Loving Vincent recensione del primo film interamente dipinto su tela

scritto da: Gabriele Landrini

Loving Vincent, pellicola anglo-polacca interamente dipinta, è un delicatissimo omaggio alle opere e alla vita di un maestro immortale, di un grandissimo artista, di un uomo dalla sensibilità unica. Vincent Van Gogh, una figura problematica e controversa, non è stato solo il padre dell’arte moderna, ma ha rappresentato per il mondo un eccellente esempio di genialità unica nel proprio genere.

Francia, 1891. Armand Roulin (disegnato sulla fattezze di Douglas Booth) riceve dal padre l’incarico di consegnare a Theo Van Gogh una lettera, scritta dal fratello Vincent (Robert Gulaczyk) poco prima che quest’ultimo decidesse di togliersi la vita.

Appresa anche la notizia della morte di Theo, il testardo Armand intraprende allora un viaggio per la campagna francese, che lo porta a conoscere le persone e i luoghi che hanno ispirato le ultime tele dell’artista olandese. Realizzato a partire da oltre mille dipinti rielaborati ed animati, Loving Vincent colpisce naturalmente per l’affascinante tecnica con la quale è stato realizzato.

In un tripudio di colori, di pennellate forti e di tratti decisi, innumerevoli ritratti prendono concretamente vita

In un tripudio di colori, di pennellate forte e di tratti decisi, innumerevoli ritratti prendono concretamente vita, rendendo tangibile quell’infinita umanità di volti e sguardi che Van Gogh ha regalato al mondo: Marguerite Gachet al piano, Il ritratto di Adeline Ravoux, Giovane ragazza in piedi in un campo di grano e Ritratto del dottor Gachet dialogano ad esempio tra loro, scontrandosi e confrontandosi in una danza sia pittorica sia cinematografica.

loving vincent

Loving Vincent recensione del primo film interamente dipinto

Accanto ad una sfilati di immagini che amanti e neofiti sicuramente riconosceranno, si stagliano sullo schermo anche luoghi e passaggi che, superando la costrizione della tela, abbracciano gli spettatori, trascinandoli in un mondo dove la campagna brulicante si apre a sterminati campi di grano, sentieri immersi nel verde e piccole locande dalle stanze claustrofobiche.

Come un’enorme cornice, è tuttavia la celebre Notte stellata ad inaugurare e concludere questo grande quadro vivente: il dipinto forse più famoso di Van Gogh si staglia davanti al pubblico che, accolto dalle rincuoranti tonalità di blu del cielo e di giallo delle stelle, non ha più timore ad addentrarsi in un mondo dove l’arte si intreccia con la realtà senza mai sostituirla.

Loving Vincent è un magnificente affresco e un affascinante omaggio che non solo tenta di riportare in vita il grande artista, ma dialoga e si confronta con le sue più celebri opere

Parallelamente ad una tecnica innegabilmente encomiabile e dai tratti particolari, la storia convince ma non eccelle. Gli ultimi giorni di Van Gogh, ricostruiti progressivamente dal giovane Armand, si tingono di giallo e giocano su logiche tipiche del mistery. Nonostante alcuni passaggi non sempre coinvolgenti, l’idea di non presentare un classico biopic ma di coniugare diversi generi appare vincente, anche alla luce delle ottime dinamiche da romanzo di formazione che puntellano l’evoluzione del protagonista.

Film evento disponibile in sala per un periodo limitato di tre giorni, Loving Vincent è dunque un magnificente affresco e un affascinante omaggio che, per merito di un’animazione inconsueta ma straordinaria, non solo tenta di riportare in vita il grande artista, ma dialoga e si confronta con le sue più celebri opere. 

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Gabriele Landrini

Redattore | Perché il cinema non è solo un'arte, è uno stile di vita | Film del cuore: Gli Uccelli | Il più grande regista: Alfred Hitchcock | Attore preferito: Marcello Mastroianni | La citazione più bella: "Vorrei non amarti o amarti molto meglio." (L'Eclisse)

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