Rocketman: 10 curiosi dettagli che nessuno ha notato

scritto da: Ludovica Ottaviani

Rocketman ha colpito l’immaginario collettivo del pubblico già a partire dalla sua uscita in sala, grazie soprattutto alla regia estrosa e allo sguardo imprescindibile gettato sull’eredità musicale (e iconografica) di Sir Elton John. Taron Egerton ha ricevuto numerosi segni di approvazione per il suo ritratto dell’artista e il film ha guadagnato il plauso di critica, pubblico e in generale recensioni più positive del precedente Bohemian Rhapsody, che ha trionfato durante la scorsa stagione dei premi.

Sarebbe davvero una sorpresa non ritrovare il film di Dexter Fletcher al centro della prossima awards season; nel frattempo, per celebrarne l’uscita in DVD e Blu Ray (relativa allo scorso 2 ottobre), proviamo a rivelare 10 curiosi dettagli su Rocketman che magari vi sono sfuggiti dopo una prima visione.

Rocketman: leggi la recensione del film

10. Elton John non ha voluto risanare il proprio passato

Uno dei problemi più grandi di Bohemian Rhapsody era relativo a quanto il passato di Freddie Mercury – soprattutto quello più oscuro – fosse stato rimaneggiato. Elton John ha invece fatto di tutto perché ciò non accadesse con il ritratto della sua vita firmato da Fletcher; il cantante, infatti, è stato inflessibile riguardo alla verità svelata nel film e proprio per questo motivo il lungometraggio è stato infine classificato come R- Rating, cioè vietato ai minori. Questa è anche una delle ragioni per cui Taron Egerton, all’inizio del film, è mostrato con indosso un costume da diavolo durante la scena della terapia di gruppo: si è trattato di uno stratagemma per riflettere l’oscurità in cui era scivolato John.

09. Il tocco creativo di Targon Egerton

Nonostante Rocketman sia, ovviamente, la storia (più o meno) romanzata di Elton John, il famoso cantante non ha voluto che Egerton semplicemente lo imitasse. Piuttosto, ha voluto che l’attore aggiungesse il proprio stile al personaggio portandolo in vita in un modo talmente unico, personale e differente da prendere decisamente le distanze dalla versione originale. Tutto questo è stato di grande aiuto per costruire il tono del film, che prende le distanze dal generico biopic per avvicinarsi ad un fantasy musicale a tutti gli effetti.

08. Gli occhi sono lo specchio dell’anima

Taron Egerton ha indossato più di 50 differenti paia di occhiali nel film: nella vita reale la collezione di occhiali da sole che possiede la glam-rockstar John è davvero stupefacente, tanto da possederne – secondo i rumor – diverse migliaia di paia. Dopo aver accennato alla passione con cui John si è dedicato a raccontare se stesso senza epurare la storia della sua vita, ha senso che il regista e gli sceneggiatori abbiano cercato di riflettere l’importanza degli occhiali tanto nella vita reale quanto nel film. Gli occhi sono lo specchio dell’anima in fondo, e un riferimento a un simbolo così importante come gli occhiali da sole dello stesso Elton era necessario in un biopic simile.

07. Sono state usate immagini di repertorio

Molti film devono inserire alcune immagini di repertorio perché certe inquadrature sono impossibili da girare: questo ad esempio succede pure in Rocketman, in particolare nella sequenza girata fuori dal famoso locale losangelino Troubadour e ambientata negli anni ’70. Alla produzione sarebbe costato troppo rigirare tutto davanti al club, riportandolo indietro nel tempo e adattandolo agli anni ’70; così, al posto del nuovo materiale, hanno preferito dare precedenza a quello d’archivio, montandolo in modo tale da farlo sembrare perfettamente in linea con il resto del film. Un dettaglio che sicuramente non avreste mai notato, almeno fino al nostro suggerimento!

06. L’omaggio a Il Mago di Oz

Durante la scena in cui Egerton/John intona “Goodbye Yellow Brick Road”, l’attore indossa un paio di stivali rosso intenso coperto di brillantini. Queste insolite calzature sembrano soltanto un accessorio dell’eccentrico guardaroba glam del cantante, mentre in realtà si tratta di un omaggio intenzionale a Il Mago di Oz. Nel film con protagonista l’indimenticabile Judy Garland, la piccola Dorothy è nota proprio per le sue scarpette rosso rubino, simili agli stivali indossati da Egerton, palese omaggio quindi a uno dei capisaldi della storia del cinema.

05. Le immagini di repertorio tratte dai videoclip

Come le immagini di repertorio impiegate per ricostruire le suggestioni e i luoghi lontani nel tempo – già nominate al punto 7 – in Rocketman lo stesso è accaduto anche con del materiale recuperato dai videoclip che compongono il vasto archivio musicale di Sir Elton John. Durante la porzione di film nella quale si vede il videoclip di “I’m Still Standing”, ad esempio, potete notare che sono stati usati dei veri spezzoni del filmato originale; l’unica differenza si annida ovviamente nel fatto che Elton John è stato rimpiazzato da Taron Egerton per l’occasione.

04. Il film ha rischiato di contenere un folle cameo

Dexter Fletcher – il regista di Rocketman – ha anche ricoperto il ruolo di aiuto regista sul set del biopic Bohemian Rhapsody: per tale motivo si è parlato molto del fatto che, in un primo momento, era previsto un cameo di Rami Malek nei panni di Freddie Mercury in modo tale da fare anche un riferimento intelligente all’altro grande film musicale che ha dominato la scorsa stagione dei premi. Comunque, alla fine, Fletcher ha deciso che il cameo sarebbe stato troppo ingannevole trattenendosi quindi dall’aggiungerlo; eppure, nonostante tutto, c’è un piccolo omaggio ai Queen all’interno del film, un omaggio che è appunto una sorta di riferimento da parte del lavoro di Fletcher all’altro lungometraggio nel quale è stato coinvolto.

03. Alcune strofe sono state cambiate

Ci sono un paio di canzoni nel film che vi hanno lasciato (o vi lasceranno) perplessi dopo un primo ascolto? Niente paura: anche le se conoscete a memoria, poche piccole strofe sono state leggermente modificate, in modo talmente sottile che solo prestando attentamente attenzione ve ne potreste accorgere. Non è proprio chiaro il motivo per cui regista e sceneggiatori hanno deciso di cambiare tali parole: ad esempio, nella scena musicale di “Rocketman” la strofa incriminata è quella “I Miss My Wife” che nel film è diventata “I Miss My Life”; una versione sicuramente più sensata, soprattutto alla luce dell’omosessualità di John. La sensazione è quella che il comparto tecnico – capitanato da Fletcher – abbia cercato di avvicinare la versione finale del film al più autentico “Io” del cantante, piuttosto che mantenere la versione originale di alcune strofe simili a una “maschera” dietro la quale celare la sua essenza.

02. Sing ha aiutato Taron Egertonn ad ottenere il ruolo 

Vi ricordate la pellicola di qualche anno fa Sing? Il film d’animazione seguiva un gruppo di animali innamorati del canto e vedeva coinvolti un sacco di doppiatori famosi, sia attori che cantanti come Reese Witherspoon, Toni Kelly e altri. Nel film d’animazione Taron Egerton doppiava Johnny il gorilla, cantando in una scena proprio “I’m Still Standing”. La sua versione della canzone probabilmente lo ha aiutato ad ottenere il ruolo di Elton John in Rocketman nel quale ha interpretato tutte le canzoni in prima persona.

01. Una “vera fantasia (musicale)”

Una cosa che noterete guardando – o ri-guardando di nuovo, magari una seconda volta – Rocketman è che, paragonandolo anche ad altri biopic tradizionali, il tono scelto dal regista è fantasioso, creativo, incline più a una dimensione personale quanto onirica; Dexter ha quindi realizzato molto più di una semplice fantasia musicale. Quando si pensa ad Elton John e alla sua incredibile eredità, l’aver scelto questo taglio specifico per la narrazione della sua storia acquista subito un altro senso: non poteva essere nessun altro genere di biopic perché, se solo lo fosse stato, di sicuro non sarebbe stato rispettoso nei confronti del lavoro e della carriera di questo artista straordinario. Così il tono di Rocketman – ovvero questa preziosa miscellanea di elementi “fantastici” e reali sapientemente mescolati insieme tra loro – contribuisce a dipingere il lungometraggio come una vincente interpretazione della vita di una delle icone indiscusse della scena pop(ular) del XX Secolo.

Fonte: ScreenRant

Ludovica Ottaviani

Redattrice | Imbrattatrice di sudate carte a tempo perso, irrimediabilmente innamorata della settima arte da sempre | Film del cuore: Lo Chiamavano Jeeg Robot | Il più grande regista: Quentin Tarantino | Attore preferito: Gary Oldman | La citazione più bella: "Le parole più belle al mondo non sono Ti Amo, ma È Benigno." (Il Dormiglione)


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