Star Wars Gli Ultimi Jedi recensione del film di Rian Johnson

scritto da: Gabriele Landrini

A due anni dall’ultimo capitolo e ad un anno dallo spin-off Rogue One A Star Wars Story, Rey (Daisy Radley), Leila (la compianta Carrie Fisher) e Luke (Mark Hamill) sono finalmente pronti a tornare sul grande schermo con Star Wars Gli Ultimi Jedi (qui il trailer), ottavo episodio della famosissima saga dedicata alle battaglie interstellari e all’eterno scontro tra bene e male.

E così, come da tradizione, la nuova pellicola diretta da Rian Johnson non delude le aspettative. Fin dalla prima sequenza, l’azione e gli effetti speciali si avvicendano infatti con rapidità e dinamismo, riuscendo immediatamente a trasportare il pubblico in quell’universo sterminato che da quattro decenni appassiona generazioni e generazioni di spettatori.

Ecco dunque che nel ritmo, nel coinvolgimento e nell’irrefrenabile susseguirsi di colpi di scena poggia la forza dell’intera saga e, naturalmente, di questo capitolo. Mentre la trama racconta nuovamente il conflitto tra il lato oscuro del Primo Ordine e i pochi ribelli della Resistenza, a stupire ed emozionare sono pertanto i vari conflitti tra i personaggi e le loro successive battaglie. Soprattutto Poe Damon, interpretato da un bravissimo Oscar Isaac, intraprende una delle maturazioni più interessanti e coinvolgenti.

In perfetta continuità con il primo lungometraggio di questa nuova trilogia, Star Wars Gli Ultimi Jedi non rinuncia tuttavia ad un tocco nostalgico, che si personifica principalmente nella figura di Luke Skywalker. Raccolto metaforicamente il testimone che in precedenza fu di Harrison Ford, Mark Hamill diventa infatti emblema di un passato che sembra non essere stato dimenticato.

star wars gli ultimi jedi

Star Wars Gli Ultimi Jedi recensione del film di Rian Johnson

Il suo personaggio, così come l’incontro-scontro che vive con la speranzosa Rey, richiama infatti le avventure de L’impero colpisce ancora, riuscendo però a mantenere un’indipendenza narrativa che nel settimo capitolo parzialmente mancava. Soprattutto nella seconda parte, la storia si fa infatti carica di imprevisti, che stupiranno positivamente lo spettatore.

Allo stesso modo, la regia accorta di Johnson rispetta ed omaggia i lungometraggi precedenti: i tagli di montaggio, i viaggi alla velocità della luce e le inaspettate apparizioni di figure storiche richiamano ad esempio la trilogia originale, riprendendo con coerenza quei modelli stilistici che ancor oggi appaiono fondamentali nel micro-cosmo dei vari Star Wars. Se l’effetto nostalgia risulta vincente in questi frangenti, il suo totale rovesciamento appare addirittura geniale nella caratterizzazione del lato oscuro.

Kylo Ren, contrariamente all’iconico Darth Vader, diventa infatti una figura complessa e affascinante, capace di distaccarsi totalmente dal cattivo a cui eravamo abituati. Giocando con maestria con una personalità inimitabile, Adam Driver dipinge quindi un nuovo prototipo di malvagio, inaspettato ma assolutamente riuscito. Parallelamente, ottimo è anche Domhnall Gleeson che, con il personaggio-macchietta del generale Hux, diverte ed incuriosisce.

Se tanto si potrebbe ancora dire su alcune spettacolari sequenze (che è meglio non anticipare) e su altri celebri personaggi (si può davvero non citare l’adorabile BB-8?), appare invece fondamentale concludere sottolineando che Star Wars Gli Ultimi Jedi, a quarant’anni da Una Nuova Speranza, riesce ad intrattenere ed emozionare, confermando il successo di una saga che si dimostra ancora unica ed ineguagliabile.

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Gabriele Landrini

Redattore | Perché il cinema non è solo un'arte, è uno stile di vita | Film del cuore: Gli Uccelli | Il più grande regista: Alfred Hitchcock | Attore preferito: Marcello Mastroianni | La citazione più bella: "Vorrei non amarti o amarti molto meglio." (L'Eclisse)

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