Film al cinema: da Hobbs and Shaw a Il Re Leone, i titoli più attesi in arrivo ad agosto 2019

scritto da: Diego Battistini

Chi l’ha detto che ad agosto il cinema va in vacanza? Probabilmente non si è mai vista -cinematograficamente parlando – un estate più ricca di titoli (e che titoli!) al cinema ed agosto, da questo punto di vista, rappresenta una sorta di cigliegina sulla torta rispetto alle uscite di giugno e luglio.

Non sono infatti solo tanti i titoli in programmazione nelle sale dall’inizio del mese, ma anche di indubbia qualità, con un finale di mese che si preannuncia assolutamente pirotecnico. Il 1° agosto sarà nelle sale Hotel Artemis, mentre l’8 torna un nuovo capitolo della saga più “rumorosa” e adrenalinica del cinema dell’ultimo millennio, Fast & Furious: Hobbs & Shaw.

Il 15 agosto sarà invece tempo di brividi ed alligatori grazie a Crawl – Intrappolati, che in qualche modo introduce i grandi titoli delle due settimane successive. Il 22 agosto tornerà sua maestà Il Re Leone, in una nuova veste live action, e insieme a lui saranno in sala anche la commedia La Rivincita delle Sfigate, il biopic dedicato al serial killer Charles Manson, Charlie Says, e il ritorno all’horror di Pupi Avati con Il Signor Diavolo.

Il 29 agosto saranno invece al cinema il film d’azione (ad alto tasso di testosterone) Attacco al Potere 3, il noir italiano con Toni Servillo, 5 è il Numero Perfetto e il film d’autore del maestro del cinema sudcoreano Park Chan-wook, Mademoiselle.

Andiamo a scoprire insieme – uno a uno – i titoli cinematografici che contraddistingueranno il mese di agosto…

In questo mondo di ladri e galeotti

C’è un luogo, un albergo, o forse è meglio dire un ospedale dove non tutti i pazienti possono trovare alloggio o risolvere i loro problemi di salute. Per entrarci è necessario essere letteralmente la feccia della società: ladri, assassini, strozzini, insomma dei veri e propri criminali. Si tratta dell’Hotel Artemis, il luogo in cui si svolge l’omonimo film diretto da Drew Pearce.

Un po’ B-Movie, un po’ film distopico (è ambientato in un ipotetico futuro molto vicino a noi), il film, che ha avuto una gestazione piuttosto travagliata, ha nel cast il suo punto di forza. Quanti film infatti possono permettersi attori del calibro di Jodie Foster – nei panni dell’infermiera e tenutaria dell’albergo – Jeff Goldbung e Dave Bautista (tra gli altri). Un film imperdibile per gli amanti del genere.

La strana coppia

Allo stesso tempo sequel e spin-off di una delle più fortunate saghe d’azione (e un poco tamarre) della storia del cinema recente, Fast & Forious – Hobbs & Shaw sembra compiere una significativa deviazione rispetto agli inizi della serie, puntando tutto non solo sull’azione adrenalinica, ma sopratutto su un alto tasso di comicità.

Non ci si prende davvero mai sul serio nel film, nonostante i due eroi, interpretati da Dwayne Johnson (Hobbs) e Jason Statham (Shaw) siano chiamati a salvare il mondo da un pazzo criminale che ha le sembianze del sempre impeccabile Idris Elba. Dietro la macchina da presa c’è David Leicht, uno specialista del genere (vedere per credere il suo Atomica bionda), mentre nel cast è presente anche la bravissima Vanessa Kirby (già vista nei panni della principessa Margareth nelle prime due stagioni della serie tv di Netflix The Crown).

L’alligatore striscia nell’ombra

Un tempo erano le mandibole de Lo squalo (in originale Jaws) di Steven Spielberg, oggi, è lo strisciare sinuoso e minaccio dell’alligatore in Crawl – Intrappolati di Alexandre Aja, regista che ha alle spalle un buon background horror (basti pensare al remake de Le colline hanno gli occhi e Pirahna 3D) e che cerca di rinverdire i fasti di un genere, il blockbuster estivo con protagonista animali pericolosi, che da sempre attira il grande pubblico.

In una Florida deflagrata da un tifone, gli abitanti devono abbandonare le loro case per non incorrere in pericoli. La giovane Halley (Kaya Scodelario) si reca a casa del padre (il redivivo Barry Pepper) per trarlo in salvo, ma rimane intrappolata insieme al genitore in casa, a causa della presenza di alcuni alligatori che li tengono in ostaggio. Riusciranno a sopravvivere alla fame atavica dei predatori e all’imminente arrivo dell’uragano? Insomma, un film indicato per chi vuole fare qualche balzo (di paura) sulla sedia e rinfrescarsi con qualche brivido cinematografico.

Il Re è tornato… in live action

Dopo averlo fatto riuscire al cinema qualche anno fa in 3D, Disney ripropone ancora una volta al cinema Il Re Leone, l’emozionante storia del leoncino Simba e della sua tortuosa avventura che lo porterà, in compagnia degli amici Timon, Pumba e della compagna Nala ad affrontare lo zio usurpatore Scar e a rivendicare il trono di suo padre Mufasa.

La storia torna a cinema in una rivisitazione in live action che, come spesso accade nei remake messi in cantiere dello studio cinematografico di Burbank, rappresenta da un lato un omaggio all’originale e dall’altra un aggiornamento in conformità con i nuovi tempi e il nuovo pubblico a cui è rivolto. Dietro la macchina da presa c’è John Favreau, già artefice di un ritorno al cinema di un altro classico Disney, Il libro della giungla, mentre alle musiche tornano gli autori delle straordinarie musiche che hanno contribuito a rendere immortale il film d’animazione: il compositore Hans Zimmer e il cantautore Elton John. Naturalmente clinex a portata di mano…

Una notte da leonesse

Amy (Kaitlyn Dever) e Molly (Beanie Feldestein) sono due amiche in procinto di finire il liceo. Durante la loro adolescenza hanno preferito dedicarsi esclusivamente allo studio per riuscire ad entrare nelle migliori università del paese, ed hanno tralasciato il divertimento. Giunte alla fine del loro percorso di studi, però, decidono di recuperare il tempo perso partecipando ad una festa di fine liceo dove naturalmente gliene succederà di tutti colori.

Diretto dall’attrice Olivia Wilde (Rush, La vita in un attimo), per la prima volta dietro la macchina da presa, La rivincita delle sfigate è una “commedia liceale” che sfrutta tutti i cliché e gli stereotipi del genere ravvivando la narrazione attraverso le esilaranti avventure di due giovani “sfigate” che accompagnano lo spettatore verso un viaggio caleidoscopico e divertente che strapperà più di una risata.

Il profeta del male

Chi era Charles Manson? Il profeta, il predicatore, l’assassino, il serial killer che fondò una setta di pazzi e che commise uno degli atti più efferati della storia della cronaca nera: l’omicidio dell’attrice Sharon Tate (e del bambino che portava in grembo), moglie di Roman Polanski. In un anno in cui Manson sarà “protagonista” anche del prossimo film di Quentin Tarantino (C’era una volta ad Hollywood) e della seconda stagione della serie tv Netflix Mindhunter, arriva nelle sale anche il film indipendente Charlie Says.

Presentato in concorso alla scorsa Mostra del Cinema di Venezia, il film, diretto da Mary Harron e interpretato magistralmente da Matt Smith (il principe Filippo nelle prime due stagioni della serie The Crown), cerca di raccontare non solo la truce vicenda che vide protagonista Manson, ma anche il personaggio e la sua lucida follia criminale. Il biopic si concentra naturalmente sulla setta fondata del serial killer, cercando di ricostruire fedelmente l’atmosfera in cui nacque grazie a un eccezionale lavoro sulle fonti dirette e indirette.

Il ritorno all’horror di Pupi Avati

Regista che ha saputo spaziare tra i generi con lievità, Pupi Avanti si trova – in quella che possiamo definire la fase conclusiva della sua carriera – a compiere un viaggio a ritroso nel tempo e uno dei suoi primi amori: l’horror. Erano gli anni ’70 e un Avati allora poco più che trentenne diede un contributo importante al cinema di genere italiano con quello che è, ad oggi, un vero e proprio cult movie: La casa delle finestre che ridono.

A distanza di anni, Pupi Avati torna al genere che l’ha consacrato con il film Il Signor Diavolo, opera ambientata in un nord-est italiano tanto religioso quanto superstizioso che viene scosso da un evento efferato: l’omicidio da parte di un ragazzino di un coetaneo che riteneva essere il diavolo. Tra thriller, giallo e film dell’orrore, il film del regista bolognese si avvale di un cast contraddistinto anche dai suoi attori prediletti, tra i quali spiccano Lino Capolicchio e Gianni Cavina (entrambi presenti anche ne La casa delle finestre che ridono).

Un presidente sotto tiro

Il rude ed affascinante Gerard Butler torna per la terza volta a vestire i panni di Mike Banning, la guardia personale del presidente degli Stati Uniti (sempre interpretato da Morgan Freeman) nell’ennesimo capitolo dell’action Attacco al potere 3. Questa volta, l’agente speciale non solo dovrà salvare il presidente da un tonitruante attentato, ma sarà costretto anche a diventare un fuggitivo dopo l’accusa di essere stato proprio lui l’organizzatore dell’attentato al primo cittadino d’America.

Diretto da Ric Roman Waugh, il film è un degno erede degli episodi precedenti, contraddistinto da tanta azione, sequenze ad alto tasso di adrenalina e un cast che, ancora una volta, rappresenta una marcia in più; ai già citati Butler e Freeman infatti si aggiungono Jada Pinkett Smith, nei panni di una degli antagonisti del protagonista, e Nick Nolte nel ruolo del padre di Mike.

Napoli calibro 9

Napoli, anni ’70. Il guappo in pensione, Peppino Lo Cicero (Toni Servillo) vive la sua vita pescando ed occupandosi del figlio Nino, anche lui guappo. Dopo la scomparsa del figlio, Peppino si mette sulle tracce di coloro che lo hanno ucciso, chiedendo aiuto al vecchio amico Totò  (Carlo Buccirosso): sarà il preludio a una storia di sangue contraddistinta da sparatorie, uccisioni brutali e rese dei conti.

5 è il Numero Perfetto è il film d’esordio del fumettista Igort ed è tratta da una sua fortuna graphic novel. Lontano dal realismo di Gomorra, il film guarda più al noir d’oltreoceano e al cinema di Hong Kong firmato da Johnnie To e John Woo, con sequenze di sparatorie spettacolari che da sole valgono il prezzo del biglietto. A completare il sontuoso cast, è doveroso citare anche Valeria Golino.

Un autore e un film perturbanti

Presentato in concorso al Festival del Cinema di Cannes del 2016, arriva finalmente nei cinema italiani il nuovo film del regista sudcoreano Park Chan-wook, Mademoiselle, opera liberamente ispirata dal romanzo La ladra di Sarah Waters. L’acclamato autore del film cult Old Boy, dirige una pellicola perturbante che racconta la vicenda della giovane ereditiera Hideko (Kim Min-hee), orfana di entrambi i genitori che, ormai prossima alla maggiore età, vive quasi reclusa nella villa dello zio acquisito (Cho-Jin-woong).

È proprio lo zio, collezionista di libri erotici, che ha messo gli occhi sulla nipote ed è deciso sposarla per impadronirsi del patrimonio della giovane; ma non ha fatto i conti con uno spregiudicato truffatore (Ha Jung woo) che vuole anch’egli convolare a nozze con l’ereditiera. Atmosfere soffuse ed angoscianti per una storia per un’opera perturbante capace, allo stesso tempo, di sconvolgere e coinvolgere lo spettatore. Consigliato naturalmente a tutti gli amanti del cinema d’autore.

Diego Battistini

Collaboratore | La passione per la settima arte inizia dopo la visione di Master & Commander di Peter Weir | Film del cuore: La sottile linea rosssa | Il più grande regista: se la giocano Orson Welles e Stanley Kubrick | Attore preferito: Robert De Niro | La citazione più bella: "..." (The Artist, perché spesso le parole, specie al cinema, sono superflue)


Siti Web Roma