Mary e il Fiore della Strega recensione del film di Hiromasa Yonebayashi

scritto da: Redazione

Tratto dal romanzo “La Piccola Scopa” della scrittrice britannica Mary Stewart scritto nel 1992, Mary e il Fiore della Strega (Mary to Majo no Hana, il titolo originale) è il nuovo film d’animazione del regista giapponese Hiromasa Yonebayashi al suo terzo film in carriera dopo Quando c’era Marnie del 2014 e Arietty – Il Mondo Segreto Sotto il Pavimento del 2010.

Scritto da Yonebayashi assieme a Riko Sakaguchi, il film è la prima realizzazione dello Studio Ponoc, nuovo studio d’animazione nato nel 2015 e fondato dallo Yonebayashi assieme al produttore cinematografico Yoshiaki Nishimura. Il film verrà distribuito nei cinema italiani come uscita evento dal 14 al 20 giugno 2018 grazie a Lucky Red.

Mary Smith è una ragazzina di 10 anni t che sta passando le vacanze estive nella sua casa di campagna. Mentre attende l’arrivo dei genitori, Mary vive nella casa assieme all’anziana prozia Charlotte e alla badante Banks. Un giorno, durante una passeggiata nella foresta Mary trova uno strano tipo di fiore magico chiamato “fiore della strega”, che ha il potere di donare poteri soprannaturali a chi lo possiede.

Grazie al potere del fiore, Mary riesce a volare su una scopa e a raggiungere una prestigiosa università della Magia, diretta dalla misteriosa Madame Mumble e dall’eccentrico Doctor Dee. Interessati a possedere il fiore della strega per condurre ambigui esperimenti di magia metamorfica.

Mary e il Fiore della Strega recensione del film di Hiromasa Yonebayashi

Dopo il notevole e malinconico Quando c’era Marnie, Hiromasa Yonebayashi torna a dirigere un avventura fantasy per ragazzi realizzata con la tecnica dell’animazione tradizionale. Attraverso una messa in scena elegante, Mary e il Fiore della Strega può vantare di un quadro dell’immagine animata pieno e curato nei dettagli e della vivacità cromatica dei colori di ambienti esterni e interni che danno luogo al film. Come lei sue due opere precedenti, Yonebayashi si sofferma su un tratto semplice e pulito del disegno, nonostante la completezza e la complessità visiva che supportano il film.

Già dal bellissimo incipit, Mary e il Fiore della Strega offre varie intuizioni visive pescando dall’immaginario fantastico/magico tra creature e incantesimi, citando varie volte sia come riferimento visivo che narrativo il nume tutelare del cinema di Miyazaki, ma cercando comunque una propria identità per abilità inventiva e fantasiosa creatività nella realizzazione di un mondo magico e dei suoi personaggi. Rimane d’obbligo un retaggio delle opere dello Studio Ghibli a cui Yonebayashi si riferisce tramite un film d’animazione rivolto a un target ben preciso, ma che racconta con delicatezza di sentimenti e del contrasto tra magia e natura.

Mary e il Fiore della Strega (qui il trailer italiano ufficiale) è un racconto di formazione sul credere in sé stessi e sul non arrendersi mai, caratteristica che rende la protagonista Mary non troppo diversa dalle eroine di Miyazaki, seppur non con la stessa complessità o epica. In un racconto soprattutto innocuo, dove gli elementi principali sono magia e dolcezza, trova comunque posto una riflessione più adulta sui limiti della scienza e dell’umano nei riguardi della natura, e sull’impossibilità degli stessi umani di carpire segreti di un mondo magico che non li appartiene.

Redazione

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