The Big Sick recensione della commedia con Kumail Nanjiani

scritto da: Gabriele Landrini

Presentato al Sundance Film Festival e vincitore all’ultima edizione del Festival di Locarno, The Big Sick (qui il trailer) ha fin da subito conquistato il cuore della critica e del grande pubblico, rivelandosi un inaspettato successo al botteghino americano.

Tratto dalla storia vera dell’attore pakistano Kumail Nanjiani, il film ricrea la relazione che quest’ultimo ha intrapreso con Emily (Zoe Kazan), studentessa di psicologia conosciuta durante una serata di cabaret. Giocando con un registro contemporaneamente comico e drammatico, la storia si focalizza principalmente su un periodo di malattia della ragazza che, dopo pochi mesi di frequentazione con il protagonista, entra in coma per cause inizialmente ignote.

La genuinità della storia d’amore, scissa tra un romanticismo mai melenso e una prontezza di spirito rara e coinvolgente, si prefigura fin da subito come la carta vincente dell’intero progetto

La genuinità della storia d’amore, scissa tra un romanticismo mai melenso e una prontezza di spirito rara e coinvolgente, si prefigura fin da subito come la carta vincente dell’intero progetto, il quale trasporta sulla scena una vicenda profonda e sfaccettata, mai propensa a sfociare in stereotipi o in banalità.

Gli elementi romance, generalmente eccessivi in prove di questo genere, si bilanciano qui alla perfezione con le tematiche più disparate, come ad esempio lo scontro culturale e il conflitto generazionale. Allineandosi al tradizionale rapporto di coppia, il confronto ritorna dunque come leit motiv costante, declinandosi però in modi insoliti che, pur non essendo sicuramente nuovi, sfruttano modalità inedite di rappresentazione e messa in narrazione.

the big sick

The Big Sick recensione della commedia con Kumail Nanjiani

Il rapporto tra genitori e figli – filtrato da una cultura pakistana sentita come estranea da Kumail – e quello tra (ex) fidanzato e (mancati) suoceri permettono di toccare i massimi apici di divertimento ed emozione, raccontando come persone diverse e spesso incomprensibili possano essere accomunate dall’affetto e dall’amore.

Soprattutto la sempre brava Holly Hunter, qui nel ruolo della madre della ragazza malata, dipinge un personaggio in costante evoluzione, capace di essere sia un genitore protettivo sia una donna risoluta e combattiva. L’iniziale lotta con il protagonista e la successiva amicizia che i due stringono riesce a convincere pienamente lo spettatore, il quale più di una volta si troverà ad alternare attimi di coinvolgimento emotivo a momenti di pura ilarità.

The Big Sick è una storia profonda e sfaccettata che, con un brillante umorismo e una delicata sensibilità, conquista per l’ottimo intreccio di temi differenti e per l’alchimia di personaggi spesso opposti

Contestualizzato in un discorso indubbiamente più drammatico, l’umorismo conquista inoltre per l’intelligenza e la sagacia: non scivolando mai in banalità ormai eccessivamente diffuse, le battute risultano quasi sempre esilaranti e riescono a strappare numerose risate. Nanjiani, comico prima ancora di attore, è naturalmente una sicurezza in tal senso, grazie alle innumerevoli sitcom a cui ha preso parte negli ultimi anni.

Commedia ma non troppo, The Big Sick è quindi una storia profonda e sfaccettata che, con un brillante umorismo e una delicata sensibilità, conquista per l’ottimo intreccio di temi differenti e per l’alchimia di personaggi spesso opposti.

the big sick

Gabriele Landrini

Redattore | Perché il cinema non è solo un'arte, è uno stile di vita | Film del cuore: Gli Uccelli | Il più grande regista: Alfred Hitchcock | Attore preferito: Marcello Mastroianni | La citazione più bella: "Vorrei non amarti o amarti molto meglio." (L'Eclisse)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Creazione Siti WebSiti Web Roma