Shining: 10 inquietanti curiosità dal dietro le quinte del film

scritto da: Ludovica Ottaviani

Shining, l’adattamento di un classico di Stephen King realizzato da Stanley Kubrick per il grande schermo, è sicuramente uno dei film horror più iconici della storia del cinema.

Nonostante il prodotto finale prenda decisamente le distanze dalla trama e dal tono del materiale di partenza, Kubrick è riuscito a trasformarlo in qualcosa di completamente diverso ma allo stesso modo fantastico, fuoriuscito direttamente dalla mente meticolosa del regista (ma è importante non tralasciare gli sforzi compiuti dal cast e dalla crew, che hanno cercato di rendere speciale Shining grazie al loro lavoro), proprio come se fosse una sua creatura.

Il making of del film è quasi interessante quando il film stesso e infatti qui di seguito potete leggere 10 inquietanti curiosità legate a Shining proprio in occasione dell’uscita in sala del suo sequel ufficiale, Doctor Sleep.

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10. STANLEY KUBRICK NON AVEVA FAMILIARITÀ CON IL TORMENTONE DI ED MCMAHON

È ampiamente risaputo come Jack Nicholson abbia improvvisato sul set la battuta “Here’s Johnny!” (adattata in italiano con “Sono il Lupo Cattivo!”) che, nell’originale, è una battuta ripresa in modo sfacciato dal tormentone di Ed McMahon che utilizzava regolarmente durante il Tonight Show con Johnny Carson. Ma dal momento in cui Stanley Kubrick si era comunque stabilito a vivere nel Regno Unito – dove il programma non era trasmesso – non aveva assolutamente affinità con questo cavallo di battaglia e rimase quindi sconcertato quando Nicholson lo introdusse nello script, soprattutto durante la scena forse più intensa dell’intero film. Il regista aveva perfino valutato di rimuoverla del tutto da Shining, ma per fortuna fu dissuaso e la battuta definitiva finì nel montaggio finale dell’opera, finendo per diventare uno dei tormentoni più ricordato di tutti i tempi.

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9. LA NEVE NEL LABIRINTO NON ERA ALTRO CHE 900 TONNELLATE DI SALE E STYROFOAM SCHIACCIATO

L’inseguimento attraverso il labirinto coperto di neve alla fine di Shining è uno degli ambienti, ricreati in studio, più famosi nella storia del cinema horror. È realizzato in modo stupefacente, con delle camere ad angolo, l’illuminazione, il set design e l’editing finale di un intero lavoro realizzato tanto per rendere il terrore quanto, allo stesso tempo, le temperature polari: fa davvero freddo anche solo ad ammirare quella scena, come se uno si ritrovasse davvero lì, immerso nella neve raggelante. Ma, da come è emerso successivamente, non si trattava davvero di neve: il cast tecnico del film riempì il labirinto con 900 tonnellate di sale e Styrofoam schiacciato.

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8. FU UN’IDEA DI DANNY LLOYD QUELLA DI AGITARE IL DITO QUANDO SI RELAZIONAVA CON TONY

Quando Danny Torrance parla con il suo amico immaginario Tony, attraverso il quale riesce ad incanalare le sue abilità legate alla “luccicanza” (shining in originale), agita sempre un dito. Come è stato poi divulgato in un secondo tempo, tutto ciò non era previsto nello script originale o in nessuna scena dov’era protagonista il personaggio. Il giovanissimo attore-bambino Danny Lloyd improvvisò da solo lo strano manierismo già durante il primo provino per il ruolo; a Stanley Kubrick piacque così tanto l’idea del dito che ha dato la parte a Lloyd finendo per includere il dettaglio nel prodotto finale. In fin dei conti, un bambino che parla con il suo dito è decisamente più inquietante di un semplice bambino che parla con sé stesso.

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7. JACK NICHOLSON HA OTTENUTO LA RABBIA DEL SUO PERSONAGGIO MANGIANDO SOLO PANINI AL FORMAGGIO

Per sembrare abbastanza tormentato come richiedeva il personaggio di Jack Torrence per l’intera durata del film, Jack Nicholson non mangiò nient’altro che panini al formaggio per due settimane prima dell’inizio delle riprese, perché odiava davvero – ma davvero – tanto i panini con tale tipo d’imbottitura. Può sembrare una cosa strana da fare, ma alla fine funzionò palesemente bene: basta solo pensare all’intensità bruciante dei suoi occhi in ogni scena dove fissa, senza espressione, attraverso la stanza o quando litiga con Wendy oppure cerca d’inseguire Danny attraverso il labirinto innevato. Nicholson è stato in grado di rendere una performance agghiacciante in Shining e tutto grazie a una dieta a base di panini al formaggio.

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6. LA SCENA DELL’ASCENSORE È STATA GIRATA IN TRE RIPRESE, MA HA IMPIEGATO UN ANNO PER ESSERE PRONTA

Tutti ricordano la scena, in Shining, quando le porte dell’ascensore si aprono e il sangue fuoriesce copioso da lì. Nonostante Stanley Kubrick fosse famoso per vessare i suoi attori e i membri della crew con riprese dopo riprese e dopo riprese, ciak su ciak uno dopo l’altro, questa scena fu immortalata solo dopo tre ciak. Comunque quest’ultimi furono il risultato di un processo che impiegò un anno per completarsi: nove giorni per sistemare un corridoio pulito con un ascensore – pieno di sangue – pronto ad aprirsi. Nelle due riprese dallo scarso successo, Kubrick non era convinto che il sangue finto somigliasse abbastanza a quello reale: in fin dei conti un ascensore non è proprio un posto dal quale si vede abitualmente fuoriuscire del sangue, quindi doveva sembrare come se fosse vero nei minimi dettagli.

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5. LO STRESS D’INTERPRETARE WENDY TORRANCE PROVOCÒ A SHELLEY DUVALL LA CADUTA DEI CAPELLI

Jack Nicholson ha confessato che Wendy Torrance è uno dei personaggi più difficili che un attore può interpretare nel corso della propria carriera e Nicholson è uno che ha sempre ottenuti alcuni dei migliori ruoli nel corso d’intere decadi di successi. Shelley Duvall ha fatto un lavoro fantastico nel rendere l’ansia crescente di Wendy, con il suo crescente senso di disperazione e d’impotenza quando inizia a realizzare che è intrappolata nell’hotel e che suo marito ha il crescente bisogno di ucciderla insieme a suo figlio. Ma sfortunatamente, nonostante la splendida interpretazione, quest’ultima ha avuto delle conseguenze non indifferenti sulla salute della Duvall. Lo stress maturato nell’interpretare Wendy le ha provocato un esaurimento, che le ha comportato delle spiacevoli conseguenze fisiche come un costante senso di spossatezza – come se fosse costantemente malata – e la perdita dei capelli.

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4. SHINING È STATO IL PRIMO FILM CHE HA IMPIEGATO DELLE STEADICAM

Tornando indietro fino alla metà degli anni ’70, il mondo dell’industria cinematografica fu messo a soqquadro dall’avvento di una nuova tecnologia che avrebbe, di lì a breve, cambiato tutto: la Steadicam. I primi film ad impiegarla furono Rocky, Il Maratoneta e Questa terra è la nia terra. Shining rientra tra questi titoli, rientrando a pieno titolo tra la prima mezza dozzina di titoli che hanno impiegato questa “avanguardia” tecnica nelle riprese; nello specifico, Stanley Kubrick impiegò la Steadicam durante la scena dell’inseguimento “congelato” tra Jack e Danny all’interno del labirinto, con il padre che rincorre il figlio a colpi di ascia. Kubrick ha utilizzato questa innovativa tecnologia nella maggior parte dei film successivi perché lo considerava il modo migliore per infondere vita ed energia alle inquadrature.

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3. STANLEY KUBRICK HA NASCOSTO GLI ASPETTI TERRIFICANTI AL GIOVANE DANNY LLOYD

Siccome Danny Lloyd era appena un bambino al tempo in cui fu girato Shining e non aveva mai girato un film prima di allora, Kubrick fu molto protettivo nei suoi confronti, tanto da non permettergli di sapere che nel film in cui era coinvolto c’erano vecchie signore spettrali nude e tonnellate di sangue che sgorgava da un ascensore. Per quanto ne sapeva Lloyd al tempo, in base a quanto Kubrick e la crew tecnica gli rivelavano, il film che stava girando da protagonista era, a tutti gli effetti, un dramma: quando Wendy corre con Danny attraverso l’hotel, gridando contro Jack, la Duvall in realtà teneva tra le braccia un bambolotto a grandezza naturale, realizzato per evitare di coinvolgere il piccolo Lloyd in una scena così intensa.

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2. LA SCENA DE “SONO IL LUPO CATTIVO!” (IN ORIGINALE “HERE’S JOHNNY!”) HA IMPIEGATO TRE GIORNI E 60 PORTE PER ESSERE GIRATA

Senza ombra di dubbio il momento più iconico del film Shining è legato alla famosa scena quando Wendy si chiude nel bagno e Jack inizia a buttar giù la porta con un’ascia; successivamente, quando ha creato un buco abbastanza grande, si affaccia appena gridando “Sono il Lupo Cattivo!” (in originale “Here’s Johnny!”). I movimenti della macchina da presa sono sofisticati, pronti a seguire l’ascia con grande attenzione mentre entra ed esce dalla porta: un effetto ottenuto procedendo per tentativi ed errori, come ha confermato la stessa Shelley Duvall: la scena fu infatti girata nel corso di 3 giorni e il cast tecnico impiegò circa 60 porte prima di ottenere tutte le inquadrature di cui avevano bisogno.

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1. STEPHEN KING HA ODIATO IL FILM

Questa curiosità è ben nota (tanto da diventare una linea narrativa del film Ready Player One). Mentre i critici e il pubblico hanno lodato Shining considerandolo come uno dei più grandi film horror mai realizzati, Stephen King non era contento di come Stanley Kubrick aveva adattato il lavoro. King ha sempre considerato il film come una “grande, splendida Cadillac con nessun motore all’interno” e lo scrittore ha comparato le differenze tra il libro e il film paragonandole, rispettivamente, a quelle tra fuoco e ghiaccio: dove il romanzo di King comunica passione ed emozioni, nel film di Kubrick tutto diventa freddo e calcolato; eppure, nonostante le differenze, tutti e due sono considerati due imprescindibili capolavori.

Ludovica Ottaviani

Redattrice | Imbrattatrice di sudate carte a tempo perso, irrimediabilmente innamorata della settima arte da sempre | Film del cuore: Lo Chiamavano Jeeg Robot | Il più grande regista: Quentin Tarantino | Attore preferito: Gary Oldman | La citazione più bella: "Le parole più belle al mondo non sono Ti Amo, ma È Benigno." (Il Dormiglione)


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