Edward Norton inaugura #RomaFF14 con Motherless Brooklyn, tra noir e jazz

scritto da: Stefano Terracina

Edward Norton è sbarcato a Roma per presentare, nella cornice della 14esima edizione della Festa del Cinema di Roma, la sua ultima fatica da regista, Motherless Brooklyn, che arriva a quasi vent’anni di distanza dal suo debutto dietro la macchina da presa con Tentazioni d’amore, uscito nel 2002.

Motherless Brooklyn, tratto dall’omonimo romanzo di Jonathan Lethem, è scritto, diretto, interpretato e prodotto da Edward Norton, ed è stato scelto come film d’apertura di RomaFF14. Si tratta di un progetto al quale Norton si è avvicinato diversi anni fa: “Sono un attore avido”, ha dichiarato all’inizio della conferenza stampa. “Quando ho letto il romanzo di Lethem ho subito intravisto in Lionel Essrog un grandissimo personaggio. Un personaggio che volevo interpretare a tutti i costi. Trovo sia davvero memorabile ed oggi è davvero difficile riuscire a trovare ruoli del genere”. 

Lionel Essrog, il personaggio al centro del romanzo di Lethem e del film di Norton, è un detective privato affetto dalla sindrome di Tourette: “La cosa più interessante per me, sia come regista che come attore, non è stata tanto quella di mettere in scena e parallelamente di affrontare una malattia del genere, quanto piuttosto far percepire che, in realtà, si tratta di un personaggio dalla sconfinata umanità, che lotta quotidianamente contro un disagio e che alla fine, nella relazione con gli altri, capisce che tutte le difficoltà che affronta non possono essere una scusa per porsi nei confronti della vita in maniera passiva”. 

“Non collego mai le sfide di un personaggio a quelle degli altri che ho interpretato in passato”, ha continuato l’attore. “Ogni personaggio è unico e anche se spesso mi hanno detto che Lionel ha dei tratti in comune con altri personaggi che ho già interpretato, io so che non è così. In passato quei personaggi fingevano di avere determinate patologie; questa volta, invece, si tratta di una sindrome vera e propria e quando interpreti un personaggio del genere devi innanzitutto rispettarlo e poi studiarlo a fondo. La sindrome di Tourette si esprime in modi diversi a seconda della persona. Io ho voluto prendere alcuni di questi sintomi e incorporarli nella figura di Lionel. È stato per me molto liberatorio creare questo mix”.  

Parlando nello specifico del processo di adattamento del romanzo di Lethem, Edward Norton ha spiegato: “Quando ho scritto la sceneggiatura, ho inserito dei personaggi che nel romanzo originale non ci sono. Lionel, il mio personaggio, e Frank Minna, il personaggio interpretato da Bruce Willis, sono gli unici personaggi che provengono dal romanzo originale. Il nucleo dell’opera originale è stato ripreso, ma ciò che accade nel film in seguito all’omicidio di Minna è stata una mia invenzione. Invenzione della quale ho chiaramente discusso con Lethem, che fortunatamente ha apprezzato tutte le mie idee. Il romanzo di Jonathan è la storia di un singolo personaggio, ossia di Lionel. La trama gli interessava solo in funzione di Lionel. Io invece ho puntato a costruire una storia più articolata, una nuova avventura con una dimensione politica molto più profonda, inglobando la New York degli anni ’50. Volevo espandere l’universo attorno a Lionel e Jonathan ha amato quest’idea”. 

Presente in conferenza stampa anche l’attrice Gugu Mbatha-Raw, che nel film interpreta la co-protagonista femminile, Laura Rose: “Mi sono innamorata subito della sceneggiatura”, ha spiegato l’attrice. “Per me era la prima volta che leggevo un noir e la cosa che più mi ha colpito è stata la profondità con la quale Edward ha analizzato ogni singolo personaggio. Soprattutto il mio, che credo sia una donna che negli anni ’50, l’epoca in cui è ambientato il film, ha osato sfidare numerosi cliché. Lavorare con Edward è stato incredibile, soprattutto perché c’è una grandissima connessione tra i nostri personaggi. Volevo dare il massimo, anche perché ero circondata da tutti attori straordinari. È stata per me una bellissima esperienza: ho imparato davvero tanto”. 

La parola è poi tornata a Edward Norton, che ha così parlato della colonna sonora del film: “Lavorare alla musica di questo film è stata una vera e propria scommessa, perché ho deciso di mettere insieme tutto quello che amo di più in campo musicale, da Thom York fino al jazz di Miles Davis. D’altronde è impossibile raccontare la New York degli anni ’50 senza il jazz. Credo che ci siano alcuni tratti comuni tra questo genere musicale e la sindrome di Tourette. Il jazz è un genere che si basa sull’improvvisazione, qualcosa di compulsivo che ricorda molto quel tipo di patologia. Nel romanzo viene descritto molto bene il modo in cui la musica riesce a dare sollievo a Lionel e a farlo sentire libero; nel film ho cercato di raccontare questa cosa attraverso le immagini”.

A proposito di una possibile metafora politica all’interno del film, Norton ha poi aggiunto: “Se pensate che il film fotografi la contemporaneità statunitense, allora è probabile che sia davvero così. Credo che la maggior parte di noi abbia investito nella democrazia, nell’idea che il potere risieda nelle mani del popolo. Alla fine, però, c’è sempre questa sensazione di una minaccia pronta a spazzare via tutto. Non è una cosa che vale soltanto per gli Stati Uniti. Mi affascina quest’idea di dover essere sempre vigili, di dover stare sempre attenti”.

Motherless Brooklyn arriverà nelle sale il 7 novembre distribuito da Warner Bros.

Foto: Getty Images Europe

Stefano Terracina

Direttore responsabile e editoriale | Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)


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