10 thriller di cui Alfred Hitchcock sarebbe stato orgoglioso

scritto da: Stefano Terracina

A volte è facile dimenticare quanto incredibile possa essere un thriller. Dal momento che molti registi si affidano sempre ai medesimi topoi, finendo vittima delle convenzioni e dimenticandosi che “ciò che non si vede sullo schermo è importante tanto quanto ciò che invece si vede” (come sottolineato più e più volte dal grande Martin Scorsese!), la maggior parte dei thriller finiscono col risultare estremamente deludenti, incapaci di coinvolgere ed emozionare realmente il pubblico. Tutti sappiamo che Alfred Hitchcock era il “maestro” del genere: grazie ai suoi capolavori immortali, è riuscito ad inventare tecniche ed espedienti così innovativi da essere ancora oggi considerati dei capisaldi da tutti quei cineasti che scelgono di approcciarsi al thriller. Ecco dunque 10 film appartenenti al genere thriller di cui Hitchcock sarebbe stato sicuramente orgoglioso!

10. Blow Out, 1981

Brian De Palma è uno di quei registi fortemente influenzato dall’operato di Alfred Hitchcock. L’influenza del maestro del brivido sul regista statunitense è particolarmente evidente in una delle pellicole più celebri della sua carriera, ossia il thriller Blow Out del 1981. Il film racconta la storia di un tecnico del suono alla ricerca dell’urlo perfetto da inserire in un film horror al quale sta lavorando. Una notte, mentre è fuori nel parco, assiste ad un omicidio politico, registrando inconsapevolmente quanto è accaduto. Il ruolo principale è interpretato da John Trovolta: lentamente veniamo trasportati nella sua paranoia, dal momento che il suo personaggio teme di essere in possesso di alcune informazioni che potrebbero avere a che fare con una cospirazione governativa.

09. I Soliti Sospetti, 1995 

“La beffa più grande che il diavolo abbia mai fatto è stato convincere il mondo che lui non esiste…”. Probabilmente, uno dei thriller più belli della storia del cinema, magistralmente diretto da Bryan Singer, regista della saga di X-Men. Al di là della regia e dell’indimenticabile interpretazione di Kevin Spacey (vincitore dell’Oscar come miglior attore non protagonista), il vero fiore all’occhiello del film è la sua imprevedibile sceneggiatura, opera di Christopher McQuarrie (regista degli ultimi capitoli della saga di Mission: Impossibile) e vincitore dell’Oscar. Un film che generazioni di cineasti hanno provato ad emulare… ovviamente con scarsi risultati.

08. La Conversazione, 1974 

Nel corso della sua carriera Francis Ford Coppola ha diretto tanti film enormi, da Il Padrino ad Apocalypse Now; eppure, uno dei suoi più grandi film viene ancora oggi spesso dimenticato. Risposta cinematografica di Coppola allo scandalo Watergate, La Conversazione del 1974 riuscì a catturare in maniera impeccabile tutta la paranoia tipica dell’America degli anni ’70 a seguito dell’amministrazione Nixon. Vincitore della Palma d’Oro come miglior film al Festival di Cannes.

07. Buried – Sepolto, 2010 

Ryan Reynolds interpreta il ruolo di un camionista che lavora in Iraq e che si risveglia in una bara di legno con un rifornimento limitato di ossigeno, un telefono cellulare con ricezione ed un accendino. Un thriller mozzafiato e avvincente, diretto dallo spagnolo Rodrigo Cortés, che tiene incollato alla poltrona lo spettatore, intento a cercare di capire se e come il protagonista (unico e solo personaggio dell’intero film) riuscirà a salvarsi (o ad essere salvato…).

06. Witness – Il Testimone, 1985

Un detective viene incaricato di proteggere un ragazzino appartenente alla comunità Amish che ha assistito ad un omicidio. Insieme, i due raccolgono lentamente le prove per capire cosa è successo, mentre vengono presi di mira da coloro che sono davvero coinvolti nel crimine. Un thriller elettrizzante, un procedurale incalzante, una caratterizzazione dei personaggi non convenzionale ed un Harrison Ford più in forma che mai, tanto da ricevere la sua prima (e ad oggi unica) nomination all’Oscar come miglior attore protagonista. Il film di Peter Weir ottenne comunque due statuette: miglior sceneggiatura originale e miglior montaggio.

05. Captain Phillips – Attacco in mare aperto, 2013

Paul Greengrass è diventato uno dei regista più noti di Hollywood grazie al suo stile frenetico, spesso riflesso tanto sul piano tecnico quanto su quello narrativo. I film che lo hanno reso noto al grande pubblico sono quelli appartenenti alla saga di Bourne con Matt Damon, ma la pellicola più bella da lui realizzata ad oggi è probabilmente il thriller Captain Phillips – Attacco in mare aperto, la drammatica storia di una nave mercantile che viene razziata da una banda di pirati somali. Il film è tratto da una storia vera e si basa sul romanzo “Il dovere di un capitano” di Richard Phillips, interpretato nell’adattamento da uno spettacolare Tom Hanks. Il fatto passò alla storia perché si trattò del primo dirottamento di una nave da carico statunitense in 200 anni di storia navale.

04. Scappa – Get Out, 2017

Quello di Jordan Peele con Scappa – Get Out è stato uno degli esordi più acclamati e memorabili della recente storia del cinema, tanto da permettergli di conquistare anche un Oscar per la miglior sceneggiatura originale. Daniel Kaluuya (nominato all’Oscar come miglior attore) interpreta Chris, un uomo di colore che viene invitato dalla sua ragazza (bianca) a conoscere i genitori di lei e la comunità suburbana che è solita frequentare la loro abitazione. Sappiamo che Chris è in pericolo, ma non siamo mai sicuri di quale pericolo si tratti fino a quando per lo sventurato protagonista non sarà troppo tardi. Un autentico capolavoro moderno, che funziona tanto come thriller psicologico capace di mettere i brividi tanto come studio antropologico del concetto di “razza” in America.

03. Panic Room, 2002

David Fincher potrebbe tranquillamente essere definito come un moderno Alfred Hitchcock. Come il maestro del brivido, nel corso della sua carriera ha saputo sfornare regolarmente thriller avvincente e, sempre come Hitchcock, ha saputo spingersi oltre i limiti per ottenere sempre il meglio dalla tecnologia cinematografica. Panic Room è un thriller claustrofobico su una madre e una figlia che vengono costrette a confinarsi nella stanza blindata della loro nuova casa quando questa viene letteralmente invasa da una banda di ladri. Fincher fa un uso non convenzionale della macchina da presa per realizzare uno dei suoi thriller più riusciti. Se Hitchcock fosse vivo oggi, probabilmente realizzerebbe un film come Panic Room…

02. Il Silenzio degli Innocenti, 1991 

Anthony Hopkins è riuscito a vincere un Oscar come miglior attore comparendo ne Il Silenzio degli Innocenti per meno di 30 minuti. Nell’iconico film interpreta il Dr. Hannibal Lecter, uno psichiatra cannibale relegato alla prigionia che assiste la promettente recluta dell’FBI Clarice Starling nella sua spietata caccia al serial killer Buffalo Bill. I dialoghi tra Hannibal e Clarice sono praticamente impressi nella memoria collettiva, grazie non solo all’interpretazione di Hopkins ma anche a quella di Jodie Foster (anche lei premiata con l’Oscar). Uno dei più grandi titoli della storia del cinema (dopo Accadde una notte e Qualcuno volò sul nido del cuculo, è il terzo film ad aver vinto i cinque premi Oscar più importanti); un film immortale, scritto e diretto magistralmente dal compianto Jonathan Demme.

01. Lo Squalo, 1975 

Nel cinema, ciò che decidi di non mostrare allo spettatore è tanto importante quanto ciò che decidi invece di fargli vedere. Un mostro che il pubblico è capace soltanto di immaginare attraverso la narrazione è di gran lunga più spaventoso di un mostro che viene svelato fin dai primissimi minuti. Steven Spielberg invece, da grande maestro quale è, ha scelto di comunicare in modo totalmente diverso la presenza dello “creatura”, attraverso tutta una serie di suggestioni tecniche sia visive che sonore (venne utilizzata, ad esempio, una pinna dorsale da far scorrere a pelo d’acqua per segnalare l’arrivo dello squalo). Questa e altre soluzioni hanno incrementano il livello di suspense che permea tutto il film, fornendo un tono tipicamente hitchcockiano allo splendido risultato finale.

Stefano Terracina

Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)


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