Viola Davis premiata a #RomaFF14: “Un artista ricerca sempre la verità!”

scritto da: Stefano Terracina

Dopo Bill Murray, il secondo Premio alla Carriera della 14esima edizione della Festa del Cinema di Roma è stato conferito a Viola Davis, attrice premio Oscar nota al pubblico italiano per i suoi ruoli in The Help e nell’acclamata serie tv Le regole del delitto perfetto, che nella giornata di ieri è stata protagonista di un Incontro Ravvicinato durante il quale ha ripercorso non soltanto la sua straordinaria carriera ma ha anche parlato del mestiere dell’attore e sviscerato numerosi dettagli sulla sua vita tanto privata quanto professionale, concedendosi al pubblico in tutta la sua umanità e intelligenza.

Prima che un emozionato Pierfrancesco Favino la raggiungesse sul palco per premiarla con il prestigioso riconoscimento tutto italiano, l’attrice si è lasciata andare ad una conversazione a cuore aperto con il pubblico, attraverso cinque clip tratte dai suoi lavori più celebri – i sopracitati The Help e Le regole del delitto perfetto, ma anche Il dubbio, Barriere e Widows – che sono state lo spunto per introdurre gli argomenti più disparati.

Attiva in campo cinematografico, televisivo e teatrale – è una delle pochissime attrici ad aver vinto la Triple Crown of Acting, ovvero i tre premi più ambiti per un attore (l’Emmy, il Tony e l’Oscar) – Viola Davis ha confessato di amare principalmente il teatro, dichiarando: “Mi diverto molto di più sul palco. D’altronde, è lì che è cominciata la mia carriera. Ho studiato arte drammatica. La cosa che mi ha fatto innamorare di questa forma di intrattenimento è che a teatro nessuno pensa al suo aspetto fisico o a quanto incasserà il tuo spettacolo. Quello che il pubblico vuole è condividere un’esperienza umana. Ecco cosa amo di più del teatro. Il teatro è la mia vita”. 

La carriera cinematografica di Viola Davis è iniziata nel lontano 1996, ma la vera consacrazione è avvenuta soltanto nel 2008, grazie al film Il dubbio diretto da John Patrick Shanley e tratto dal suo omonimo dramma teatrale. A proposito del lavoro sul set – condiviso insieme all’amica e collega Meryl Streep, che per l’occasione ha anche inviato un messaggio di congratulazioni -, la Davis ha raccontato: “Non abbiamo mai improvvisato. Abbiamo fatto tre settimane e mezzo di prove. Quando ho fatto il provino per Mrs. Miller c’erano altre cinque attrici che volevano quella parte. Quando mi hanno detto che avevano scelto me non riuscivo a crederci. Abbiamo lavorato come fosse una rappresentazione teatrale… cosa molto rara quando giri un film”. 

Il dubbio ha regalato a Viola la sua prima nomination all’Oscar come miglior attrice non protagonista, seguita da una seconda candidatura come migliore attrice protagonista per The Help. La conquista dell’ambita statuetta è arrivata nel 2017 per il film Barriere, adattamento cinematografico dell’opera teatrale di August Wilson, che la stessa attrice aveva già interpretato a teatro. Ricordando il celebre drammaturgo, scrittore e sceneggiatore statunitense, la Davis ha spiegato: “August è stata una figura importantissima per me. È un autore che ha sempre rappresentato le persone di colore nella maniera più giusta possibile, ma in versione annacquata, soltanto per compiacere. Ci ha sempre rappresentati come esseri umani. August ci ha dato una voce e questa è l’eredità più straordinaria che ci ha lasciato. Ci ha dato la vita”. 

“Da artista, bisogna avere il coraggio di dire sempre la verità”, ha continuato Viola. “Ci sono persone che indossano delle maschere perché hanno paura di essere giudicate. Noi artisti dobbiamo cercare di superare questi limiti, regalando al pubblico una versione di noi stessi priva di filtri. Questo deve fare un’artista. Io sono diventata un’artista perché non volevo una vita ordinaria. Volevo essere un’artista e volevo essere un’artista di colore. In questo mondo è una lotta continua, ma io combatto per me stessa, per la mia voce”. 

La discussione prosegue in tal senso, con l’attrice che affronta la questione Oscar So White: “È riduttivo parlare di inclusione e pensare soltanto all’Academy. È tutto bianco: i responsabili degli studios, i dirigenti, le star e i registi… anche i critici, di solito, sono bianchi! Se pensiamo che il problema sia circoscritto all’Academy, allora non vediamo tutto il resto. Dal mio punto di vista, so che noi, persone di colore, vogliamo lavorare e fare film che rispettino chi siamo. Vogliamo essere pagati come gli attori bianchi. È vero, le cose stanno cambiando perché se ne sta parlando, ma c’è ancora tantissima strada da fare. Io sono sempre stata molto ambiziosa. Ho sempre voluto tutto e credo di meritare tutto, come chiunque altro. È solo una questione di opportunità”.

Il focus della conversazione si sposta poi sulla recente polemica ai cinecomic da parte di Martin Scorsese e Francis Ford Coppola. La Davis – che ha interpretato il personaggio di Amanda Waller in Suicide Squad – ha così commentato la vicenda: “A me piacciono quei film. Un buon film Marvel o un buon film DC mi piacciono. Amo però anche i film di Scorsese o di Coppola. Einstein  ha detto che l’immaginazione vale più della conoscenza. Ecco dove risiede l’arte: in un mondo immaginario senza fine, dove si può creare, dove ci si può ridefinire. Viviamo per questo motivo e penso che ci sia posto per tutto. Scorsese e Coppola hanno espresso la loro opinione, che io ritengo valida. Ma ripeto: un buon cinecomic a me piace”. 

L’incontro termina con una riflessione di Viola sul modo in cui si approccia ai personaggi che deve interpretare: “Ogni ruolo che interpreto, lo affronto come fossi un investigatore. Non credo che la maggior parte della mia carriera abbia rispecchiato il mio potenziale di attrice. In genere ho sempre fatto i ruoli che erano a disposizione. Quando però mi è capitato un personaggio davvero interessante, mi ci sono approcciata in quel modo: devi identificarti con quel personaggio, devi indagare sulla sua vita, capire i fatti e le circostanze”. 

Foto: Getty Images Europe

Stefano Terracina

Direttore responsabile e editoriale | Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)


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