sbalordire e scioccare allo stesso tempo. Il film è stato selezionato per rappresentare il Belgio ai premi Oscar 2019 nella categoria “Miglior Film Straniero”.

Carlotta Guido

Redattrice | Dopo la visione de Il Padrino Parte II capisce che i suoi film preferiti saranno solo quelli pari o superiori alle tre ore | Film del cuore: Il Padrino | Il più grande regista: Aleksandr Sokurov | Attore preferito: Marlon Brando | La citazione più bella: "Il destino è quel che è, non c’è scampo più per me" (Frankenstein Junior)


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