Never Ending Man recensione del doc dedicato a Hayao Miyazaki

scritto da: Riccardo Tanco

Nel settembre del 2013 il celebre regista giapponese Hayao Miyazaki annuncia il proprio ritiro dall’attività lavorativa, dopo aver diretto Si alza il vento, suo ultimo film d’animazione. Circa due anni dopo, nel gennaio del 2015, Miyazaki decide di tornare al lavoro presso lo Studio Ghibli per la realizzazione di un cortometraggio animato in CGI intitolato Boro il bruco.

Uscito in Gappone con una messa in onda televisiva nel novembre 2016 e presentato in anteprima italiana all’edizione 2017 del Lucca Comics and Games, Never Ending Man è un film diretto e narrato dal regista giapponese Kaku Arakawa che racconta l’inaspettato ritorno al lavoro di Hayao Miyazaki, due anni più tardi all’annuncio del suo ritiro dato nel 2013.

Uno dei più grandi registi d’animazione del cinema

Con la voce narrante dello stesso Arakawa, il regista realizza un film documentario dedicato a uno dei più grandi registi d’animazione del cinema, seguendo l’autore di Il mio vicino Totoro e La cità incantata attraverso la sua quotidianità e attraverso il suo ritorno al lavoro presso il famoso Studio Ghibli, per concepire un nuovo cortometraggio animato realizzato in computer grafica.

Never Ending Man si alterna tra la figura pubblica di Miyazaki regista alle prese con il proprio team di lavoro e quella più personale di uomo alle prese con l’età. Quello che ne viene fuori, oltre al divertente ed appassionante ritorno di Miyazaki sui suoi passi, è un interessante riflessione sulla vita e sul lavoro del regista giapponese, a cui Never Ending Man regala una dimensione più privata e inedita, dove Miyazaki si racconta tra i successi della sua carriera, l’importanza del suo lascito e la volontà di guardare al futuro.

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Never Ending Man recensione del doc dedicato a Hayao Miyazaki

Se il tono del documentario resta su leggero ed ironico, Never Ending Man riesce a toccare corde più tristi attraverso gli occhi del proprio protagonista, tra la gloria del passato e le necessità di guardare avanti. Oltre a un analisi un po’ buffa e malinconica di Miyazaki celebre autore e personaggio, il film si concentra soprattutto sull’etica professionale del regista alle prese con un nuovo progetto, un cortometraggio in CGI dove Miyazaki trasmette passione e dedizione al giovane team dello Studio Ghibli con cui collabora.

I metodi di lavoro di Miyazaki, tra talento e perfezionismo

Never Ending Man (qui il trailer ufficiale) si concentra sui metodi di lavoro di Miyazaki, tra talento e perfezionismo, narrandone la complessità della creazione artistica e i difficili compromessi tra un’ idea e la propria realizzazione. Resta anche l’interessante incontro/contrasto tra Miyazaki e la tecnologia CGI dove il regista ne loda le infinite potenzialità e possibilità, seppur con sguardo nostalgico al metodo meno meccanico del disegno a mano dei suoi film, nonostante l’accettazione divertita del futuro attraverso il lavoro con animatori più giovani.

In questo documentario su Miyazaki, rivolto a fan e non, rimane soprattutto la grande umiltà di un autore pronto a mettersi in gioco e in discussione sia nel proprio lavoro da regista sia nella volontà di guardare oltre nella vita. Never Ending Man sarà al cinema soltanto oggi 14 novembre, grazie a Nexo Digital (elenco delle sale su www.nexodigital.it).

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Riccardo Tanco

Redattore | Comincia ad appassionarsi seriamente al cinema dopo una mistica visione di Pulp Fiction, anche se consapevole che il cinema non è iniziato nel 1994 | Film del cuore: Apocalypse Now | Attore preferito: Al Pacino | La citazione più bella: "Accusare un uomo di omicidio quaggiù era come fare contravvenzioni per eccesso di velocità alla 500 miglia di Indianapolis." (Apocalypse Now)

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