Meryl Streep: le 10 migliori interpretazioni dell’attrice tre volte Premio Oscar

scritto da: Stefano Terracina

Meryl Streep è considerata la più grande attrice vivente; e lo è davvero. La sua è probabilmente una delle più straordinarie ed inesplicabili carriere che l’industria cinematografica ha avuto il privilegio di veder nascere e fiorire attraverso un’infinita gamma di personaggi femminili con il quale “la diva dal volto spigoloso” ha saputo conquistare indistintamente il giudizio dei critici ed il cuore del pubblico.

Sinonimo di eleganza e raffinatezza, ciò che rende Meryl Streep un’attrice come nessun altra è probabilmente l’inconfondibile perfezionismo che caratterizza ogni sua performance. Questo eccessivo manierismo della quale è stata spesso accusata si riflette in ogni nuova sfida, lasciando lo spettatore nella convinzione che Meryl Streep quasi non possa esistere davvero, ma che esistano in realtà i suoi personaggi: la sposa abbandonata de Il cacciatore, la moglie insoddisfatta di Kramer contro Kramer, l’ex detenuta polacca ossessionata dal senso di colpa de La scelta di Sophie, la coraggiosa operaia di Silkwood, l’avventurosa scrittrice de La mia Africa, la madre ingiustamente accusata di infanticidio di Un grido nella notte, l’attrice alcolizzata di Cartoline dall’inferno, la casalinga disperata de I ponti di Madison County, l’audace insegnante di violino de La musica del cuore, lo spietato capo in gonnella de Il diavolo veste Prada, la rigida madre superiora de Il dubbio.

Le 10 migliori interpretazione di Meryl Streep

Meryl Streep è forse l’unica attrice a poter spaziare liberamente dal dramma alla commedia e risultare credibile in tutto ciò che fa. Non a caso è lei a detenere il record per il maggior numero di candidature al Premio Oscar (21 nomination, 3 statuette) e per il maggior numero sia di candidature che di vittorie al Golden Globe (31 candidature, 9 vittorie).

A diverse settimane dall’uscita di Mamma Mia! Ci risiamo e in attesa dell’arrivo de Il ritorno di Mary Poppins, abbiamo deciso di ripercorre la carriera di Meryl Streep attraverso 10 ruoli rimasti impressi nella memoria collettiva e che probabilmente hanno fatto la storia e la fortuna di questa donna il cui nome, da oltre tre decenni, è sinonimo di personalità, di versatilità, di interpretazione… di “ATTRICE”.

10. Julia Child (Julie & Julia)

Meryl Streep è sicuramente nota per la sua straordinaria capacità di imitare qualsiasi tipo di accento straniero e per la minuziosa attenzione che presta agli atteggiamenti quando si trova a dover interpretare un personaggio realmente esistito. È il caso di Julie & Julia, in cui la Streep dà vita al personaggio di Julia Child, famosissima cuoca nota per aver tramandato le arti della cucina francese in America, nonché autrice del libro “My Life in France” su cui la pellicola si basa. Alla regia Nora Ephron (Insonnia d’amore, C’è posta per te). Golden Globe come “Migliore Attrice” (Musical/Comedy) e sedicesima nomination all’Oscar.

LA BATTUTA: “Dovrei trovare qualcosa da fare. – Che cosa ti piacerebbe fare? – Mangiare”.

09. Madeline Ashton (La morte ti fa bella)

Alzi la mano chi non ha amato questo film. Chi non ha amato l’infinta lotta “all’ultimo ritocco” tra le amiche/nemiche Meryl Streep e Goldie Hawn. Una black comedy in piena regola sugli orrori della chirurgia plastica e sulla disperata ricerca dell’eterna giovinezza, diretta con ironia e sarcasmo da Robert Zemeckis (Ritorno al futuro). Era il 1992 e per Meryl Streep era la seconda parentesi comica della sua carriera (nel 1989 l’attrice era stata diretta da Susan Seidelman in She-Devil). Nomination al Golden Globe Award e al Saturn Award.

LA BATTUTA: “Rugosa, rugosa piccola attrice… fa che non si veda la cicatrice”.

08. Margaret Thatcher (The Iron Lady)

Il lavoro svolto per The Iron Lady è stato sicuramente uno dei più faticosi per Meryl Streep. Una sfida ai limiti dell’emulazione che le ha portato la soddisfazione più grande, quella di ricevere (finalmente) il terzo Oscar della sua carriera. Merito anche del truccatore J. Roy Helland, storico collaboratore dell’attrice e creatore di tutti i look dei personaggi da lei interpretatati fin dal 1982 (pure lui premiato con l’ambita statuetta). Phyllida Llyod (che aveva già diretto la Streep in Mamma Mia!) racconta la vita dell’ex Primo Ministro britannico Margaret Thatcher soffermandosi su un aspetto forse tralasciato da parecchi: come la malattia possa avere effetti devastanti sulla vita e, soprattutto, sui ricordi di una persona; anche su una “lady di ferro” come Margaret. Oltre all’Oscar, ottavo Golden Globe Award e secondo BAFTA Award.

LA BATTUTA: “Cura i pensieri: diventeranno parole. Cura le tue parole: diventeranno le tue azioni. Cura le tue azioni: diventeranno abitudini. Cura le tue abitudini: diventeranno il tuo carattere. E cura il tuo carattere perché diventerà il tuo destino”.

07. Joanna Kramer (Kramer contro Kramer)

Era il 14 aprile del 1980 quando una giovane e timida Meryl Streep si apprestava a salire sul palco del Dorothy Chandler Pavilion, a Los Angeles, per ritirare il suo primo Oscar come “Migliore Attrice Non Protagonista” per l’interpretazione di Joanna, madre premurosa ma moglie insoddisfatta, nel film Kramer contro Kramer di Robert Benton. Nei panni di suo marito c’era Dustin Hoffman. Una storia d’amore sui valori della famiglia che ha commosso un’intera generazione e che è diventata una delle più grandi riuscite del 1979 cinematograficamente parlando. Un successo di pubblico, ma anche di critica: quel famoso connubio che sarebbe poi diventato uno dei “marchi di fabbrica” della carriera di Meryl Streep.

LA BATTUTA: “Io ero venuta qui per portare mio figlio a casa da me. E mi sono resa conto che è già a casa”.

06. Miranda Priestly (Il diavolo veste Prada)

“È tutto!”. Con queste due semplici battute, Meryl Streep è riuscita a conquistare una nuova generazione, quella targata 2000, grazie all’interpretazione della perfida Miranda Priestly ne Il diavolo veste Prada, una delle commedie di maggior successo degli ultimi anni, tratta dal best seller omonimo di Lauren Weisberger. Diretta da David Frankel (regista de Il matrimonio che vorrei) ed affiancata da una deliziosa Anne Hathaway, Meryl Streep si impone di non far odiare il suo personaggio a nessuno; e ci riesce benissimo. Così bene da convincere anche l’Academy Award a regalarle la sua quattordicesima nomination. Non puoi odiare Miranda: puoi soltanto amarla e venerarla, come del resto fanno tutti all’interno del film. Golden Globe come “Migliore Attrice” (Musical/Comedy) ed un’inaspettata (ma non troppo) nomination agli Mtv Movie Awards come “Miglior Cattivo”.

LA BATTUTA: “Non essere ridicola Andrea. Tutti vogliono questa vita. Tutti vogliono essere noi”.

la mia africa

05. Karen Blixen (La mia Africa)

La mia Africa è senza ombra di dubbio una delle pellicole più amate della filmografia di Meryl Streep. Diretto da Sydney Pollack, il film racconta l’intramontabile storia d’amore tra la scrittrice Karen Blixen (interpretata dalla Streep) ed il cacciatore Denys Finch-Hatton (un indimenticabile Robert Redford). Performance da Oscar, paesaggi mozzafiato ed una colonna sonora, ad opera di John Barry, tra le più belle mai composte: sono questi gli elementi che hanno fatto de La mia Africa (vincitrice di 7 premi Oscar) una delle pellicole più amate della cinematografia mondiale. Per la sua interpretazione Meryl Streep (che nel film sfoggia un accento danese spaventosamente perfetto) si è portata a casa il David di Donatello come “Migliore Attrice Straniera”.

LA BATTUTA: “Quando gli dei vogliono punirci, avverano i nostri desideri”.

04. Karen Silkwood (Silkwood)

Prima di Josey Aimes, interpretata da Charlize Theron nel film North Country, c’era Karen Silkwood, operaia ed in seguito sindacalista all’interno di un fabbrica che produce materiale radioattivo. Il film è tratto dalla storia vera della donna rimasta vittima di un misterioso incidente stradale, mentre investigava alla ricerca di una verità forse troppo scomoda. Una delle interpretazioni più toste di Meryl Streep. Una donna che non ha niente e che quindi non ha niente da perdere; una lavoratrice che decide di non piegarsi al sistema. Un nuovo e splendido manifesto femminista diretto da Mike Nichols, con il quale l’attrice lavorerà anche in Heartburn del 1986, in Cartoline dall’inferno del 1990 e nel televisivo Angels in America del 2003.

LA BATTUTA: “Qui dice che tutta quella roba sui livelli limiti accettabili sono tutte stronzate. – Cioè? – Qui dice che il plutonio fa venire il cancro. Lo dice chiaro e tondo”.

03. Lindy Chamberlain (Un grido nella notte)

Era il 1980 quando, nei pressi di Ayers Rock, Lindy Chamberlain perse sua figlia Azaria. Vittima della stampa e dell’opinione pubblica, la donna viene condannata all’ergastolo con l’accusa di aver ucciso la sua bambina. È stata liberata soltanto tre anni dopo, quando la polizia dimostrò che ad uccidere la piccola fu in realtà un dingo. Meryl Streep, in un inedito caschetto scuro, porta sullo schermo la storia vera di Lindy Chamberlain, una figura arrabbiata, ossessionata ma, allo stesso tempo, fragile (impossibile dimenticare il suo sguardo algido ed i suoi occhi allucinati dal banco dei testimoni). Solitudine ed incomprensione in una delle interpretazioni più intense ed oscure di Meryl, che colpì la critica anche per la sua straordinaria imitazione dell’accento australiano. Premio a Cannes come “Migliore Attrice”.

LA BATTUTA: “Io non mi trovavo là. Posso solo testimoniare quello che ho visto con i miei occhi. Stiamo parlando della mia bambina, di mia figlia. Non parliamo di un oggetto”.

02. Francesca Johnson (I ponti di Madison County)

Nel 1995 Meryl Streep dà vita ad uno dei personaggi più amati dal pubblico femminile, quello di Francesca Johnson. Francesca è una casalinga annoiata, prigioniera di una vita in cui ogni giorno è uguale all’altro, fino a quando non arriva Robert Kincaid (interpretato da Clint Eastwood) e stravolge la sua vita ed i suoi sentimenti completamente. Purtroppo però non si possono sempre seguire le ragioni del cuore ed in nome di un bene forse più grande (quello della famiglia), Francesca sarà costretta a rinunciare al vero amore della sua vita. Un personaggio forse comune, ma che colpisce proprio per la straordinaria facilità con la quale lo spettatore riesce ad immedesimarsi in esso e nei suoi conflitti interiori. Una performance profonda, intensa, struggente, che arriva dritta al cuore. Decima nomination al Premio Oscar, dopo quattro anni di assenza dalla prestigiosa cinquina.

LA BATTUTA: “Mi rendevo conto che l’amore non obbedisce alle nostre aspettative. È mistero puro e semplice”.

01. Sophie Zawistowski (La scelta di Sophie)

Nel descrivere la performance di Meryl Streep in La scelta di Sophie qualsiasi parola risulterebbe superflua. Uno dei ritratti femminili più drammatici che il mondo del cinema abbia mai conosciuto. La storia di una donna internata nei campi di concentramento nazista, costretta ad abbandonare sua figlia al proprio destino per salvare lei e l’altro suo figlio e vivere per sempre tormentata dal senso di colpa. Un’interpretazione tragica e commovente. Meryl Streep all’apice della sua bravura (arriva a prendere lezioni di lingua per imparare a parlare sia in inglese che in tedesco con l’accetto polacco). Una storia sconvolgente sulla voglia di ricominciare a vivere ostacolata dall’impossibilità di compiere il gesto forse più difficile per ogni essere umano: perdonare se stessi. Secondo Oscar dopo Kramer contro Kramer; questa volta, però, come “Migliore Attrice Protagonista”.

LA BATTUTA: “La verità non rende più facile capire le cose”.

Stefano Terracina

Direttore responsabile e editoriale | Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)


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