Unsane recensione del film di Steven Soderbergh con Claire Foy

scritto da: Lucia Lorenzini

Girato con un Iphone 7 Plus in solo due settimane, arriva al cinema Unsane di Steven Soderbergh. Il regista della trilogia di Ocean’s non è il primo a percorrere questa strada: Sean Baker ha utilizzato un iPhone del modello precedente, nel 2015, per girare Tangerine.

In realtà, il regista non è neanche nuovo ad esperimenti di questo tipo: la sua nuova miniserie della HBO Mosaic con Sharon Stone è stata rilasciata come app mobile che consente agli spettatori di passare da una prospettiva a un’altra. Nelle interviste, Soderbergh ha spiegato che questo è un metodo “liberatorio” e ha giurato che lo impiegherà anche per altri progetti: “Penso che questo sia il futuro” , dice. Soderbergh ha aggiunto così un nuovo punto di vista alla sua visione di cinema.

Unsane racconta la storia di Sawyer Valentini, una giovane donna, vittima di stalking, che lascia Boston per la Pennsylvania in cerca di una nuova vita. Ma il nuovo lavoro non è l’affascinante opportunità che si aspettava: nella nuova città non si sente mai al sicuro, il passato la perseguita. Così decide di consultare una specialista, ma si ritroverà involontariamente sottoposta a un trattamento presso l’Highland Creek Behavioral Center.

Nella clinica psichiatrica si ritrova faccia a faccia con la sua più grande paura: ma è reale o solo frutto della sua mente? Nessuno sembra credere alle sue parole e di fronte ad autorità incapaci o riluttanti ad aiutarla, Sawyer è costretta ad affrontare da sola i fantasmi del passato.

Unsane recensione del film di Steven Soderbergh con Claire Foy

L’approccio rapido e sporco di Soderbergh funziona come scommessa concettuale, piuttosto che come intrattenimento. L’unico elemento che spinge a proseguire nella visione del film, mentre la storia diventa sempre più scoraggiante, sono gli attori. In questo intreccio emerge Claire Foy. L’attrice ha trovato la fama interpretando la regina Elisabetta II nelle due stagioni di The Crown; in Unsane ha un ruolo meno restrittivo: è febbrile, arriva a urlare, agitarsi e combattere.

Il film a basso budget, scritto da James Greer e Jonathan Bernstein, non passerà di certo alla storia come thriller psicologico, ma sicuramente sarà analizzato per la nuova tecnologia utilizzata. Soderbergh ha armato il suo iPhone con tre obiettivi; uno di questi, un 18 mm grandangolare, è il più utilizzato, grazie alla possibilità di estendere la profondità del campo visivo e di “elasticizzare” l’immagine.

Soderbergh gioca con la prospettiva in modo inventivo, distorcendo i bordi dell’immagine al fine di espanderle, una deformazione che si integra con il mondo disturbato e inquietante di Sawyer. Il regista usa il suo telefono come se fosse una macchina fotografica 3D: inquadra oggetti comuni in primo piano, lasciando l’azione in background occupata e ingannevolmente distante, tradendo un’esuberanza simile in sala di montaggio.

Unsane (qui il trailer italiano ufficiale) è un film sperimentale: prende una storia semplice e convenzionale, con pochi colpi di scena, e prova una tecnica che dà origine a uno stile nuovo e spontaneo, in forte contrasto con il lavoro precedente del suo regista e con i film d’azione convenzionali di Hollywood.

Lucia Lorenzini

Redattrice | Dipendente da cinema e serie tv fin da quando ha iniziato a usare il telecomando | Film del cuore: Casablanca | Il più grande regista: Martin Scorsese | Attore preferito: Leonardo DiCaprio | La citazione più bella: "Luke, sono tuo padre" (Star Wars Episodio V - L'Impero Colpisce Ancora)


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