Venom recensione del cinecomic di Ruben Fleischer con Tom Hardy

scritto da: Stefano Terracina

Dopo anni e anni di estenuante attesa, la Sony Pictures regala finalmente ai fan l’agognato standalone interamente dedicato al protettore letale, una delle più celebri nemesi dell’Uomo Ragno. Dal 4 ottobre arriva nelle sale cinematografiche italiane Venom, film ambientato nell’universo di Spider-Man Homecoming (reboot realizzato in seguito all’accordo tra Marvel e Sony per la produzione di un nuovo film dedicato al simpatico arrampicamuri) ma completamente slegato dal Marvel Cinematic Universe.

Venom rappresenta il primo tassello di un puzzle cinematografico più ampio: la Sony si prepara a gettare le fondamenta di un universo cinematografico totalmente inedito, dedicando ai più famosi nemici di Spider-Man tutta una serie di nuove pellicole. A Ruben Fleischer (regista di Benvenuti a Zombieland e Gangster Squad) il compito di catturare attraverso la macchina da presa l’essenza del personaggio nato dalla mente e dalla penna di David Michieline e Todd McFarlane; al candidato all’Oscar Tom Hardy (Mad Max: Fury Road, Revenant – Redivivo) quello di rappresentarne sul grande schermo la migliore versione possibile.

Venom di Ruben Fleischer con Tom Hardy al cinema dal 4 ottobre

Venom è un cinecomic inclassificabile: una sorta di ibrido atemporale che arriva al cinema in un momento cinematografico di svolta definitiva nella storia dei cinecomics targati Marvel. Il primo esperimento della Sony destinato a lanciare un universo condiviso nuovo di zecca sembra ignorare completamente tutte le evoluzioni formali e contenutistiche che hanno caratterizzato la cronistoria del cinema dedicato ai supereroi: Fleischer e la squadra di produttori preferiscono puntare sull’effetto nostalgia, concependo un film che per estetica, ritmo e soluzioni narrative sembra provenire direttamente dagli anni ’90.

È innegabile che in Venom ci siano tutta una serie di elementi che affascinano e seducono: il prologo del film è davvero ben costruito, così come tutta la prima parte in cui veniamo a conoscenza dei personaggi e delle dinamiche che intercorrono fra loro; le scene d’azione sono concitante ma travolgenti (soprattutto lo scontro finale, così esagitato e nervoso); il design del simbionte alieno è impeccabile (nonostante i puristi della controparte cartacea abbiano già storto il naso per la mancanza di alcuni dettagli estremamente marginali).

Ciò che proprio non funziona in Venom è la scrittura: non sono bastate quattro mani (tra cui quelle di Jeff Pinkner, sceneggiatore de La Torre Nera e Jumanji – Benvenuti nella Giungla) ad impedire al film di Fleischer di scadere nella prevedibilità e nella banalità. Soprattutto nella seconda parte, la pellicola risulta fin troppo ingenua, tristemente penalizzata da dialoghi arrufati e da battute non particolarmente acute (alcune davvero inconcepibili!), e da svolte narrative tanto elementari e pigre da provocare un fastidioso effetto straniante nello spettatore.

Tom Hardy veste i panni di un Eddie Brock spaccone e timoroso allo stesso tempo, che nasconde la sua indole irresoluta dietro un atteggiamento altezzoso e sfacciato, conferendo al personaggio poca credibilità. Il legame parassitario che l’ospite sviluppa con il simbionte arricchisce la narrazione di un vena comica e leggera, ma che da sola non basta a salvare le sorti di un film che pasticcia con i toni e le atmosfere, e che sfrutta male il talentuoso cast a sua disposizione (su tutti Michelle Williams, relegata ad uno dei ruoli femminili più brutti della recente storia dei cinefumetti).

Venom (qui il trailer italiano ufficiale) è un film sorpassato nella sua costruzione per essere preso realmente sul serio, ma allo stesso tempo così squisitamente innoquo e sprovveduto da non poter lasciare totalmente indifferenti. Un maggiore coraggio nella scelta di toni più seri e cupi avrebbe sicuramente giovato alla buona riuscita del film. Venom poteva essere feroce e spietato al pari del suo protagonista; purtroppo è solo indolente, frettoloso, a tratti inspiegabilmente irresistibile.

Stefano Terracina

Direttore responsabile e editoriale | Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)


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