The Equalizer 2 – Senza Perdono recensione del sequel con Denzel Washington

scritto da: Ludovica Ottaviani

The Equalizer 2 – Senza Perdono è il sequel dell’omonimo film diretto da Antoine Fuqua che segna il ritorno, sul grande schermo, dell’eroe combattuto e crepuscolare interpretato da Denzel Washington, che dimostra di non saper rinunciare ancora una volta ad un nuovo ruolo action.

Nel film, Washington torna a vestire i panni di Robert McCall, ex agente della CIA ora in pensione che era già stato protagonista della serie tv – targata anni ’80 – Un Giustiziere a New York, alla quale si ispira il franchise diretto da Fuqua.

McCall è un laconico tuttofare in incognito, inflessibile giustiziere (della notte, ma non solo) sempre pronto a difendere le persone oppresse, sfruttate o in difficoltà. Ma cosa sarà disposto a fare quando saranno proprio le persone a cui tiene – e che ama – a trovarsi in serio pericolo?

the equalizer 2

The Equalizer 2 – Senza Perdono (qui il trailer italiano ufficiale) rappresenta il primo sequel della carriera di Washington: non è un caso, quindi, se l’attore torna a vestire i panni iconografici di McCall in un film tratto da un serial, ridefinendo insieme a Fuqua i contorni di quello che sembra, a tutti gli effetti, un nuovo franchise “seriale” a sfruttamento intensivo pronto ad approdare sotto il sole di Hollywood.

Rispetto al precedente capitolo, che rappresentava una piacevole variazione sul tema del “giustiziere della notte” pronto a tutto, questo secondo atto delle avventure di McCall mostra qualche leggera crepa qua e là nascosta tra le solide pareti dell’intrattenimento mainstream.

Washington è la colonna portante del progetto, affiancato da comprimari – Bill Pullman, Melissa Leo e Pedro Pascal – intensi pur se coinvolti in ruoli minori o addirittura in veloci camei; non è la prima volta che si vede l’attore americano calato nei panni di un vendicatore dal passato oscuro e dal presente complesso, come era già accaduto ad esempio in Man on Fire del compianto Tony Scott.

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The Equalizer 2 – Senza Perdono dal 13 settembre al cinema

E nemmeno Antoine Fuqua è un regista sprovveduto, lontano dalle logiche tensive dell’action più testosteronico (come non ricordare la loro felice collaborazione in Training Day?); questo sequel tarda a decollare, prepara un lungo set up iniziale che contribuisce semplicemente a rallentarne il ritmo, fino ad arrivare ad un secondo atto pronto a recuperare quota nonostante le pecche della sceneggiatura.

Se nel primo film il fattore novità non era trascurabile, questa volta allo sceneggiatore Richard Wenk spettava l’oneroso compito di superare le aspettative, alzando la posta in gioco e intercettando contemporaneamente il gusto e il desiderio del pubblico. Ma lo script di The Equalizer 2 – Senza Perdono è fragile, soggetto ad un ritmo incostante e spezzato, con tre atti distinti.

Con un set up lento e dispersivo, un atto centrale dalla forte personalità – colpi di scena inclusi – e un terzo atto come nella migliore tradizione hollywoodiana, il sequel riesce comunque a superare i propri stessi limiti, diventato un dignitoso secondo capitolo a tutti gli effetti, seguito ideale del primo nonché perfetta metà della mela, capace di completare un ideale percorso vincente sul piano della lunga distanza audiovisiva.

The Equalizer 2 – Senza Perdono rimane comunque un secondo capitolo all’altezza delle aspettative pur ripiegando su toni e situazioni più convenzionali. La promessa nei riguardi dell’intrattenimento viene mantenuta e il pubblico non potrà non seguire, con curiosità e quel pizzico di catarsi da grande schermo, le mirabolanti imprese di McCall, il paladino degli oppressi e dei più deboli, sempre pronto a mettersi in discussione e a non tirarsi indietro quando il gioco si fa duro, come ogni eroe metropolitano che si rispetti.

Ludovica Ottaviani

Redattrice | Imbrattatrice di sudate carte a tempo perso, irrimediabilmente innamorata della settima arte da sempre | Film del cuore: Lo Chiamavano Jeeg Robot | Il più grande regista: Quentin Tarantino | Attore preferito: Gary Oldman | La citazione più bella: "Le parole più belle al mondo non sono Ti Amo, ma È Benigno." (Il Dormiglione)


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