Debbie Reynolds: le 5 performance più significative

scritto da: Ludovica Ottaviani

Questo 2016 che sta per lasciarsi è stato avido di sacrifici umani fino alla fine: ci ha lasciato anche Debbie Reynolds, la madre di Carrie Fisher, indimenticabile interprete del capolavoro Cantando Sotto la Pioggia che si è spenta a sole ventiquattro ore di distanza dalla figlia, proprio mentre stava preparando il suo funerale.

La Reynolds, un po’ come la Fisher con Star Wars, è rimasta legata ad un immaginario collettivo specifico collegato alla grande epoca d’oro del musical ad Hollywood e soprattutto al suo ruolo di “fidanzatina d’America”: nonostante tutto, però, riuscì in alcune occasioni a decostruire questa percezione oppure a declinarla in modi diversi, dimostrando sempre quella vena eclettica che la accompagnava (e che mostrava durante i propri spettacoli a Las Vegas, immortalati perfino dal giornalista e scrittore Hunter S. Thompson nel suo libro cult Paura & Disgusto a Las Vegas).

Ripercorriamo, in cinque tappe, i ruoli più significativi e determinanti per la carriera di Debbie Reynolds:

Voglio Essere Amata in un Letto d’Ottone

Il titolo originale The Unsinkable Molly Brown non solo tradisce la sua origine teatrale (rimase in scena ininterrottamente a Broadway dal 1960 al 1962) ma anche il vero senso della trama: ricostruisce – in chiave musicale e romanzata – la storia vera di Margaret Brown, una delle sopravvissute al naufragio del Titanic. Nel 1965 (un anno dopo la sua uscita in sala) il film ricevette ben sei nomination agli Accademy Awards, inclusa quella come Miglior Attrice Protagonista per la performance della Reynolds: non vinse in quella occasione, ma solo nel 2015 quando le fu conferito un Oscar Premio umanitario Jean Hersholt.

In & Out

Non era versatile solo nel ballo e nel canto (anche se, nel suo ruolo iconografico in Cantando Sotto la Pioggia, fu doppiata dalla collega Jean Hagen nelle scene canore) ma anche – e soprattutto – nella commedia, come dimostrò solo in seguito, quando riuscì a liberarsi della maschera di “fidanzatina d’America”; lo dimostrò in pellicole ormai cult come In & Out, diretta nel 1997 da Frank Oz (protagonista, in qualità di regista, di numerosi successi al botteghino che hanno cavalcato gli anni ’80 – ’90) nella quale duetta con Kevin Kline, Joan Cusack, Tom Selleck e Matt Dillon in questa pirotecnica commedia degli equivoci su un professore eterosessuale, ad un passo dal proprio matrimonio, che assiste alla dichiarazione in mondovisione di un suo ex alunno – durante la cerimonia degli Accademy Award – che dedica un Oscar al suo professore del liceo, omosessuale; ovviamente la notizia sconvolgerà completamente la vita tranquilla del professore.

Will & Grace

Più che al cinema, Debbie Reynolds riuscì ad esprimere al meglio il proprio dirompente lato comico in televisione: ne è un esempio il serial Will & Grace, nel quale compare dal 1998 al 2006 nei panni della teatrale, istrionica, cinica e dissacrante madre della protagonista Grace. Una donna che è un vero cataclisma, capace di irrompere sempre nella vita privata della figlia – soprattutto nella sfera sentimentale – e di scombussolarle l’esistenza, tanto da convincere lo psicanalista della ragazza che si tratti di una semplice proiezione (un po’ ingombrante) della sia paziente. Nel corso delle varie stagioni, la Reynolds nei panni di Bobbi è stata capace di creare tormentoni epici come il costante intercalare “Te l’avevo detto!” canticchiato e ballato, giusto per dare un po’ di fastidio alla figlia.

Kiki – Consegne a Domicilio

Nonostante il ri-doppiaggio necessario per Cantando Sotto la Pioggia, quella voce sottile, argentina e ammaliante che contraddistingueva la Reynolds ha avuto i giusti riconoscimenti solo molto tempo dopo, precisamente nel 1998 quando la Walt Disney Pictures eseguì il ridoppiaggio del classico dello Studio Ghibli di Hayao Miyazaki Kiki – Consegne a Domicilio, nella versione americana: l’attrice doppiava Madame, uno dei personaggi incontrati dalla piccola strega Kiki durante il suo, personalissimo ed atipico, viaggio di formazione dall’adolescenza all’età adulta.

These Old Broads

L’autoironia era una caratteristica comune sia a Debbie che a sua figlia Carrie: entrambe ironiche, forti, indipendenti ma soprattutto pronte a prendersi in giro e a mettersi in discussione. Come fece la Reynolds in questo film tv scritto proprio da sua figlia nel 2001: These Old Broads vede protagoniste appunto la già citata attrice insieme alle colleghe Shirley MacLaine e Joan Collins ma, soprattutto, insieme all’odiata “nemica – amica” di sempre Elizabeth Taylor, proprio lei, la donna che le rubò l’amato marito, il cantante Eddie Fisher. Dopo il divorzio burrascoso e il fallimento del matrimonio del cantante con la Taylor, le due si ritrovarono in questa occasione televisiva e, da buone vecchie amiche, si divertirono a sbeffeggiare e mettere in ridicolo il comune ex – marito di entrambe, Eddie, in questa storia incentrata sul dirigente di una rete televisiva che vuole riunire tre vecchie star della Hollywood d’oro per uno speciale tv in onore della nuova uscita di un loro vecchio musical degli anni ’60, intitolato Boy Crazy; ma l’operazione non sarà così semplice, come imparerà presto l’uomo, soprattutto per via della presenza dell’agente di tutte e tre, interpretata appunto dalla Taylor (nella sua ultima interpretazione).

Ludovica Ottaviani

Imbrattatrice di sudate carte a tempo perso, irrimediabilmente innamorata della settima arte da sempre | Film del cuore: Lo Chiamavano Jeeg Robot | Il più grande regista: Quentin Tarantino | Attore preferito: Gary Oldman | La citazione più bella: "Le parole più belle al mondo non sono Ti Amo, ma È Benigno." (Il Dormiglione)


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