Alessandro Siani ad Alice nella Città per Il Giorno Più Bello del Mondo, tra risate e malinconia

scritto da: Ludovica Ottaviani

Il Giorno Più Bello del Mondo è il film che segna il ritorno del comico Alessandro Siani davanti e dietro la macchina da presa con una fiaba moderna, ispirata – parafrasando le sue stesse parole – dai lavori di Frank Capra e da suggestioni nuove, legate al delicato equilibrio tra risata e riflessione, “dramma” e commedia.

Accanto a lui, nel film, gli attori Stefania Spampinato (direttamente da Grey’s Anatomy), Giovanni Esposito, Stefano Pesce, Leigh Gill (già visto in Joker) e i piccoli Sara Ciocca e Leone Riva. Il film, evento di chiusura nell’ambito di Alice nella Città all’interno della kermesse di RomaFF14, uscirà in 600 copie nelle sale a partire dal prossimo 31 Ottobre.

Il regista e interprete Siani insieme al resto del cast ha presentato alla stampa Il Giorno Più Bello del Mondo riflettendo sulla nuova fase creativa che sta attraversando, sulle fonti d’ispirazione ma anche sullo sforzo produttivo richiesto da un film simile, atipico rispetto al panorama cinematografico italiano odierno.

Alessandro, Il Giorno Più Bello del Mondo è un cambio di rotta rispetto al tuo cinema abituale e guarda i modelli di riferimento della sezione Alice nella Città: per tale motivo è un film perfetto e un lavoro che si rivolge soprattutto ai ragazzi quanto agli adulti, diciamo che non è proprio un film per famiglie nell’accezione classica del termine, ed è quindi pronto a muovere nuovi dibattiti e riflessioni visto che non sembra così comune nel nostro panorama cinematografico.

Alessandro Siani: «Il film è stato decisamente un lavoro intenso durato oltre 8 mesi, tra effetti speciali e musiche che hanno contribuito a creare quella giusta atmosfera. Nei miei film precedenti non avevo mai riflettuto a fondo, non mi era mai venuto spontaneo; poi, parlando con i produttori, abbiamo detto “ok, è bello ridere ma anche la lacrima e la riflessione non sono male in una commedia”. Non so, in effetti, se ci sono riuscito ma tanti argomenti tipo il riscatto, il pensiero del riscatto, la tecnologia, il dialogo e il fatto che oggi tutto si svolge ormai in casa, dove viene recapitato tutto e si finisce per uscire molto poco, mi stavano particolarmente a cuore e volvo parlarne. Per tale motivo la frase – che è poi anche il titolo – Il Giorno Più Bello del Mondo identifica qualcosa che può cambiare la vita di ognuno di noi.»

Il film rappresenta un salto notevole dal punto di vista produttivo, recitativo e delle citazioni contenute al suo interno: com’è nata l’idea?

Alessandro Siani: «Era arrivato il momento di iniziare a ragionare su una storia, una sceneggiatura in maniera “blindata”, molto più ferrea:  ho sempre seguito l’improvvisazione e l’istinto, tipo come ne Il Principe Abusivo; anche qui si improvvisava sempre tanto ma l’ultima stesura con gli attori è stata definitivamente l’ultima e abbiamo lasciato dei momenti d’improvvisazione: tutto è stato frutto di un lavoro certosino che ha investito soprattutto la seconda parte del film dotata di un ritmo più serrato e disseminato di moltissime citazioni, come alcune che affondano le proprie radici nei film comici americani. Spero che la gente possa apprezzare la confezione del film, anche perché per realizzarlo sono state coinvolte tante eccellenze italiane, tra montaggio, effetti speciali, musiche etc. Io, da parte mia, posso dire che spesso il cinema si fa come terapia ma non nel mio caso: io cerco solo di far ridere la gente e, mai come in questo caso, di farla anche emozionare.»

il giorno più bello del mondo

Qual è il ruolo delle donne nel film? E che ruolo hanno in quella che, a tutti gli effetti, nonostante le differenze sembra una fiaba?

Alessandro Siani: «Rispondendo subito alla prima domanda, il ruolo delle donne è fondamentale in questo film: sono le più sagge e risolvono tutto da sole, dalle più grandi alle più piccole anche perché… non mi appartiene minimamente il personaggio dell’eroe, mentre alle donne viene spontaneo, quasi più naturale. Per quanto riguarda invece il tono fiabesco utilizzato, il linguaggio della favola è preciso e perfetto per questa storia raccontata ne Il Giorno Più bello del Mondo, ma allo stesso tempo non bastava più: per quanto molti film siano incentrati su argomenti come l’amore, la guerra e anche favola ci possono essere comunque tante sfumature diverse, soprattutto oggi che i bambini sono abituati ad altro; per me l’importante era riconfermare l’appartenenza a Napoli, che è stato un aspetto importante per costruire un linguaggio che mi piace perché mi ha dato possibilità estraniarmi da quello che succedeva tutti i giorni; e pensare che mentre giravo stavo per finire dirottato sul racconto di una favola classica, in particolare di una storia d’amore ma ho sempre cercato di depistare me stesso e soprattutto il pubblico girando un film action completamente diverso.»

E gli effetti speciali, che ruolo hanno avuto?

Alessandro Siani: «Hanno avuto un ruolo fondamentale anche perché sono tantissimi e fatti da vere eccellenze italiane; loro lavorano in modo forsennato inviandoti un effetto speciale, poi tu lo visioni e lo rimandi ma se il risultato è stato ottimo forse è legato anche alla nostra paura tutta italiana di fare film con effetti speciali: questo dimostra come sia arrivato il momento di dimostrare il contrario.»

Mai come quest’anno si parla di bambini e del fatto che stiano salvando le situazioni pericolose in cui gli adulti stanno cacciando il mondo: pensi che sia vero?

Alessandro Siani: «Ho prestato grande attenzione ai bambini perché riescono sempre a farsi coinvolgere da storie che prendono l’anima; tutto viene filtrato attraverso i loro occhi che godono di maggior purezza e verità, ma bisogna essere anche bravi ad indirizzarli. Ma come oggi c’è bisogno di collaborazione tra i grandi e i più piccoli, perché credo molto negli esseri umani che si dividono tra buoni e cattivi.

Alessandro, in occasione dell’uscita nelle sale – fuori dal periodo natalizio – di Il Giorno Più Bello del Mondo, tracceresti un bilancio dei tuoi ultimi anni?

Alessandro Siani: «In 10 anni – da quando girai Benvenuti al Sud nel 2009 – è cambiata la mia visione in generale, lontana dai cambiamenti tutti italiani. Ad esempio, non mi interessa la questione dell’uscita natalizia; uscire a natale vuol dire solo soldi in più portati da un pubblico che sceglie scientemente quel periodo per andare a vedere un film. Ma io, in cuor mio, volevo mettere davanti a tutto il film e non solo l’interesse verso la presenza del pubblico in sala: mi mette meno tensione addosso per via degli incassi, mentre noi vorremmo solo che questo film arrivasse al pubblico per via di tutto il lavoro che c’è stato dietro. Il cinema americano al momento sta avendo un successo clamoroso e ogni film funziona proprio come una nuova sfida spesso positiva per gli esercenti: l’importante, secondo me, è che la gente continui ad andare al cinema, a prescindere dalle stagioni.»

Ludovica Ottaviani

Redattrice | Imbrattatrice di sudate carte a tempo perso, irrimediabilmente innamorata della settima arte da sempre | Film del cuore: Lo Chiamavano Jeeg Robot | Il più grande regista: Quentin Tarantino | Attore preferito: Gary Oldman | La citazione più bella: "Le parole più belle al mondo non sono Ti Amo, ma È Benigno." (Il Dormiglione)


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