Rimetti a Noi i Nostri Debiti recensione del primo film Netflix italiano

scritto da: Gabriele Landrini

Disponibile su Netflix dallo scorso 4 maggio, Rimetti a Noi i Nostri Debiti segna un traguardo importante per il cinema italiano: il film di Antonio Morabito è infatti il primo lungometraggio tricolore distribuito in esclusiva dal colosso dello streaming americano e, in quanto tale, è disponibile in oltre 150 paesi del mondo. Uno compito importante quello perseguito dal lungometraggio con Claudio Santamaria e Marco Giallini, che sembra però non riuscire ad assolvere con successo.

Allontanandosi dalla ben più rodata tradizione della commedia satirica, Rimetti a Noi i Nostri Debiti racconta infatti una poco ritmata storia dai toni drammatici, incentrata sul personaggio di Guido (Santamaria), un povero disoccupato che, letteralmente assillato da un’agenzia di recupero crediti, si propone di lavorare per quest’ultima a titolo gratuito fintanto che non avrà restituito la somma inizialmente pattuita. Con l’aiuto del perfido e disilluso collega Franco (Giallini), Guido entra però in un vortice di violenza, da cui difficilmente riuscirà ad evadere.

Rimetti a Noi i Nostri Debiti

Nonostante due attori generalmente capaci di interpretazioni brillanti o volutamente cupe, il primo film italiano targato Netflix colpisce fin dalle prime sequenze per una strutturale e pervasiva mancanza di dinamismo, che non permette agli spettatori di appassionarsi in alcun modo alle vicende o ai personaggi che si muovono sulla scena.

Con alcuni sotto-testi tipici del cinema di denuncia, il lungometraggio di Morabito si struttura in un susseguirsi di sequenze eccessivamente lunghe che solo con fatica riescono a concludersi, tanto da sfociare in dialoghi spesso non funzionali alla narrazione o comunque proiettati verso una marcata vacuità concettuale.

Rimetti a Noi i Nostri Debiti recensione del primo film Netflix italiano

Pur presentando una regia e una fotografia coerenti e ben sviluppate, Rimetti a Noi i Nostri Debiti (qui il trailer ufficiale) rifugge dunque le più basilari logiche dell’immedesimazione e del coinvolgimento emotivo, creando svariati personaggi secondari a volte abbozzati e altre volte semplicistici. Solo due sono le figure davvero riuscite: si sta naturalmente parlando dei protagonisti.

Forse a causa del maggior spazio dedicatogli o forse grazie a due attori capaci di colorire ruoli anche sulla carta abbastanza sfaccettati, le figure di Guido e Franco colpiscono per essere due spaccati del popolo italiano, riflessi entrambi di una crisi perenne ed ineludibile che a proprio modo ha corrotto anche gli spiriti più puri.

In questo senso, degni di nota sono sicuramente Claudio Santamaria e Marco Giallini che, equilibrando perfettamente caratterizzazioni co-esistenti ma opposte, dimostrano che non tutto il panorama divistico del cinema italiano è in realtà deprecabile, ma che anzi può contare su alcuni interpreti dalle ottime capacità.

Sebbene sia assolutamente lodevole nelle sue prestazioni più tecniche e nelle performances dei due attori principali, Rimetti a Noi i Nostri Debiti è pertanto un film poco riuscito il quale, pur essendo destinato al grande pubblico italiano ed internazionale, pecca proprio sull’intrattenimento e condanna l’intera operazione ad un malaugurato fallimento.

Gabriele Landrini

Redattore | Perché il cinema non è solo un'arte, è uno stile di vita | Film del cuore: Gli Uccelli | Il più grande regista: Alfred Hitchcock | Attore preferito: Marcello Mastroianni | La citazione più bella: "Vorrei non amarti o amarti molto meglio." (L'Eclisse)


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