Casey Affleck presenta a Roma il suo ultimo film da regista, Light of My Life

scritto da: Carlotta Guido

Il Premio Oscar Casey Affleck arriva a Roma insieme alla giovane Anna Pniowsky per presentare Light of My Life, lungometraggio presentato nella sezione Alice nella Città dell’ultima edizione della Festa del Cinema di Roma.

Il film, distribuito da Notorious Pictures, è anche scritto e diretto dall’attore pluripremiato per Manchester by the Sea, e porta sullo schermo una storia dal gusto distopico e profondamente tragico. Un giovane padre (Casey Affleck) è costretto a una fuga interminabile assieme a sua figlia Rag (Anna Pniowsky) a causa di un’epidemia che ha distrutto l’umanità, in special modo il genere femminile.

Casey Affleck spiega come con questo film abbia voluto scandagliare quali siano le forme di sopravvivenza di una società sottoposta ad estremo pericolo, ripercorrendo quasi le vicissitudini delle coppie di animali prescelte nel grande pericolo rappresentato dal Diluvio Universale. Affleck afferma la sua volontà di mettere in scena un «mondo terribile», come sarebbe in caso di totale assenza femminile, «un mondo sull’orlo della distruzione».

Senza tuttavia – aggiunge il regista e interprete – avere l’arroganza di fornire una risposta arbitraria poiché la sua opera: «È una storia sulle famiglie» e su cosa potrebbe accadere loro in caso di grandissima difficoltà.

Probabilmente, aggiunge, l’essere padre – Casey Affleck è papà di Indiana August e Atticus, avuti con Summer Phoenix – lo ha fatto sentire molto più vicino alle vicissitudini dei suoi protagonisti. Per questo motivo, la grande suspence di cui trasuda il film proviene dalla inevitabile perdita d’innocenza cui questo crollo mondiale è fondamentale causa.

Anna Pniowsky, alle prese con il suo primo ruolo da protagonista per il grande schermo, confida che il mettersi nei panni di Rag non sia stato poi così difficile perché le è bastato metterci un po’ di se stessa. Affleck sottolinea l’attitudine istintiva della giovane interprete che rappresenta per lui «un perfetto equilibrio tra vulnerabilità e indipendenza» con la sua capacità di seguire perfettamente le indicazioni di regia rimanendo al contempo molto indipendente.

Alla domanda su quanto Light of My Life possa essere una metafora del mondo attuale, Casey Affleck risponde che sì, questa sua ultima fatica potrebbe esserlo, ma che non è un regista «così bravo» da scrivere sapendo di essere portatore di un messaggio politico.

«Le cose vengono fuori in maniera organica e lascio il film parlare per se stesso» risponde il regista. A questa sua impressione accosta il bel ricordo sulla lavorazione del film Gerry (2002) di Gus Van Sant e di come l’autore della Trilogia della Morte sia stato paradigmatico per la sua formazione e a fargli capire quanto il film si sveli solo durante la sua realizzazione.

Light of My Life uscirà nelle sale dal prossimo 21 novembre.

Carlotta Guido

Redattrice | Dopo la visione de Il Padrino Parte II capisce che i suoi film preferiti saranno solo quelli pari o superiori alle tre ore | Film del cuore: Il Padrino | Il più grande regista: Aleksandr Sokurov | Attore preferito: Marlon Brando | La citazione più bella: "Il destino è quel che è, non c’è scampo più per me" (Frankenstein Junior)


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