Jurassic World Il Regno Distrutto recensione del sequel con Chris Pratt

scritto da: Ludovica Ottaviani

Jurassic World Il Regno Distrutto è il titolo dell’atteso secondo capitolo della nuova trilogia nata dalle ceneri del classico cult Jurassic Park, diretto negli anni ’90 da Steven Spielberg che qui si limita a comparire in veste di produttore esecutivo.

Al timone di regia c’è la new entry spagnola Juan Antonio Bayona, che bilancia il proprio stile tradizionale per cercare l’equilibrio giusto per dirigere i protagonisti Chris Pratt e Bryce Dallas Howard  già presenti nel precedente capitolo – e i nuovi acquisti Rafe Spall, Daniella Pineda, Justice Smith, Toby Jones, Ted Levine, James Cromwell e Geraldine Chaplin. Invece spetta agli attori BD Wong e Jeff Goldblum tornare nei proprio ruoli originari, presenti nei precedenti capitoli della saga (basti pensare a Goldblum che riprende il personaggio del Dottor Ian Malcolm).

Tre anni dopo gli eventi che hanno portato alla chiusura del parco a tema Jurassic World, ora l’Isla Nublar che li ospitava è un luogo in stato d’abbandono dove i dinosauri sopravvissuti sono gli unici padroni. Quando il vulcano dormiente dell’isola si sveglia inghiottendo il “rifugio sicuro” dei dinosauri, Claire (Dallas Howard) viene incaricata da Lockwood di organizzare una spedizione per salvarli.

Insieme alla donna e ai suoi due assistenti Zia (Pineda) e Franklin (Smith) parte anche Owen (Pratt), convinto dalla possibilità di ritrovare il velociraptor Blue, ancora in vita ma disperso. Ma una volta arrivato sull’isola, scopriranno che non tutto è come sembra e che dietro la missione c’è una cospirazione che minaccia di riportare la civiltà indietro fino ai tempi della preistoria.

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Jurassic World Il Regno Distrutto (qui il trailer italiano ufficiale) non tradisce le aspettative e, al contrario, colpisce nel segno del proprio compito primario: intrattenere. I 128 minuti del film scorrono fluidi in un susseguirsi di azioni e colpi di scena, regalando la sensazione ogni volta di un velo strappato, di un ostacolo eliminato che permette allo spettatore di avvicinarsi progressivamente alla verità.

Per come è scritto e costruito – dietro la sceneggiatura ci sono Colin Trevorrow (regista del primo Jurassic World) e Derek Connolly – il film coinvolge subito sia chi è un appassionato dell’intera saga “giurassica” ma anche chi è un fruitore occasionale, approdato per caso al film della domenica: la posta in gioco trattata è alta e gli sceneggiatori, pur giocando su meccanismi sicuri e consolidati, cercano di stupire attraverso la spettacolarizzazione, incentivata dalla regia di Bayona.

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Jurassic World Il Regno Distrutto recensione del sequel con Chris Pratt

Quest’ultimo, prolifico autore spagnolo, mette da parte la propria visionarietà confermandosi capace di servire una causa mainstream e regalando, a tratti, la sensazione di déjà vu delle origini, sensazione che investe soprattutto chi era bambino ai tempi del primo Jurassic Park targato Spielberg.

I dinosauri ci sono, affascinano e allo stesso tempo spaventano, colonizzando uno spazio fortemente antropizzato e lasciando i luoghi abituali nei quali erano stati confinati: la paura si insidia nel quotidiano, trasformandolo, alterando e rendendo plausibile uno scenario futuro che automaticamente proietta nei prossimi capitoli della saga, che non potranno fare a meno di sfruttare una posta in gioco così alta.

Ma nonostante il piacere retinico e il gusto per l’intrattenimento, Jurassic World Il Regno Distrutto apre uno spiraglio sulla deriva della Hollywood moderna: sembra, infatti, ormai impossibile prescindere dai reboot e dai remake di un prodotto, portando quindi le saghe storiche ad essere prima riesumate e poi sfruttate all’infinito.

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Le formule alla base di queste operazioni sono sempre molto simili, seguono degli schemi sicuri che fanno leva sul piacere e l’intrattenimento provati nel pubblico: le grandi scene d’azione (ricche di effetti speciali sempre più all’avanguardia) procedono per segmenti spesso lunghi e scissi tra loro, alternati a siparietti e battute affidate a personaggi consolidati o ai soliti caratteristi sullo sfondo.

La “formula Marvel-Disney” sembra ormai aver valicato qualunque confine, invadendo ogni spazio cinematografico rimasto libero: e anche Jurassic World Il Regno Distrutto non sembra esserne immune…

Ludovica Ottaviani

Redattrice | Imbrattatrice di sudate carte a tempo perso, irrimediabilmente innamorata della settima arte da sempre | Film del cuore: Lo Chiamavano Jeeg Robot | Il più grande regista: Quentin Tarantino | Attore preferito: Gary Oldman | La citazione più bella: "Le parole più belle al mondo non sono Ti Amo, ma È Benigno." (Il Dormiglione)


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