Cristina Comencini chiude #RomaFF14 con Tornare: “Il film più libero che abbia mai fatto”

scritto da: Stefano Terracina

È toccato a Cristina Comencini chiudere ufficialmente la 14esima edizione della Festa del Cinema di Roma con il suo ultimo film, Tornare, che vede la regista romana tornare a lavorare con Giovanna Mezzogiorno dopo quattordici anni da La Bestia nel Cuore.

“Con Giovanna è stata un vero e proprio ritrovarsi”, ha spiegato in apertura di conferenza la Comencini. “Chiaramente sono passati tanti anni, quindi ci siamo ritrovate con tante differenze rispetto al passato. Ovviamente questo ritrovarsi, tutte queste differenze, il nostro vissuto, è finito anche nel film. C’è un legame affettivo tra di noi”. 

“Sono molto onorata che Cristina mi abbia chiamato per questo film”, ha spiegato invece la Mezzogiorno. “È un film molto intenso. Credo sia propria questa la definizione più giusta. È stato anche molto difficile per me. È passato tanto tempo da La Bestia nel Cuore. Ci sono successe tante cose… cose che ci hanno cambiato, fortificato, indurito. È stato un ritrovare delle cose che abbiamo vissuto e condiviso e che oggi sono completamente cambiate”. 

Il film è ambientato a Napoli negli anni ’90 e racconta la storia di Alice, che dopo una lunga assenza durata quarant’anni rientra dall’America a causa della morte di suo padre. Alice si ferma nella casa di famiglia, ormai disabitata: con la sorella hanno deciso di venderla, e occorre svuotarla dagli oggetti di una vita. Inaspettatamente, Alice scopre che la casa è abitata da una ragazza giovane e bellissima: per la donna si schiude un mondo nuovo, intrigante e pericoloso, che apre squarci sul suo passato e sulla sua esistenza.

“È un film che racconta l’interno della protagonista”, ha spiegato la Comencini. “Il tempo è dentro di lei. La memoria è disordinata, non è lineare. Arrivano sprazzi di memoria da tutte le parti e prima o poi bisogna farci i conti. Mi sono addentrata in un mondo che è quello interiore, dove il tempo non esiste. Abbiamo cercato di lavorare proprio su questo, provando a dare il senso dell’incontro con il nostro io di tanti anni fa. È stato un grande lavoro anche a livello tecnico. Sicuramente è il film più libero che io abbia mai realizzato e mi rendo conto di alcune complicazioni a livello narrativo. Forse alcuni lo ameranno, forse alcuni lo odieranno… credo che il cinema sia osare, avere un po’ di coraggio. Non sarei in grado di raccontare delle storie che non sono emotive”. 

“Rispetto a La bestia nel cuore, credo che Cristina abbia scavato ancora più in profondità”, ha aggiunto la Mezzogiorno. “Ha avuto un coraggio non indifferente. La bestia nel cuore era un film complesso, che trattava un argomento molto delicato. Tornare è un film che può veramente toccare l’emotività di ognuno di noi e che ti lascia veramente qualcosa di forte dentro. Penso che chiunque vorrebbe tornare in contatto con quello che è stato in passato”. 

La Comencini ha poi dichiarato: “Credo che la storia di Alice sia un’esperienza comune a tutte le ragazze. Io mi sono ispirata anche alla storia di una mia amica, alla quale ho dedicato il film. Alice è una ragazza che si vuole divertire. È bella e vuole essere libera e questa condizione, ancora oggi, viene spesso fraintesa. Quante volte le donne vengono etichettate come non dovrebbero soltanto perché vogliono essere libere? Nel momento in cui sei libera e fai quello che vuoi, allora vieni fraintesa… e questo fraintendimento può portare a delle azioni estreme, riprovevoli. La femminilità non può essere punita. Non corrisponde a dei canoni prestabiliti. Nessuna donna dovrebbe nascondere la propria femminilità… il fatto di essere fisicamente vitale”. 

Parlando invece di Napoli, la città dove il film è ambientato, la regista ha raccontato: “Napoli per me è stata un’altra protagonista. È una città alla quale sono molto legata, perché è la città di mia madre. Nonostante le mie origini, però, non avevo mai avuto la possibilità di girarci. Il mio obiettivo era quella di rappresentare una Napoli completamente interna al personaggio di Alice. Attraverso i ricordi di Alice volevo donare allo spettatore la sensazione di questi pezzi di una città che si rimettono insieme. Tutto il film racconta una realtà interna, che certe volte è più reale della realtà, che molto spesso ci sfugge. È una Napoli dove è accaduto qualcosa di tragico per la protagonista, ma è anche una Napoli della memoria, una Napoli del ricordo… una Napoli del cuore. È quindi una Napoli inquietante ma al tempo stesso bellissima, una Napoli che palpita dentro di lei”. 

Tornare arriverà nelle sale italiane prossimamente, distribuito da Vision Distribution.

Stefano Terracina

Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)


Siti Web Roma