RomaFF13, Steve Coogan e John C. Reilly: “Il nostro omaggio a Stanlio e Ollio”

scritto da: Stefano Terracina

Nella Selezione Ufficiale di RomaFF13, la 13esima edizione della Festa del Cinema di Roma, arriva anche Stan and Ollie, biopic dedicato a Stanlio e Ollio, uno dei più famosi duo comici della storia del cinema. A presentare il film alla rassegna capitolina, insieme al regista Jon S. Baird (Filth), anche i due straordinari protagonisti Steve Coogan e John C. Reilly.

“Amo Stanlio e Ollio da quando avevo 8 anni”, ha dichiarato Jon S. Baird. “Quando mi è stata offerta la possibilità di raccontare la loro incredibile storia, mi sono veramente sorpreso che nessuno l’avesse mai fatto prima. Abbiamo lavorato a stretto contatto con tutte le persone che hanno avuto la fortuna di conoscerli e, soprattutto, con i nipoti di Stan Laurel. Chiaramente abbiamo visionato anche molto materiale d’archivio.”

Steve Coogan e John C. Reilly presentano Stan and Ollie a RomaFF13

Il film racconta degli ultimi anni dell’attività lavorativa di Stan Laurel e Oliver Hardy; è infatti ambientato nel 1953, durante l’ultimo tour del duo in Inghilterra. A tal proposito, il regista ha spiegato: “Era un periodo molto difficile per loro, non solo da un punto di vista professionale, ma anche e soprattutto personale. Da regista, era molto interessante e stimolante per me concentrarmi su quegli anni. Quando realizzai un film su due personaggi così iconici è come costruire un puzzle: cerchi di mettere insieme tutti i pezzi; se ne manca uno, allora ti prendi qualche licenza artistica, cercando sempre di rispettare il passato e la storia.”

Nel film Steve Coogan interpreta Stan Laurel. Parlando della realizzazione del film, l’attore e comico britannico ha spiegato: “C’era molto più materiale su Stanlio che su Ollio, quindi per John è stato più difficile entrare nei panni del suo personaggio. Io sono stato più fortunato: ci sono tantissime interviste a Stan, perché il suo numero era sull’elenco telefonico, quindi i fan lo chiamavano, chiacchieravano con lui e registravano le conversazioni. Così ho potuto non solo ascoltare la voce di Stanlio, ma anche quello di Stan, così come i suoi pensieri sulla sua attività.”

A proposito della possibilità di interpretare una vera e propria icona, invece, Coogan ha aggiuntio: “Ero veramente elettrizzato all’idea di fare questo film, mentre ricordo che John era più ansioso. È una prospettiva che intimorisce, chiaramente. Ogni volta che accetti un ruolo devi mettere in conto di poter fallire alla grande e anche in questo caso la sensazione è stata la medesima. Bisognava impegnarsi al massimo e circondarsi degli strumenti necessari: abbiamo lavorato per tre intense settimane ai balletti, ai movimenti, a tutto ciò che riguardava gli aspetti ‘fisici’ di Stanlio e Ollio, senza considerare le ore di trucco, soprattutto per John. Questo periodo ci è servito tantissimo per conoscerci meglio e per condividere le nostre paure ed emozioni. È stato un bellissimo viaggio!”

John C. Reilly invece, che nel film veste i panni di Oliver Hardy, ha così parlato delle difficoltà riscontrate sul set, durante la lavorazione sul personaggio: “Più lavoravamo al film, più mi rendevo conto di quanto Oliver fosse molto italiano nel profondo della sua anima: era romantico, amava le donne, la poesia, il buon cibo. Tutti aspetti che mi sono serviti per ricreare la sua persona sul grande schermo. La cosa che mi spaventata di più, però, era la parte fisica, dal momento che avevo appena perso circa 6 kg e non avevo alcuna intenzione di prenderne circa 90. Ad ogni modo, volevo entrare davvero nel personaggio, quindi ho accettato di sottopormi a ore ed ore di trucco, una cosa che non amo particolarmente fare. Fare questo film, per me, era una missione sacra e devo confessare di essere riuscito, anche grazie alla trasformazione fisica, a capire nel profondo la personalità di Oliver: ha fatto della grassezza una sorta di marchio di fabbrica; poi le luci dei riflettori si spegnevano, doveva tornare a casa e fare i conti con il suo aspetto fisico. È stato un aspetto della sua vita che ha suscitato in me una grande compassione.”

Foto: Vittorio Zunino Celotto/Getty Images Europe

Stefano Terracina

Direttore responsabile e editoriale | Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)


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