La Torre Nera recensione del film con Idris Elba e Matthew McConaughey

scritto da: Ludovica Ottaviani

La Torre Nera è finalmente pronta a vedere la luce del grande schermo: la famosa saga letteraria partorita dalla fervida mente dello scrittore statunitense Stephen King approda al cinema dal prossimo 10 agosto, grazie a Sony Pictures e Media Rights Capital che hanno “rilevato” il progetto dopo un travagliato iter produttivo.

Le numerose difficoltà incontrate lungo il cammino che ha visto mutare La Torre Nera da un progetto di carta a un prodotto audiovisivo sono state notevoli e hanno rallentato i tempi di uscita del progetto stesso: dall’interesse iniziale dimostrato da J. J. Abrams e Damon Lindelof (fan della saga originale composta da sette libri) fino al necessario re-casting e alla comparsa di Nikolaj Arcel al timone di regia, con Ron Howard in qualità di produttore e Akiva Goldsman come sceneggiatore insieme allo stesso King, che si è però limitato a seguire le fasi di sviluppo del progetto, valutandone l’esito finale.

La Torre Nera è un gustoso e godibile “pasticcio”, un intrattenimento per tutti e un vero e proprio rendez vous con gli anni ’80

Solo adesso, dunque, è possibile ammirare il frutto di anni di lavoro, anni travagliati passati a cercare di concentrare, nella limitata durata di 95 minuit, un’opera imponente come quella creata dalla mente dello scrittore. Nei panni dei due carismatici protagonisti troviamo Idris Elba – il pistolero Roland Deschain – e il premio Oscar Matthew McConaughey nei panni del misterioso, ed inafferrabile, stregone nero Walter Padick, presenza costante – sotto altri nomi – dell’enorme e interconnesso universo letterario che popola le opere di King.

Nel Medio-Mondo il temibile stregone nero Walter sta cercando dei bambini psichicamente promettenti per demolire la Torre Nera, una misteriosa costruzione capace di mantenere gli equilibri dell’Universo proteggendolo da mostri e altre malvagie minacce. Ciò che accade nel Medio-Mondo ha effetto anche sulla terra, e precisamente a New York City, dove vive un ragazzino di nome Jake: dopo aver perso il padre vigile del fuoco, è afflitto da tremende visioni apocalittiche che vedono protagonista una Torre e un uomo in nero, oltre ad un misterioso pistolero solitario. Quando capisce che le sue visioni sono in realtà frutto del “tocco”, il potente potere psichico di cui è dotato, Jake è ormai già stato catapultato nel Medio-Mondo, dove cercherà di aiutare Roland, l’ultimo pistolero rimasto, a salvare il proprio universo – e tutti gli altri – dalla minaccia di Walter.

la torre nera

La Torre Nera: nuovo trailer ufficiale con Idris Elba e Matthew McConaughey

Concentrare una saga così famosa nei tempi di un film è stata la vera sfida affrontata dagli sceneggiatori Arcel, Goldsman e Anders Thomas Jensen: contro ogni pronostico catastrofista, La Torre Nera funziona. E anche molto bene, visto che riesce ad intrattenere soprattutto il pubblico che non conosce la saga, fidelizzando quindi nuovi spettatori pronti a seguire le avventure di Roland nel Medio-Mondo a partire da una storia che si colloca, palesemente, in medias res mantenendo una propria linea narrativa drammatica del tutto autonoma, creativa e indipendente rispetto all’originale letterario.

Elba e McConaughey, pur essendo lontani dai personaggi creati da King, prestano intensità e carisma alle caratterizzazioni di Roland e Walter, rendendo credibile l’universo incredibile dello scrittore, sospeso in un guazzabuglio pulp di generi che vanno dal western, allo sci-fi fino al fantasy.

Idris Elba e Matthew McConaughey, pur essendo lontani dai personaggi creati da King, prestano intensità e carisma alle caratterizzazioni di Roland e Walter

In questa dimensione dove il pistolero solitario di Sergio Leone vaga per deserti assolati i cui nomi ricordano la Terra di Mezzo di J.R.R. Tolkien, il risultato finale è un gustoso e godibile “pasticcio” cinematografico, un intrattenimento per tutti e un vero e proprio rendez vous con gli anni ’80: un bambino “peculiare” che scopre il proprio talento quando rimane coinvolto in un’avventura fantastica, mentre sulla terra è condannato ad essere un misfit, un emarginato; un eroe solitario dalle poche parole che compie il proprio viaggio umano nell’arco narrativo del racconto e un antagonista affascinante quanto crudele, incapace di provare pietà o rimorso.

Sembra un tuffo nei ricordi dell’infanzia (di molti) questo La Torre Nera, un revival di un cinema ormai in via d’estinzione, una macchina-cinema complessa ma solida, che dimostra – anche a distanza di tempo, ancora una volta – di saper funzionare in modo autonomo, creando illusioni e sogni che lentamente assumono una propria, indiscutibile, consistenza rendendo appunto possibile l’impossibile.

la torre nera

Ludovica Ottaviani

Redattrice | Imbrattatrice di sudate carte a tempo perso, irrimediabilmente innamorata della settima arte da sempre | Film del cuore: Lo Chiamavano Jeeg Robot | Il più grande regista: Quentin Tarantino | Attore preferito: Gary Oldman | La citazione più bella: "Le parole più belle al mondo non sono Ti Amo, ma È Benigno." (Il Dormiglione)

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