Peter Rabbit recensione del film live action con Domhnall Gleeson

scritto da: Gabriele Landrini

Tratto dal celebre racconto nato dalla fantasia di Beatrix Potter, Peter Rabbit (qui il trailer italiano ufficiale) arriva al cinema portando con sé una buona dose di umorismo slapstick e di pacata dolcezza. Doppiato in italiano da Nicola Savino, il coniglio pasticcione prende dunque vita grazie alla computer grafica, combinando guai ai danni dell’austero Domhnall Gleeson e tentando di conquistare l’affetto della bella Rose Byrne.

Dopo l’improvvisa morte dell’anziano zio (Sam Neill), Thomas McGregor (Gleeson, appunto) scopre di essere diventato proprietario di una grande magione, dislocata nella campagna inglese poco distante da Londra. Giunto sul posto con lo scopo di ristrutturare l’abitazione, il giovane si trova tuttavia a doversi confrontare con una serie di inaspettati vicini: gli animali del bosco.

peter rabbit

Tra tutti, il coniglio Peter, con l’aiuto delle tre sorelline minori e del cugino Benjamin, si rivela uno spietato avversario, disposto a tutto per rubare leccornie dall’orto della villa. Le cose peggiorano ulteriormente quando Thomas inizia a legarsi sentimentalmente con Bea (Rose Byrne), l’affascinante ragazza della porta accanto a cui Peter vuole molto bene.

Co-produzione americo-australiana dal sapore deliziosamente britannico, Peter Rabbit è un film per famiglia che, nonostante qualche piccolo difetto, riesce a convincere grazie alla sua spensieratezza e a dimostrarsi particolarmente adatto per un pubblico infantile. L’umorismo, sapientemente calibrato nella prima parte e eccessivamente parodistico nella seconda, è infatti perfetto per i bambini, che probabilmente adoreranno i machiavellici scherzi ideati da Peter.

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Peter Rabbit recensione del film live action con Domhnall Gleeson

Per un pubblico adulto, il ritmo troppo surreale della parte centrale potrebbe al contrario sembrare esagerato, anche se re-inquadrato in un incipit e in un finale narrativamente molto stabili. Quello che colpisce della storia è quindi che, nonostante una struttura innegabilmente minimale e fantasiosa, non perda mai il filo logico, permettendo agli spettatori di uscire comunque soddisfatti.

Molto riuscita è poi la storia d’amore tra i due protagonisti. Con alle spalle una versione favolistica e romantica della campagna inglese, l’innamoramento tra Thomas e Bea appare infatti dolce al punto giusto, non sfociando naturalmente nello smielato ma risultando comunque coinvolgente e degnamente rappresentato.

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Domhnall Gleeson, visto recentemente in Star Wars Gli Ultimi Jedi e nel criticabile Vi Presento Christopher Robin, si conferma inoltre essere uno dei migliori attori inglesi di nuova generazione: sebbene il ruolo non sia tra i più sfaccettati e profondi, Gleeson riesce a fondere in Thomas accenni parodistici ad elementi umanizzanti, che si equilibrano con coerenza soprattutto nella prima e nell’ultima parte.

Nell’era della perfezione digitale, inutile dire che anche gli animali in computer grafica sono indubbiamente realistici, sembrando veri quasi quanto i loro colleghi in live action. A più di cent’anni dal suo esordio su carta, il pestifero Peter Rabbit sbarca quindi al cinema, diventando l’assoluto protagonista di un lungometraggio che, tralasciando qualche difetto, piacerà sicuramente ai più piccini.

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Gabriele Landrini

Redattore | Perché il cinema non è solo un'arte, è uno stile di vita | Film del cuore: Gli Uccelli | Il più grande regista: Alfred Hitchcock | Attore preferito: Marcello Mastroianni | La citazione più bella: "Vorrei non amarti o amarti molto meglio." (L'Eclisse)


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