Un Appuntamento Per la Sposa recensione del film di Rama Burshtein

scritto da: Irene Caltabiano

Un Appuntamento Per la Sposa è solo apparentemente un film sul matrimonio. Il titolo in questo caso è fuorviante, un nome che sa di commedia sentimentale. E, in parte, il nuovo film di Rama Burshtein, regista ebrea in ascesa che abbiamo imparato a conoscere alla Biennale di Venezia con il suo Fill the Void – Sposa Promessa, possiede quel sapore romantico e divertente che, dopo tante peripezie, fa sperare nel classico lieto fine.

Ma la seconda fatica di questa rappresentante della comunità ebreo-ortodossa (nata a New York ma cittadina di Tel Aviv), che finora sembra aver fatto delle pellicole sulla tradizione giudaica matrimoniale il suo cavallo di battaglia, è soprattutto una storia di fede. Fede cieca nel potere divino.

Magnificamente interpretata da Noa Toller, Michal è un personaggio difficile da dimenticare

Michal ha 32 anni. Un mese prima di convolare a nozze, di fronte al menu del pranzo di matrimonio, il futuro sposo le rivela di non amarla più. Annullare tutto? Nient’affatto. La determinata protagonista non ha alcuna intenzione di rinunciare al suo sogno solo perché manca la controparte. Decide così di lasciare tutto com’è, confidando che, dopo tutta una serie di appuntamenti galanti svoltisi nell’arco di dieci giorni, dallo sfigato all’affascinante rockstar, Dio le riserverà l’uomo giusto.

Magnificamente interpretata da Noa Toller, Michal è un personaggio difficile da dimenticare. Lunatica e cocciuta ai limiti dell’insensatezza, ci si affeziona subito a questa paladina dell’amore, non bellissima, fragile e forte allo stesso momento. Perché in potenza Michal potremmo essere tutte noi, messe di fronte a un bivio della vita così pesante. E chi avrebbe avuto una fiducia così immensa nel futuro da non rinunciare al sogno di un amore?

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Un Appuntamento Per la Sposa recensione del film

Tutto il film è votato alla semplicità di scena compensata sapientemente da un copione ben dosato, costellato da dialoghi tanto originali quanto veri, che esprimono a pieno la lotta interiore di una donna combattuta tra il lasciarsi andare alla disperazione e il rinnovare ancora una volta la sua convinzione. Fino all’ultimo, anche quando sembra palese la sconfitta.

Per questo motivo Un Appuntamento Per la Sposa è così simile ma in fondo così diverso dalle sue sorelle statunitensi. Si ride ma ci si angoscia nello stesso momento, passando dalla leggerezza allo sconforto. Viviamo e sentiamo tutto quello che prova Michal; e, contemporaneamente, rimoduliamo la nostra idea del matrimonio e dell’amore, facciamo nostre le sue paure, in primis la solitudine, il giudizio insondabile della società che pesa sulle ultra-trentenni non ancora maritate, serpeggiante e trasversale in molte culture.

Il film è votato alla semplicità di scena compensata sapientemente da un copione ben dosato, costellato da dialoghi tanto originali quanto veri

Una premessa gustosa, che stimola l’attenzione dello spettatore ma infine veicola un messaggio che tutto è tranne che confortante. Fede incondizionata o puro terrore di essere condannate allo zitellaggio? E se lo sposo infine non fosse arrivato? Forse sarebbe stata più interessante vedere una Michal che, nonostante tutto, riprende in mano la propria vita. E senza bisogno di un sacramento di mezzo.

un appuntamento per la sposa

Irene Caltabiano

Redattrice | Con la testa fra le nuvole e lo sguardo verso il mondo, convinta che il cinema ci salverà | Film del cuore: Nuovo Cinema Paradiso | Il più grande regista: Federico Fellini | Attore preferito: Jack Nicholson | La citazione più bella: "La vita è come una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita" (Forrest Gump)

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