Babadook: 10 cose che potresti non sapere sull’horror di Jennifer Kent

scritto da: Stefano Terracina

Il genere horror sta attraversando una delle annate più felici degli ultimi decenni, tanto dal punto di vista degli incassi al botteghino quanto dal punto di vista del favore e del plauso della critica. Dagli intramontabili blockbuster come L’Evocazione – The Conjuring ai sorprendenti successi indie come Hereditary – Le radici del male, sembra che gli sceneggiatori abbiano nuovamente riscoperto le potenzialità intrise di un genere troppo spesso vittima dei suoi stessi cliché e delle sue innumerevoli produzioni, spesso trite e ritrite. Uno degli horror più acclamati e sicuramente più interessanti degli ultimi anni è certamente Babadook, diretto dalla regista e sceneggiatrice australiana Jennifer Kent. Un horror capace di mescolare i temi della maternità, del lutto e della depressione con un coraggio ed un’eleganza mai visti prima. Di seguito vi proponiamo 10 curiosità sul film uscito ormai nel lontano 2014 che forse potreste non conoscere… e ve lo garantiamo: sono tanto affascinanti e inquietanti quanto il film stesso!

10. William Friendkin è un grande fan del film

Babadook ha fatto letteralmente impazzire i fan del genere horror all’epoca della sua uscita in sala. Ma il film non ha conquistato soltanto il favore del pubblico, ma anche quello della critica: detiene, infatti, una valutazione della critica del 98% su Rotten Tomatoes ed un punteggio pari a 86 su Metacritic. Come se tutto questo non bastasse, il film è stato anche acclamato dal creatore di uno dei film horror più spaventosi di tutti i tempi, ossia William Friedkin, regista de L’Esorcista del 1973, il quale ha dichiarato di non aver “mai visto un film più terrificante” di Babadook.

09. Il film rappresenta un esordio alla regia

A visione terminata, Babadook potrebbe sembrare il lavoro di un regista particolarmente navigato, soprattutto per via del sapiente utilizzato della macchina da presa, dei colori e della colonna sonora. Ma sappiate che anche i neofiti possono realizzare film di grande livello qualitativo. È proprio il caso di Jennifer Kent, che prima di Babadook non aveva mai diretto un lungometraggio. In precedenza aveva soltanto lavorato ad un cortometraggio e ad un episodio di una serie tv. Jennifer avrebbe dunque potuto ingannarci, ma la verità è che è riuscita a mettere a segno un vero e proprio gioiellino del genere.

08. I fatti reali che hanno ispirato Babadook

I temi affrontanti in Babadook sembrano essere estremamente connessi con la realtà, così come la figura minacciosa della creatura malvagia che esce da un libro di favole rievoca gli incubi che spesso affliggono i più piccoli. Qualcuno potrebbe addirittura pensare che siano stati gli stessi concetti di dolore e depressione ad aver dato vita all’idea e alla conseguente personificazione di Babadook. Quando le è stato chiesto dove avesse preso l’idea alla base del suo film, la regista Jennifer Kent ha affermato di essersi ispirata ad un incidente che aveva coinvolto una madre single che conosceva. La figlia della donna, infatti, aveva affermato di essere stata perseguitata da un mostro che aveva visto in ogni angolo della casa. Questa storia a dir poco terrificante servì alla Kent per sviluppare il soggetto del suo Babadook.

07. L’ispirazione per il design di Babadook

Quando si è trattato di concepire il design del mostro, Jennifer Kent aveva le idee alquanto chiare: doveva essere ispirato al “re dei mostri”, ossia Lon Chaney, attore, regista, sceneggiatore e make-up artist statunitense. Chaney fu uno dei migliori attori caratteristi della storia del cinema, ricordato maggiormente per le sue interpretazioni nei film horror dell’epoca del cinema muto americano. Tra le sue interpretazioni più celebri si ricordano gli originali Il Fantasma dell’Opera e Il Gobbo di Nostre Dame. Nello specifico, il ruolo di Chaney che ha ispirato il look di Babadook è quello del film London After Midnight del 1927, noto in Italia col titolo Il Fantasma del Castello: le spalle massicce, la massa di capelli e il cappelo a cilindro sfoggiati da Lon nel film sembrano sorprendentemente simili al famigerato mostro del film della Kent.

06. Unica regola: proteggere il piccolo Noah!

Dire che Babadook è un film dark sarebbe un mero eufemismo. Oltre ad essere visivamente terrificante, il film rappresenta una vera e propria fonte d’inquietudine per lo spettatore a causa dei temi trattati, temi che non sono stati mai presi sotto gamba neanche dalla stessa regista quando si è trattato di scegliere Noah Wiseman, il piccolo protagonista del film. Pensate che per proteggerlo e tutelarlo dagli orrori presenti all’interno della storia, la Kent si è assicurata che al giovane attore fosse consegnata una versione estremamente semplificata della sceneggiatura. Inoltre, la madre di Noah è stata presente sul set durante tutta la fase di riprese e lo stesso Noah era assente quando bisognava girare le scene in cui la protagonista Essie Davis urla contro il suo personaggio.

05. Quel “bizzarro” collegamento con World of Warcraft…

Il sound design è il vero responsabile dei brividi che corrono lungo la schiena dello spettatore durante la visione di un film horror. Nello specifico, chi ha lavorato ai suoni di Babadook ha ben pensato di inserire all’interno del montaggio nientemeno che un effetto proveniente dal popolare franchise videoludico World of Warcraft: in alcune scene del film, quando Babadook è nella stanza, è possibile ascoltare il suono di alcuni draghi proveniente proprio dal videogioco del 2004 sviluppato da Blizzard Entertainment. Può sembrare una trovata alquanto sciocca, ma provate a rivedere quelle scene con la consapevolezza di questo particolare… siamo certi che non vi apparirà proprio così!

04. Il prezioso contributio di Kickstarter

Quando si tratta di film indipendenti, qualsiasi finanziamento è da considerarsi prezioso nell’ottica della possibile realizzazione del prodotto finale. Babadook ha ricevuto in parte dei fondi da Kickstarter, il celebre sito web americano di finanziamento collettivo per progetti creativi. I sostenitori del progetto hanno infatti potuto donare una quota alla produzione: in cambio hanno ricevuto in regalo una copia del famigerato libro al centro della storia, con tanto di effetto pop-up da incubo e tutto il resto!

03. Il piccolo Noah Wiseman è stato scelto per la sua età!

Babadook è un film che si basa anche sul talento dei due protagonisti: Essie Davis, che interpreta la madre single Amelia, e Noah Wiseman, che veste invece i panni del figlio problematico Samuel. Vista la complessità della storia e, soprattutto, di alcune scene, Jennifer Kent è stata molto esigente durante il processo di casting. Soprattutto per il ruolo del piccolo Samuel, la regista ha provinato centinaia di attori tra gli otto e i nove anni, per poi realizzare che a quell’età mancava una certa dose di innocenza necessaria alla parte. È proprio per questo motivo che il piccolo Noah, all’epoca di soli sei anni, è stato scelto: per la sua età! Finalmente Jennifer aveva trovato quello che stava cercando…

02. L’etimologia di Babadook

Quello di Babadook è un nome che difficilmente si dimentica. È un nome talmente specifico e al tempo stesso così strano che si pensa possa provenire solo dall’immaginazione di un bambino. Sebbene le origini specifiche del nome siano sconosciute, la lingua ebraica potrebbe fornirci un indizio in merito al suo significato: in ebraico, infatti, “ba-badook” significa “sta arrivando, sicuramente”. Chiaramente non ci sono prove ufficiali che questo sia effettivamente quello che Jennifer Kent aveva in mente durante la realizzazione del film, ma il significato dall’ebraico cela indubbiamente un tono di presagio che ben si sposa con il terrificante personaggio della storia.

01. Un sequel di Babadook? Mai!

Visto il grande successo di pubblico e critica, sono in molti a chiedersi come mai non sia ancora stato realizzato un sequel di Babadook. La risposta è molto semplice: per esplicita volontà di Jennifer Kent! La regista, infatti, ha più volte affermato che durante la lavorazione del film non c’è mai stata l’intenzione di continuare la storia e quindi di realizzare un seguito. Proprio per questo motivo la Kent detiene i diritti sul film… e finché sarà così, un sequel di Babadook non vedrà mai la luce!

Stefano Terracina

Direttore responsabile e editoriale | Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)


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